Il grassello di calce, che viene utilizzato anche come rivestimento murale per interni, soprattutto per finiture d’epoca e per decorazioni di palazzi di pregio artistico, è un ottimo legante aereo per la produzione di malte tradizionali da muratura e intonaco e viene riscoperto anche come ingrediente base per la produzione di tinteggiature naturali, colorate e traspiranti; è il collante più antico della storia, una delle invenzioni prodotte dall’uomo in campo edile che ha attraversato i secoli e che ancor oggi è insostituibile per affidabilità e prestazioni.

Calce - per isolare meglio
“Il grassello di calce – ci spiega Albiz Ermacora, un tempo produttore di calce aerea e ideatore di una linea di prodotti biocompatibili per l’edilizia – è ottenuto dalla cottura dei ciottoli di fiume, che avviene ad una temperatura che varia tra i 900° e i 1100°C. In questo modo si arriva alla produzione di calce viva (ossido di calcio), con la quale, aggiungendo dell’acqua, si ottiene quel latte di calce, che lasciato a stagionare naturalmente in vasche, diventa grassello. Durante la stagionatura non avviene nessun cambiamento del materiale dal punto di vista chimico, ma si verifica invece una trasformazione fisica. I cristalli dell’idrossido di calcio, a forma esagonale, si dispongono gradualmente in file parallele, come tanti salsicciotti, e questo ordine microfisico produce un materiale più compatto, più tenace e molto più lavorabile del grassello non stagionato. Se durante il procedimento il grassello non viene a contatto con l’aria, non si innesca il processo di presa o indurimento, detto carbonatazione, che invece ha inizio una volta posto in opera, a contatto con l’aria, o meglio con l’anidride carbonica, che attiva la reazione. Nelle prime ore avviene la presa, a cui fa seguito l’indurimento, che stabilisce una durata lunghissima nel tempo. Il processo è molto lento, in quanto per ottenere 100 kg di calce carbonatata, ovvero i ciottoli di fiume che avevamo all’inizio del ciclo, occorrono 63 kg di idrossido di calcio (grassello) e ben 37 kg di anidride carbonica, se pensiamo che l’anidride carbonica è presente nell’aria solo per lo 0,03% in volume, possiamo spiegarci la lentezza del fenomeno”.
Costruire con il grassello vuol dire anche apportare benefici, non solo a livello costruttivo, ma anche a livello di microclima. Se facciamo un salto nel passato ricorderemo tutti come in alcuni palazzi antichi o in alcune case o edifici storici la temperatura fosse sempre piuttosto gradevole, nonostante le estati torride o gli inverni più rigidi.

Intonaci naturali
“Questo avveniva perché le tecniche costruttive del passato c o n o s c e v ano e sfruttavano una legge fisica piuttosto semplice, che spiega come l’acqua venga richiamata, come da una calamita, da un corpo meno denso rispetto a quello più denso. Se analizziamo quindi il sistema costruttivo tradizionale possiamo dire che, nelle murature verticali fatte di mattoni pieni e calce, l’acqua sotto forma di vapore viene richiamata dal corpo più denso, costituito appunto dal muro di mattoni pieni (massa di circa 1,8- 2,2kg/dmc), a quello meno denso, ovvero all’intonaco a calce (massa di circa 1,3-1,5 kg/dmc) e che successivamente, sotto forma di vapore, dall’intonaco viene richiamata all’aria circostante, che, come sappiamo, è molto più leggera dell’intonaco”. In questo modo la muratura resta sempre asciutta e può esplicare al massimo le proprie capacità di resistenza tecnica. Inoltre se teniamo conto anche della massa notevole del muro e quindi della proprietà termica assunta, possiamo affermare di aver ottenuto una buona macchina termica, in grado di mantenere temperatura costante all’interno degli ambienti, che sono isolati dall’esterno, e quindi di richiedere minor consumo energetico per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo. “Ecco quindi perché edificare seguendo i criteri naturali tramandati dal passato, assicura la creazione di un particolare comfort degli ambienti e un certo grado di benessere agli abitanti della casa”.
La calce è il materiale più semplice e basilare per edificare presente in natura. Utilizzata da millenni per la costruzione di case e fabbricati ha dimostrato di essere uno dei materiali più malleabili e durevoli in campo edile, tanto che le sue prestazioni e i suoi benefici sono visibili ancor oggi. La sua utilità è però stata tralasciata negli ultimi anni e questo oggi impone alcuni interrogativi. È forse il tempo di ritornare al nostro habitat naturale e accogliere e utilizzare gli elementi presenti in natura per ritornare ad un rapporto armonioso con il pianeta? È possibile che i materiali naturali rappresentino veramente delle opportunità che il nostro pianeta ci fornisce per ricreare ancora quell’ambiente salutare che può favorire il nostro benessere, senza danneggiare la nostra terra?


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