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È importante investire in un’edilizia sostenibile che guardi al bisogno dei cittadini, delle famiglie e non alle convenienze.

Cos’è emerso dal seminario organizzato dalla FENEAL a Roma per analizzare la crisi dei settori legno e cemento?

Il convegno sul settore legno e cemento organizzato dalla Feneal ha evidenziato una situazione di forte crisi nel comparto a livello nazionale. La contrazione  dei mercati internazionali è stata di circa il 15% nel 2008, mentre è prevista del 30% nel 2009. Per quanto riguarda invece il mercato nazionale, la contrazione sarà sicuramente del 25% per il 2009, con una tenuta soltanto per i prodotti di fascia alta (dunque con alto rapporto qualità/prezzo).

Emerge inoltre che tale situazione persisterà per tutto il 2009 e il 2010, con una lenta ripresa a fine 2010 e inizio 2011.

Quali sono le proposte e il contributo che il vostro sindacato offre per superare questa congiuntura economica?

Non è facile indicare in maniera dettagliata il contributo che può dare il sindacato al momento attuale. Di sicuro è indispensabile ridare fiducia ai mercati, partendo dai lavoratori e dalle aziende virtuose. Bisogna garantire ai primi coperture di reddito uguali nel caso di perdita del lavoro, mentre alle seconde è necessario dare la possibilità di poter accedere al credito agevolato per mantenere l’attività. Ho parlato di aziende “virtuose” intendendo quelle che dimostrino la volontà di continuare ad investire mantenendo la forza lavoro.

Cosa ne pensa della questione, sempre più urgente, del risparmio energetico e dell’edilizia sostenibile?

Quella del risparmio energetico e dell’edilizia sostenibile rappresenta una nuova strada che può dare sostegno al settore edile, contribuendo sicuramente a creare occupazione anche nei settori collegati. A questo riguardo basti considerare che circa il 50% degli immobili sono bisognosi di interventi di ammodernamento e ristrutturazione che ora verrebbero eseguiti seguendo delle procedure nuove di risparmio energetico.

Ci vuole però impegno ad investire da parte dello Stato e delle regioni verso chi ha bisogno di mettere mano alla propria casa, tutelandolo dalla speculazione edilizia. È importante che l’edilizia sostenibile guardi al bisogno dei cittadini, delle famiglie e non alle convenienze.

Alla luce di tutto questo, che previsioni si possono fare per il futuro del comparto edile?

In base ai dati raccolti, alla nostra sensazione e vedendo la situazione attuale, considerando inoltre che in molte province italiane si  sono costruiti una quantità di metri cubi, tali da soddisfare i bisogni per circa 5-10 anni, possiamo dedurre che un sostanziale ridimensionamento del settore edile, con una riduzione della manodopera intorno al 20-30%, ci sarà e non sarà di breve periodo.

Dall’altro canto la crisi finanziaria ancora in atto, sebbene sia sostenuta dai governi, continua a creare sfiducia nelle popolazioni. Se si riuscisse a frenare tale crisi sicuramente questo darebbe impulso anche all’edilizia per riavviare o avviare tutti i lavori che in questi mesi tanti operatori del settore hanno sospeso, chi per mancanza di liquidità (vedi la stretta da parte delle banche), chi per perdite dovute ad investimenti sbagliati.

Ci si augura che la lezione di investimenti facili per fare denaro in breve tempo serva di lezione a tanti. Bisogna investire sul lavoro vero producendo ciò che serve alle popolazioni, pensando ai loro bisogni, creando un mondo dove  si produca per la sostenibilità del sistema, guardando e sostenendo anche i paesi più poveri.

Laura Santi

Un commento su questo articolo

  1. Aldo scrive:

    Parole sante!

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