Il fotovoltaico rappresenta un interessante investimento finanziario per privati, aziende ed enti pubblici: con il Conto Energia gli incentivi statali ventennali sono applicati sull’energia prodotta con tariffe che vanno da un minimo di 0,353 €/kWp ad un massimo di 0,480 €/kWp.

Pannelli fotovoltaici
Con l’aggiornamento al 31/12/2008 il Gestore dei Servizi Elettrici - G.S.E. S.p.A.-, organismo regolatore dell’incentivo italiano del fotovoltaico denominato “Conto Energia”, comunica ufficialmente l’esistenza in Italia di un totale di 31.875 impianti entrati in esercizio, con una potenza fotovoltaica sul territorio pari a circa 418 MW.
L’energia prodotta da fonte fotovoltaica, nel solo anno 2008, ammonta quindi a circa 186.187 MWh e ha evitato l’immissione in atmosfera di circa 1.350.000 quintali di CO2/anno. Nella graduatoria internazionale della potenza installata nell’anno 2008 l’Italia occupa il terzo posto in Europa, dopo Spagna e Germania, e il quinto nel mondo, posizionandosi quasi a pari merito con gli Stati Uniti. Attualmente dunque le prospettive sono buone, ma la strada per lo sviluppo del fotovoltaico è comunque ancora lunga e ricca di buoni spunti. Le tariffe dell’incentivo Conto Energia sono infatti già previste e fissate fino a tutto il 2010 e verranno garantite per ogni impianto fotovoltaico fino al raggiungimento della potenza elettrica cumulativa installata di 1.200 MW. L’obiettivo nazionale è comunque più ampio in quanto l’Italia ha previsto di raggiungere la potenza di 3.000 MW di impianti entro il 2016.
In Italia, osservando dall’alto i tetti degli edifici, lo sviluppo delle piccole e medie installazioni sta diventando evidente. Il solare fotovoltaico ha dunque tutte le caratteristiche per continuare ad evolvere in modo concreto e per dare molti benefici. Ci si augura che l’Italia, dal momento che ha già virtuosamente scelto l’installazione di piccoli e medi impianti fotovoltaici, piuttosto che di impianti di grande e/o grandissima taglia, guardi sempre più l’esempio della pioniera Germania (con ben 1.550 MW di impianti installati nel solo 2008 che fanno raggiungere i complessivi 5.300 MW cumulativi installati). Si auspica inoltre che in Italia si continui a perseguire una cultura del risparmio energetico raggiungibile soprattutto con l’aumento della sensibilità, non tanto di pochi lungimiranti imprenditori/investitori, ma di ogni singola utenza elettrica, sia essa un’abitazione privata, un’azienda, un edificio pubblico.
È pertanto fondamentale continuare sulla strada che vede finalmente attuato il già stabilito obbligo (prorogato dal primo gennaio 2009 al primo gennaio 2010) di prevedere per le nuove costruzioni l’installazione di impianti fotovoltaici di potenza non inferiore a 1 kWp per unità abitativa mentre, per i fabbricati industriali, la potenza minima installabile risulterà pari a 5 kWp al superamento dei 100 mq di superficie. Tale obbligo, da rispettare al fine dell’ottenimento del permesso a costruire, rappresenta un’opportunità di crescita non solo del settore fotovoltaico ma anche del corretto sviluppo di nuove costruzioni ecocompatibili e a basso consumo energetico.
E che dire poi del Decreto relativo al Piano Casa? È importante vedere come anche la Regione Veneto, assieme ad altre quali la Toscana ed il Trentino, si stia muovendo con forza verso la creazione di una legge regionale di durata biennale per il sostegno all’edilizia. Si lavora concretamente per ammettere agli interventi in edilizia agevolati anche i condomini, i centri storici e i fabbricati non residenziali. Interessantissime sono le novità legate al fotovoltaico, basti dire che, in caso di demolizione e ricostruzione secondo le tecniche della bioedilizia e le normative antisismiche, si prospetta in Veneto la concessione di un aumento volumetrico del 40% a fronte del 35% previsto dall’accordo nazionale.

Pannelli fotovoltaici
È certo che per raggiungere con successo questo obiettivo, positivo per tutti, bisogna poggiare innanzitutto su un buon controllo del Conto Energia nelle sue evoluzioni, che risulteranno operative dal Gennaio del 2011 (il Conto Energia in atto è infatti valido fino al 31/12/2010 ma già da quest’anno e come previsto dallo stesso decreto vigente, si dovranno prevedere gli sviluppi delle tariffe per gli anni successivi al 2010).
Questo sviluppo del fotovoltaico, delle energie rinnovabili e gli impulsi per il futuro che mirano a potenziare questo stesso processo di crescita non rappresentano quindi un puro caso, ma il risultato di una precisa scelta strategica che vede promotrice e regolatrice del processo la Comunità Europea; le nuove direttive europee, tra cui la Direttiva 2002/91/CE, sono ben chiare dal momento che nel 2002 hanno previsto per le nuove abitazioni – ed ora anche per il patrimonio immobiliare esistente – l’obbligo di produrre la stessa quantità di energia che consumano a partire dal 31 dicembre 2018. Questa è la decisione presa a livello europeo. I deputati del Parlamento Europeo chiedono inoltre maggiori investimenti pubblici in materia di efficienza energetica degli edifici. Le stesse direttive precisano che gli stati membri dovranno fissare delle regole per gli edifici esistenti e una percentuale minima di “edifici a impatto zero sull’ambiente” rispettivamente entro il 2015 e il 2020. Secondo la nuova disposizione europea gli stati membri dovranno elaborare piani d’azione nazionali entro la metà del 2011.
Ciò detto, non si può non sottolineare che ad oggi le belle notizie legate agli aspetti positivi del fotovoltaico si sono un po’ perse in una generale confusione di informazione che purtroppo ben rappresenta l’ancora scarsa cultura generale italiana legata alle energie rinnovabili e al rispetto ambientale. Le buone notizie sono legate soprattutto, e in primis, all’esistenza del Conto Energia e dei suoi funzionali incentivi statali ventennali applicati su tutta l’energia prodotta dall’impianto con tariffe che vanno, a seconda dei casi, da un minimo di 0,353 €/kWp ad un massimo di 0,480 €/kWp, e quindi all’interessante investimento finanziario per privati aziende, enti pubblici che rappresenta un impianto fotovoltaico (che si ripaga grazie all’incentivo in circa 9 anni lasciando i restanti 11 come “ritorno secco dell’investimento”), ai premi per l’efficienza energetica, ma anche all’incremento di posti di lavoro che questo settore ha creato proprio in questi anni di crisi.
C’è chi invece, in questa confusione mediatica ha più volte confuso, il 55% di riduzione Irpef per l’efficienza energetica con l’incentivo Conto Energia per il fotovoltaico, altri che hanno sostenuto che il Conto Energia non funziona o non c’era addirittura più. Fatta la debita informazione competente e scientificamente autorevole – necessaria affinché ogni singolo cittadino diventi consapevole e informato sulla cultura delle rinnovabili – tutti possono prendere atto che in realtà le installazioni di impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni private, delle aziende e degli edifici pubblici aumentano, l’industria si sviluppa e la ricerca tecnologica si fa strada e migliora.
La Germania, la Spagna, l’Italia stanno dimostrando e dovranno dimostrare sempre più, che a livello europeo questa strategia che si rivolge alle nuove forme di risparmio energetico non è dettata da una pura e semplice politica ambientalista, ma sopratutto da una valutazione del fatto che il fotovoltaico e le energie rinnovabili danno oggettivamente opportunità economiche, occupazionali, di investimento finanziario, di sostenibilità ambientale e di modernità. Non c’è quindi che da rivolgere il nostro sguardo al sole, aprirgli le porte e apprezzarne i benefici.
Arianna Zanette
Responsabile marketing
Sun Gate S.r.l.




Scrivi il tuo commento