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La Provincia di Brescia ha iniziato un percorso importante in materia di adeguamento dei fabbricati alla normativa antisismica vigente, rivolto in particolare a quegli edifici che si trovano in zone a maggior rischio di sismicità e con più “anni di vita”.

Giorgio Prandelli, assessore al Patrimonio e all’Edilizia Scolastica della Provincia di Brescia

Giorgio Prandelli, assessore al Patrimonio e all’Edilizia Scolastica della Provincia di Brescia

Assessore Prandelli, in che situazione si trova la provincia di Brescia dal punto di vista dell’edilizia scolastica e degli altri ambiti di sua competenza?

L’edilizia scolastica per gli istituti superiori, di competenza della Provincia di Brescia, è stata interessata da investimenti di notevole entità negli ultimi dieci anni e oggi possiamo affermare che nel complesso la situazione è soddisfacente.

Certo, rimangono ancora alcuni importanti interventi da realizzare, per esempio la delocalizzazione degli alunni dalla città (in alcune scuole cittadine vi è una concentrazione troppo alta di studenti, così da creare problemi sia per l’organizzazione che per l’adeguamento delle infrastrutture scolastiche) e l’adeguamento degli impianti alle normative previste dalla legge in materia di sicurezza. Due importanti obiettivi che la Provincia di Brescia intende portare a termine il più presto possibile.

In modo sintetico potrebbe segnalarci i punti di forza sui quali fa leva il vostro programma?

In considerazione anche, ma non solo, del momento di difficoltà economica che stanno attraversando gli enti pubblici stiamo concentrando gli sforzi sull’adeguamento degli istituti scolastici alle normative vigenti in materia di sicurezza, dal punto di vista degli impianti e delle strutture. Stiamo predisponendo interventi secondo le regole antisismiche, ma anche l’abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici, una questione molto delicata che richiede particolare attenzione.

Ci sono situazioni di particolare emergenza?

Non vi sono situazioni di particolare emergenza, ma sono necessari interventi di manutenzione straordinaria per mantenere in efficienza gli edifici e stiamo parlando, ancora una volta, di sicurezza e di accessibilità delle strutture.

Dati gli ultimi tragici eventi nell’Abruzzo e in Sicilia, un tema di ovvia attualità è quello della sicurezza. Qual è la situazione degli edifici scolastici e non, nel bresciano?

Ritengo personalmente che i tragici eventi avvenuti in Abruzzo e in Sicilia non siano innanzitutto correlabili tra loro, in quanto il sisma è una questione completamente differente dal dissennato e non controllato sviluppo edilizio. Rimango comunque del parere che ragionare sotto l’effetto emotivo del dramma, in questo caso del terremoto, e adottare d’impulso iniziative o leggi sia un po’ rischioso, poiché non si è a contatto in maniera lucida con la realtà del problema. Credo sia meglio ragionare a mente fredda su questioni di tale importanza e delicatezza, quindi, meglio far decantare la questione per poter intraprendere l’iniziativa più giusta e mirata. Per esempio nel 2003, sotto l’effetto del dramma di San Giuliano, un Decreto del Presidente del Consiglio ha reso zona sismica tutto il territorio nazionale con riflessi negativi su tutto il Paese. Da allora ad oggi la normativa ha subito molte varianti e forse solo dal 2008 è entrata a regime e comunque, data la rigidezza delle norme antisismiche esistenti nel nostro Paese, gli unici fabbricati oggi completamente in regola non possono che essere quelli di nuova costruzione.

Inoltre è altrettanto ovvio che non è possibile trattare alla stessa stregua tutte le aree geografiche. Prendiamo in considerazione la provincia di Brescia che si estende dal lago di Garda alla Valle Camonica fino a Ponte di Legno, si tratta di un territorio molto esteso con zone molto differenziate dal punto di vista delle criticità sismiche ed è impossibile trovare delle norme che vadano bene per tutte.

La Provincia di Brescia, e in particolare il Settore riguardante l’edilizia Scolastica di cui sono responsabile, ha iniziato un percorso importante in materia di adeguamento dei fabbricati alla normativa antisismica vigente, rivolto in particolare a quegli edifici che si trovano in zone a maggior rischio di sismicità e con più “anni di vita”.

Per concludere parliamo di risparmio energetico: la Provincia di Brescia se ne sta occupando? E in questo caso in che modo?

Per quanto riguarda il risparmio energetico, la Provincia ha già avviato alcuni interventi significativi e innovativi in tema di energie rinnovabili. In particolare sulle nuove costruzioni è intervenuta con l’applicazione di impianti fotovoltaici e geotermici e a breve anche con applicazioni di minidroelettrico.  Sull’esistente invece ha operato con la sostituzione di vetrature isolanti e dei generatori delle CT con apparecchiature più efficienti.

Tommaso Marzaroli

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