La realizzazione di un giardino nasce dall’unione di più competenze e dalla sensibilità del progettista che deve saper integrare desideri, contesto e possibilità.
Creare un giardino è far nascere uno spazio unico, inimitabile, personale, esteticamente armonioso, ma anche funzionale e fruibile, immergendolo in un contesto a cui esso stesso dona un nuovo senso.
Facciamo un esempio: la creazione di un parco all’interno di un’area urbanizzata dovrà rispettare i canoni architettonici del contesto, ma allo stesso tempo avrà il compito di trasformare il contesto urbano stesso, ovvero di arricchirlo con l’opportunità di uno spazio verde al quale verranno assegnate differenti funzioni. Anche la creazione di un giardino privato dovrà avvenire nel rispetto dei gusti di chi lo andrà a vivere, ma in fase progettuale è necessario tener conto dell’architettura dell’abitazione che andrà ad abbracciare, alla quale il giardino stesso ha il compito di dare un valore aggiunto.
Un professionista della progettazione e della realizzazione di giardini sa bene che creare un giardino vuol dire far nascere qualcosa di unico e quindi di personale, ma sa anche che, affinché il risultato finale sia davvero inimitabile, la progettazione deve partire da azioni imprescindibili, come la conoscenza del clima e del contesto in cui verrà inserito, l’analisi dell’utilizzo a cui verrà adibito e l’approfondimento del tipo di vegetazione che avrà il compito di concretizzarlo.
Da qui inizia un iter di confronto e di collaborazione con il committente, che avrà desideri e idee proprie, che dovranno fungere da traccia al compimento dell’opera.
Abbiamo chiesto ai Fratelli Banterla, titolari di uno dei più storici vivai veronesi, arrivato oramai alla quarta generazione, qual è la filosofia che sottende il loro lavoro di progettazione e di realizzazione di parchi e giardini.
“Il giardino è, secondo la nostra filosofia aziendale, il luogo in cui un cliente vuole ritrovare qualcosa di personale, ovvero un luogo in cui possa ritrovare se stesso e che rispecchi in qualche modo la sua identità. A noi viene chiesto questo: di dare al giardino un carattere che gli somigli, ovvero la sua impronta. Ma per farlo dobbiamo renderlo cosciente innanzitutto degli strumenti attraverso i quali dobbiamo lavorare e con i quali è possibile non solo realizzare ciò che vuole, ma soprattutto trasferire la sua anima al giardino stesso”.
In che senso? Qual è il segreto per dare un’anima al giardino?
“Tecnicamente si deve partire dal sopralluogo, perché è assolutamente indispensabile conoscere il contesto e le dimensioni dell’area in cui si andrà ad operare. Già in questa prima fase si fondono le richieste del committente e le richieste del paesaggio e inizia a formarsi una prima idea di opera. La capacità propria di una bravo progettista sta nel far sgorgare quasi naturalmente l’opera, lasciando che sia quasi il paesaggio in interazione con l’uomo a suggerirla. Tutto nasce dalle idee suscitate dal confronto e dal paesaggio, solo successivamente si prosegue con lo studio tecnico. Insomma, la creazione proviene dalla fantasia e dalla consapevolezza degli strumenti che si hanno a disposizione”.
Lo studio tecnico come avviene a questo punto?
“Si parte dallo studio botanico delle piante, perché, a volte lo si dimentica, ma un giardino è caratterizzato prima di tutto dalle piante che vengono scelte. A nostro avviso è preferibile che sia il cliente stesso a visionare le piante in vivaio e a capire assieme a noi se le essenze proposte e le soluzioni rispecchiano aspettative e desideri. Una volta concordate le specie botaniche, si prosegue con la progettazione vera e propria e con la preventivazione, ovviamente. Ci piace ospitare il committente nel vivaio perché solo così può prendere realmente coscienza dal vivo di ciò che darà vita al suo giardino e ne può approvare visivamente la forma, il colore e i tempi necessari alla crescita e alla cura”.
Alla fine, si realizza…
“Sì, questo è il momento più delicato e importante. Sinceramente in oltre ottant’anni di attività abbiamo imparato che ogni dettaglio deve essere curato nei minimi particolari, affinché l’insieme sia perfetto. Per noi è importante curare tutto a regola d’arte e soprattutto crediamo che sia questa la vera tendenza, a differenza di chi crede che sia giusto essere sempre e quasi rigidamente al passo con mode e modi. Un buon progettista è quello che sa valorizzare e personalizzare un’area e la sa far crescere nel tempo, qualsiasi sia lo stile, il contesto, qualsiasi siano le dimensioni, gli elementi da inserire e il livello di prestigio da rispettare”.
Quando capite che il lavoro è ben fatto?
“Quando guardiamo un nostro giardino e sentiamo che tutto è al posto giusto al punto di non cambiare nulla. Quando entrando al suo interno ci si sente in armonia. Quando, nel ripensarlo dopo tempo, siamo contenti e soddisfatti”.
Che sensazione deve provare chi entra in un giardino?
“Chi vive un giardino a nostro avviso deve sentirsi parte integrante dell’ambiente che lo circonda. Deve provare una sensazione di benessere e di relax e ritrovare quell’armonia che forse inconsciamente cercava quando aveva deciso di realizzarlo”.
Carmen Santi







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