Archiviato in Professionisti, TREVISO Un commento

Le strategie per affrontare questo delicato momento nascono da un’analisi critica della crisi, che condurrà al mondo della sostenibilità degli interventi edilizi, mirando all’obiettivo ultimo rappresentato dall’edificio passivo.

Giorgio Granello - Tesoriere del Collegio dei Geometri di Treviso

Giorgio Granello - Tesoriere del Collegio dei Geometri di Treviso

L’attività edilizia nella Provincia di Treviso è stata, nell’ultimo decennio, fra le più intense d’Italia; infatti, da quanto emerge dallo studio effettuato nell’aprile del 2007, la realtà territoriale trevigiana si colloca ai primi posti delle classifiche per volumi edificati pro-capite. Può commentare questi risultati?

Fino al 2007 il comparto delle costruzioni ha avuto uno sviluppo sempre più rilevante per l’economia locale e il numero di imprese che vi operano hanno superato quelle coinvolte nel tradizionale settore manifatturiero; trainante, dal punto di vista del bacino occupazionale coinvolto, anche un altro settore sempre legato a quello delle costruzioni: l’intermediazione immobiliare. Sempre dai dati ricavati dall’Ufficio Studi della Provincia di Treviso, il solo patrimonio immobiliare residenziale provinciale, a gennaio 2007, contava un numero di abitazioni pari a circa 383.433. L’attuale andamento sfavorevole dell’economia ha fatto sì che parte delle unità immobiliari disponibili alla vendita e/o all’affitto risultino attualmente non ancora occupate.

E per quanto concerne la condizione del vostro settore professionale? Avete risentito anche voi della crisi economica?

Per quanto concerne la condizione del nostro settore professionale, anch’esso risente dell’attuale flessione economica; la crisi ha colpito notevolmente anche il mercato immobiliare, indebolendo di conseguenza tutti i settori della filiera ad esso collegati; questa situazione, per alcuni aspetti, risulta paradossale in quanto gli investitori, sia privati sia pubblici, potrebbero tutt’oggi usufruire di figure professionali altamente specializzate, le quali, nonostante l’arresto economico, hanno continuato ad investire nella propria formazione, a causa e in forza degli sviluppi delle nuove tecnologie legate, ad esempio, al mondo del risparmio energetico.

Come ogni crisi economica della storia, sono presenti connotati propri e unici che difficilmente si possono “tipizzare”, come altrettanto difficile risulta analizzare nel dettaglio i fattori scatenanti per individuare “antidoti” adeguati.

Indiscutibile comunque il fatto che ogni situazione di crisi porta con sé, da un lato elementi dirompenti di difficoltà (riduzione dei posti di lavoro, difficoltà economiche generali, ecc), ma dall’altro permette di evidenziare le distorsioni del sistema e di “eliminare” i soggetti economici meno forti, quelli che cioè non riescono a governare la crisi e ad adeguarsi ad uno scenario nuovo e diverso. In particolare la crisi attuale appare del tutto originale, in quanto generata inizialmente da fattori ed elementi prettamente finanziari e poi estesa all’economia reale, con coinvolgimento di tutti i settori produttivi. All’interno di questo scenario nasce l’esigenza di analizzare con obiettività e professionalità la difficile situazione che molti tecnici stanno attraversando; sono peraltro poche le situazioni nelle quali si possono enucleare le condizioni di crisi in maniera realmente nitida, in quanto nella maggior parte dei casi l’analisi evidenzia situazioni ambigue; ma ancora di più appare opportuno monitorare i segnali deboli, ovvero quel mix di indicatori che evidenziano le prime difficoltà: una diagnosi tempestiva permette di agire in tempo e di risolvere, senza terapie d’urto drastiche, eventuali anomalie nella struttura organizzativa dell’universo che ruota attorno al mondo del “mattone”.

Quali, secondo lei, le cause e le possibili soluzioni per uscire dal problema?

Nell’analisi dei casi concreti, difficilmente si riesce ad identificare una causa unica dello stato di crisi, in quanto nella maggior parte dei casi si riconoscono tante micro cause che si alimentano reciprocamente e accrescono lo stato di crisi. Da qui la necessità, sopra evidenziata, di prestare attenzione a tutti gli indicatori organizzativi, economici e finanziari dell’intero mercato immobiliare. Per tutti questi fattori, i diversi Collegi e gli Ordini Professionali hanno ritenuto che l’attuale crisi rappresenti un momento cruciale per i professionisti che assistono le imprese, che devono con loro cercare di “traghettarle” fuori da questo periodo. Si tratta di un vero e proprio “banco di prova” per imprese e professionisti, costretti ad adottare tutti gli accorgimenti necessari per adeguare la struttura produttiva, patrimoniale e finanziaria delle imprese alle mutate esigenze.

Il tutto inoltre avviene nell’ambito di un quadro economico profondamente mutato, che presenta ritmi notevolmente rallentati, immersi in un generale clima di sfiducia e soprattutto all’interno di un sistema che evidenzia un mercato del credito instabile, inaffidabile e del tutto inadeguato a supportare correttamente il sistema produttivo.

In conclusione le strategie per affrontare questo delicato momento storico nascono da un’analisi critica della crisi, che condurrà ad un nuovo spazio per le scelte alternative, legate, ad esempio, al mondo della sostenibilità degli interventi edilizi, mirando all’obiettivo ultimo rappresentato dall’edificio passivo (modello già ampiamente sperimentato in Germania). Perché queste scelte alternative siano capaci di conquistare l’attenzione e il supporto della società, esse devono essere concrete ed immediatamente praticabili. Le nostre alternative si basano sulla centralità del benessere delle persone e del nostro territorio. Per questo è necessario un controllo democratico sulle istituzioni finanziarie ed economiche. Alcune iniziative sono già in via di applicazione e facilmente praticabili; il loro successo deve essere adeguatamente pubblicizzato e diventare di dominio pubblico perché possano stimolare il loro ulteriore sviluppo. Altre difficilmente saranno messe in pratica se non grazie alla bontà del merito che le caratterizza. È necessaria una volontà politica perché questo avvenga. Per questo, inevitabilmente, ogni proposta è un appello alla mobilitazione globale.

Parliamo di edilizia sostenibile e risparmio energetico: come sono state recepite dal vostro Collegio le nuove politiche ambientali?

La tutela dell’ambiente deve essere impegno primario di ogni amministrazione territoriale; ritengo che gli organismi di normazione debbano farsi garanti della tutela del bene comune e che abbiano non solo la possibilità, ma anche l’obbligo morale di legiferare in modo ancor più restrittivo in materia di contenimento dei rischi, definendo le linee guida per una corretta gestione del territorio. Le amministrazioni, laddove poco sensibili al tema del rispetto ambientale, devono infatti essere “guidate” affinché diventino a loro volta educatori nei confronti del cittadino. Ritengo che grande importanza debba giustamente essere rivolta ai temi finora poco trattati, come ad esempio l’inquinamento elettromagnetico e acustico. La ristrutturazione avvenuta nella gestione urbanistica dei comuni, che ha comportato la sostituzione del vecchio piano regolatore con i nuovi strumenti del PAT – Piano Assetto del Territorio – e del PI – Piano degli Interventi – ha dimostrato come la tutela ambientale, in tutte le sue sfaccettature, debba essere tema centrale e imprescindibile per una corretta, sostenibile e duratura trasformazione del territorio.

Incentivare le iniziative legate alla bioedilizia è uno degli impegni assunti con grande attenzione dalla Provincia di Treviso all’interno del Piano Strategico, come ha recentemente sottolineato il presidente Leonardo Muraro. Nel 2003 la Provincia di Treviso, in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria (Ance-Unindustria, Casartigianati, Confartigianato, CNA), ha promosso la realizzazione del “Metadistretto della Bioedilizia”, un’organizzazione che coordina le aziende e i professionisti del settore edile, educando e promuovendo l’utilizzo di tecniche e di materiali ecocompatibili nella progettazione e realizzazione degli edifici nel territorio.

È stato presentato lo scorso 22 aprile il progetto “Certificazione di Marca” per garantire alla committenza, che nel trevigiano è sempre più informata ed esigente in materia di bioarchitettura, un marchio e una certificazione sulla qualità e sostenibilità ambientale degli edifici che vengono realizzati. Parallelamente al piano per la certificazione sono stati ideati anche dei percorsi formativi rivolti a maestranze e progettisti, per offrire delle linee guida su base tecnica per tutte quelle attività legate alla bioedilizia. In progetto la realizzazione di un albo per i certificatori e per gli esperti di bioedilizia, per fornire al cittadino professionalità garantita nell’ambito della costruzione biocompatibile.

Numerosi sono inoltre i comuni che hanno già attivato sportelli per fornire al cittadino informazioni e aiuto nella scelta di sistemi per il risparmio energetico (impianti solari termici, fotovoltaici…) e per la ristrutturazione biocompatibile del patrimonio edilizio esistente. La provincia di Treviso e gli Ordini Professionali si stanno adoperando molto per consentire lo sviluppo di un’edilizia “positiva” e sostenibile, che garantisca alle future generazioni il godimento del nostro bel territorio. Per quanto concerne il Collegio dei Geometri e dei Geometri Laureati, della Provincia di Treviso, sono ormai innumerevoli i corsi di approfondimento.

E per quanto riguarda le social house?

La provincia trevigiana si affida, da oltre dieci anni, all’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (A.T.E.R.), che si occupa di incrementare e gestire, congiuntamente ai comuni, il patrimonio edilizio sovvenzionato (più di 4.750 alloggi); decine i bandi attualmente aperti per l’assegnazione degli alloggi già realizzati nei comuni della provincia (Asolo, Resana, Oderzo, San Fior sono alcuni dei comuni interessati), un paio gli interventi ancora allo studio.

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  1. QUALITÀ E SOSTENIBILITÀ PER GLI EDIFICI DELLA MARCA | Per Voi … scrive:

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