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Progetti per la tutela ambientale e lo sfruttamento delle risorse rinnovabili, per dare un futuro al territorio e garantire oggi il bene dei cittadini.

Stefano Dotti, assessore alla Tutela dell'ambiente, Ecologia, Attività estrattive ed Energia della Provincia di Brescia

Stefano Dotti, assessore alla Tutela dell'ambiente, Ecologia, Attività estrattive ed Energia della Provincia di Brescia

Assessore Dotti, come mantenere un buon equilibrio tra ambiente e produzione di energia, tutela e attività di estrazione?

Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo (che comprende lo sviluppo economico, delle città, delle comunità etc.) che non compromette la possibilità  delle future generazioni di perdurare nello sviluppo preservando la qualità e la quantità  del patrimonio e delle riserve naturali. L’obiettivo, nella produzione di energia, è quello di mantenere uno sviluppo economico compatibile con l’equità sociale e gli ecosistemi, operante quindi in regime di equilibrio ambientale.

Lo sfruttamento dei giacimenti minerari rappresenta certamente un’attività primaria non comprimibile, poiché le materie prime costituiscono il fondamento di tutti i processi produttivi. Gli Enti Locali devono quindi risultare direttamente interessati ad un ordinato sviluppo delle attività minerarie, nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Occorre, nel rispetto dei principi della “governance”, che tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte nei processi di pianificazione, autorizzativi e di controllo, individuino criteri e indirizzi condivisi che, nel rispetto dei principi della sostenibilità, contribuiscano allo sviluppo delle comunità locali.

La provincia di Brescia è sempre stata all’avanguardia nei confronti della ricerca, in particolar modo nei riguardi della produzione d’energia dai rifiuti (vedasi il Termovalorizzatore della città). Sono in corso migliorie, nuovi progetti?

Per energia da rifiuti urbani si intende l’energia prodotta sfruttando le potenzialità energetiche dei rifiuti che residuano a valle della raccolta differenziata e del riciclaggio. La tecnologia oggi disponibile consente di affiancare all’obiettivo della riduzione del conferimento in discarica, anche mediante recupero di materiale, quello della termovalorizzazione dei rifiuti. Si tratta di un cambio di prospettiva che al mero incenerimento (per risolvere il problema rifiuti) sostituisce la valorizzazione energetica della risorsa “rifiuti”, che, oltre a costituire una possibile alternativa all’utilizzo dei combustibili fossili, contribuisce anche al contenimento dell’impatto ambientale. Quella del recupero energetico mediante termovalorizzazione non è tuttavia l’unica alternativa disponibile. Da qui la necessità di una strategia integrata di questa risorsa disponibile e, in senso entropico, rinnovabile.

Cosa è già stato approntato e cosa c’è da fare per il territorio provinciale?

Tra le priorità, sicuramente il “piano rifiuti”. In merito devo esprimere la nostra richiesta di maggiore attenzione alla tutela ambientale, soprattutto nella zona della Bassa e della Franciacorta. Dopodiché bisognerà metter mano alla pianificazione e alla regolamentazione: per conto nostro ci dovranno essere più restrizioni sia in materia di discariche sia di impianti di trattamento.

Sappiamo che la competenza per le valutazioni di impatto ambientale e per le discariche è della Regione. Dobbiamo quindi trovare un punto d’incontro con la Regione stessa, ma allo stesso tempo non abbiamo più intenzione di subire. C’è necessità oggettiva di una normativa restrittiva sulle discariche così come sulle escavazioni. Su questi temi bisogna muoversi nel rispetto delle istanze territoriali in un piano che rispetti opportunamente le distanze dai centri abitati e tutte le altre prescrizioni.

Bisogna avere il coraggio di dire no per il bene supremo dei cittadini. Capiamo le necessità degli operatori economici, ma per i comuni – dal momento che le discariche creano comunque danni al territorio – c’è la necessità anche di studiare compensazioni ambientali adeguate.

Altro argomento che mi sta a cuore è la valorizzazione dei nostri fiumi dal punto di vista ambientale, compresa la sistemazione delle sponde con piantumazione di alberi. È inutile continuare a scavare per reperire inerti che si potrebbero reperire semplicemente con questa attività di pulizia e di manutenzione ordinaria.

In tema di raccolta differenziata faremo poche cose ma in modo risolutivo. La sensibilizzazione alla differenziata parte dai comuni e dalle scuole e per questo motivo abbiamo in cantiere alcuni progetti che utilizzano i ragazzi come veicolo per le famiglie. Stiamo concretamente sostenendo poi i comuni e potenzieremo ulteriormente le isole ecologiche.

Come vede la sua provincia al termine del suo mandato?

Definirmi ambientalista è eccessivo, almeno per l’accezione che il termine ha assunto da un po’ di tempo a questa parte. Sono un militante leghista convinto, a tal punto che ricopro la carica di vicesegretario provinciale del movimento. Anche per questo – e forse perché da sindaco ho dovuto affrontare tante decisioni calate dall’alto – ho una propensione tutt’altro che moderata ad avere rispetto per il territorio e per la tutela dell’ambiente in cui vivo. E sono convinto pure che le istituzioni debbano avere il coraggio di dire “no”, se serve. Perché il bene supremo è la salute dei cittadini.

Questa quindi è l’impronta decisa che voglio dare al mio mandato.

Fabrizio Migliorati

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