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	<title>Per Voi Costruire &#187; Igienizzazione</title>
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	<description>Materiale Edile, Carpenteria Edile, Bioedilizia, Impiantistica, Forniture Edili, Risparmio Energetico</description>
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		<title>DERATTIZZAZIONE: UN PROCESSO PROGRAMMATO PER LA BONIFICA DEGLI AMBIENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo alcuni studi dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tutto il mondo sono circa 33 milioni le tonnellate di alimenti che vengono avariate dai topi ogni anno. I topi distruggono i prodotti alimentari mangiando o semplicemente venendo a contatto con gli alimenti, inoltre, nel luogo in cui sostano inquinano pesantemente l&#8217;ambiente lasciando tracce di urina [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo alcuni studi dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in tutto il mondo sono circa 33 milioni le tonnellate di alimenti che vengono avariate dai topi ogni anno. I topi distruggono i prodotti alimentari mangiando o semplicemente venendo a contatto con gli alimenti, inoltre, nel luogo in cui sostano inquinano pesantemente l&#8217;ambiente lasciando tracce di urina ed escrementi che possono provocare alcune patologie. Ecco perché diventa indispensabile bonificare le aree dove l’uomo vive, soprattutto nel caso di luoghi aperti al grande pubblico, in cui avvenga il contatto diretto con gli alimenti.</p>
<div id="attachment_3328" class="wp-caption alignnone" style="width: 297px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/19008448.jpg"><img class="size-full wp-image-3328" title="Derattizzazione e Bonifica degli ambienti" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/19008448.jpg" alt="Derattizzazione e Bonifica degli ambienti" width="287" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Derattizzazione e Bonifica degli ambienti</p></div>
<p>Il controllo di questo fenomeno avviene nella maggioranza dei casi attraverso la derattizzazione, ovvero il processo attraverso il quale vengono distribuite in zone studiate esche di tipologie differenti, che permettono, attraverso la giusta posizione e la corretta composizione, di catturare topi e roditori, risolvendo il problema in modo adeguato. Gli interventi di questo tipo devono garantire sia l’eliminazione del roditore che evitare la ricomparsa dei medesimi. Per questo la scelta degli strumenti  dovrà essere adeguata anche al tipo di roditore presente nell&#8217;ambiente in cui si andrà ad operare.</p>
<p>Secondo <em>“Guidelines for the safe use of Anticoagulant Rodenticides by professional users”</em> del 2001, a cura della British Pest Control Association, per una corretta impostazione del trattamento è necessario dotarsi di alcuni elementi indispensabili come una mappa del sito in questione che riporti tutti i punti di adescamento attivati e il nome del formulato rodenticida comprensivo dell’indicazione del principio attivo contenuto, nonché la scheda per la registrazione delle date di intervento, delle quantità di esche utilizzate e dei consumi rilevati.</p>
<p>Le ispezioni possono essere inizialmente condotte dai tecnici ogni 3-4 giorni per poi diminuire di frequenza, quando inizia a diminuire il consumo delle esche. Solitamente i tempi richiesti per eseguire una efficace derattizzazione sono di 2-3 settimane, ma è frequente arrivare fino a cinque.</p>
<p>A volte i trattamenti possono condurre a risultati mediocri, in questo caso i segnali più evidenti dell’inefficacia dell’intervento sono:</p>
<p>la mancata assunzione dell’esca o il continuo asporto della stessa senza che si riduca la presenza dei roditori.</p>
<p>Le cause possono essere diverse: nel primo caso si potrebbe trattare di un errore nella collocazione delle esche, oppure di una formulazione non attrattiva dell’esca. Nel secondo caso potrebbe essersi verificato uno spostamento delle esche da parte dei ratti, che le accumulerebbero in altri luoghi senza ingerirle, oppure potrebbero essere intervenuti degli altri animali. Altri motivi consisterebbero nella reinfestazione continua o nella presenza di animali resistenti.</p>
<p>Per una corretta applicazione delle esche è consigliabile programmare alcune operazioni:</p>
<ol>
<li>Un attento esame del sito infestato prima dell’inizio degli interventi è la chiave essenziale per il successo dell’operazione, deve essere eseguita prima di utilizzare un qualsivoglia derattizzante.</li>
<li>Quando si prevede l’utilizzo di esche a base di brodifacoum (FACORAT, ZAGOR) o di flocoumafen (STORM SECURE, MURDEX) devono essere prese particolari precauzioni (data la tossicità dei due anticoagulanti nei confronti di animali non bersaglio: ad es. i cani) circa i luoghi ove topi/ratti vivono e si alimentano.</li>
<li>E’ opportuno disegnare una semplice mappa o una lista delle aree particolarmente soggette al problema, questi documenti devono poi essere archiviati e conservati nel tempo.</li>
<li>Prima di procedere alla derattizzazione deve essere posta particolare cura, all’esterno degli ambienti, alla rimozione dei rifiuti (di vario genere), della vegetazione e di altro materiale che fornisce riparo e protezione a topi e ratti che si avvicinano agli edifici infestati.</li>
<li>Prima dell’intervento, all’interno degli edifici, è opportuno non pulire o mettere in ordine gli ambienti, ciò disturba la popolazione dei roditori e può ridurre l’accettabilità delle esche.</li>
<li>Il più velocemente possibile, prima dell’intervento, è necessario rimuovere o rendere inaccessibile ogni possibile fonte di alimento.</li>
<li>Coloro che vivono nell’area in cui si svolgerà l’intervento di derattizzazione devono essere avvisati prima che l’intervento abbia inizio.</li>
<li>In particolare devono essere fornite indicazioni circa:  le norme generali di sicurezza da tenersi nell’area sottoposta a derattizzazione; le azioni da intraprendersi in caso di “incidente”, ovvero di contatto con le esche, ingestione di esche; le azioni da intraprendersi nel caso di rinvenimento di esche fuoriuscite dai contenitori, o di roditori morti.</li>
</ol>
<p>L’esatta ubicazione dei punti di adescamento attivati deve essere fornita attraverso una piantina in cui tali punti sono evidenziati e deve essere comunicata la quantità iniziale di esche deposte all’interno dei contenitori.</p>
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		<title>ACQUA: IMPIANTI PER L’UTILIZZO E LA SALVAGUARDIA</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 07:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depurazione acque]]></category>
		<category><![CDATA[Igienizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Speciali]]></category>
		<category><![CDATA[VENEZIA]]></category>
		<category><![CDATA[depurazione acqua]]></category>
		<category><![CDATA[salvaguardia acqua]]></category>
		<category><![CDATA[trattamento acqua]]></category>

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		<description><![CDATA[Per utilizzare il tipo di trattamento adeguato è necessario partire dalla conoscenza dei risultati delle analisi dell’acqua e dalla qualità dei materiali e dalle condizioni di funzionamento dell’impianto.
L’acqua, presente sotto varie forme nel nostro pianeta (mari, laghi, fiumi, ghiacciai, ecc.), evapora con l’irradiazione solare, per poi ritornare sulla terra sotto forma di precipitazioni come pioggia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per utilizzare il tipo di trattamento adeguato è necessario partire dalla conoscenza dei risultati delle analisi dell’acqua e dalla qualità dei materiali e dalle condizioni di funzionamento dell’impianto.</strong></p>
<div id="attachment_3223" class="wp-caption alignleft" style="width: 277px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/torre-raffreddamento.gif"><img class="size-medium wp-image-3223" title="Torre di raffreddamento" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/torre-raffreddamento-267x300.gif" alt="Torre di raffreddamento" width="267" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Torre di raffreddamento</p></div>
<p>L’acqua, presente sotto varie forme nel nostro pianeta (mari, laghi, fiumi, ghiacciai, ecc.), evapora con l’irradiazione solare, per poi ritornare sulla terra sotto forma di precipitazioni come pioggia, neve e grandine. L’acqua è un buon solvente e inizia ad assorbire varie sostanze già nell’atmosfera: è il caso di impurità come polveri e fuliggine, scarichi di gas industriali, gas presenti nell’aria (ossigeno, azoto e diossido di carbonio). Una volta toccato il suolo, l’acqua viene a contatto con varie sostanze, assorbendo humus, ammoniaca da animali e vegetali in putrefazione, anidride carbonica e ulteriori impurità. A seconda inoltre del suolo si disciolgono e vengono assorbiti dall’acqua diversi tipi di materiali, per esempio in zone in cui si trovano rocce antichissime, come basalto o granito, l’acqua rimane povera di sali e dolce.</p>
<p>Quando l’acqua di falda viene estratta dalle profondità della terra mediante pozzi deve essere quindi trattata prima della distribuzione negli acquedotti per tornare a buoni livelli di purezza. In base al luogo da cui i nostri acquedotti estraggono l’acqua, sono presenti anche ulteriori fattori d’influenza: per esempio l’acqua di fiume contiene maggiori impurità organiche dell’acqua di sorgente, che è filtrata dagli strati di ghiaia. Questo naturale effetto filtro viene sfruttato anche dagli acquedotti, che non prelevano direttamente l’acqua dal corso del fiume, ma dalle immediate vicinanze attraverso pozzi, dai quali viene estratta acqua chiamata “filtrato di riva”.</p>
<p>Oltre alle acque superficiali di fiumi e laghi, oggi è necessario ricavare acqua potabile dalle falde, che vengono rese accessibili grazie a pozzi scavati in profondità. I nostri acquedotti devono lavorare molto per approvvigionare la popolazione con acqua potabile, igienicamente ineccepibile (devono essere infatti rispettati dei valori limite) e la qualità dell’acqua in questo deve essere controllata continuamente e accuratamente al fine di garantire al consumatore la massima sicurezza.</p>
<div id="attachment_3224" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/FILTRO.gif"><img class="size-medium wp-image-3224" title="Filtro di depurazione acqua" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/FILTRO-225x300.gif" alt="Filtro di depurazione acqua" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Filtro di depurazione acqua</p></div>
<p>Compito degli impianti di trattamento dell’acqua potabile è quindi quello di trattare l’acqua in modo che possa soddisfare i requisiti richiesti dalla clientela e che la sua qualità, quale acqua potabile, rimanga il più possibile inalterata.</p>
<p><strong>Per utilizzare il tipo di trattamento adeguato e per valutare l’entità dell’azione, è necessario partire dalla conoscenza dei risultati delle analisi dell’acqua, oltre che, ovviamente, dalla qualità dei materiali e dalle condizioni di funzionamento dell’impianto di trattamento. </strong></p>
<p><strong>Presso l’acquedotto competente normalmente si possono ricevere i tabulati con le analisi, altrimenti ci si potrà rivolgere a laboratori specializzati che operano appositamente per il controllo delle acque. Per una valutazione attenta e adeguata è importante controllare le seguenti sostanze contenute dall’acqua:</strong></p>
<p>• <strong>Durezza complessiva</strong>: derivante dalla durezza del carbonato e dei non carbonati.</p>
<p>• <strong>Durezza di carbonato</strong>: viene denominata anche durezza temporanea e comprende tutti gli ioni di calcio e magnesio legati all’anidride carbonica: è responsabile della formazione di incrostazioni. Per la formazione dello strato protettivo è necessario un contenuto minimo di circa 4° F.</p>
<p>• <strong>Durezza di non carbonati</strong>: viene anche denominata durezza permanente. In elevate concentrazioni possono provocare corrosione.</p>
<p>• <strong>Anidride carbonica</strong>: si compone delle relative anidridi carboniche legate e libere. L’anidride carbonica presente nell’acqua attacca i metalli e per gli impianti diventa aggressiva.</p>
<p>• <strong>pH</strong>: è una misura che dimostra se l’acqua è acida, neutra o basica, mediante la quantità di acidi e basi contenuti nell’acqua.</p>
<p>• <strong>Punto di pH neutro</strong>: il valore ideale. L’acqua ha un equilibrio perfetto di calcio e anidride carbonica. Per esempio il punto neutro si trova a 7,0. Se il punto neutro di pH viene superato in difetto, nell’acqua esiste anidride carbonica aggressiva, che non solo impedisce la formazione di uno strato protettivo neutrale, ma che attacca contemporaneamente le pareti di metallo. Se il pH neutro viene superato in eccesso, nell’acqua c’è un deficit di anidride carbonica e tende già, come acqua fredda, a formare calcare. In ogni caso, con l’innalzamento della temperatura (produzione acqua calda sanitaria), si avranno fenomeni di incrostazioni e contemporanea formazione di anidride carbonica aggressiva.</p>
<p>• <strong>Ossigeno</strong>: un contenuto di almeno 5 mg/l è necessario per una formazione naturale dello strato protettivo nelle tubazioni.</p>
<p>• <strong>Cloruro e solfato</strong>: sono contenuti in ogni acqua naturale. A seconda della composizione, percentuali di cloruri superiori a 100 mg/l e di solfati superiori a 100 ml/l possono avere effetto corrosivo e sono quindi corresponsabili del processo di corrosione profonda.</p>
<p>• <strong>Nitrato</strong>: in acque potabili “buone” è presente in quantità minime. Percentuali di nitrato superiori ai 50 mg/l sono particolarmente dannose per la salute dei bambini e dell’organismo in genere. I nitrati possono essere diminuiti con le adeguate misure di trattamento (denitrificatori).</p>
<p>• <strong>Sodio</strong>: la percentuale di sodio dell’acqua viene aumentata di 8,2 mg/l con un addolcimento di 2° F. Nelle normative sull’acqua potabile, il sodio è ammesso fino a 250 mg/l. Questo valore limite è stato fissato per rendere possibile diete rigidamente povere di sodio, senza dover rinunciare all’acqua potabile.</p>
<p>• <strong>Percentuale complessiva di sale</strong>: deve essere inferiore a 700 mg/l e la capacità conduttiva elettrica inferiore a 100 mS/cm.</p>
<p>• <strong>Ferro e manganese</strong>: in conformità con la normativa sull’acqua potabile possono essere presenti nell’acqua al massimo 0,2 mg/l di ferro e 0,05 mg/l di manganese. In caso di valori maggiori si hanno coloramenti e intorbidamenti, nonché uno sgradevole sapore dell’acqua. Le tubazioni si incrostano e si corrodono. Se questi valori vengono superati, per esempio negli impianti di approvvigionamento acqua, sono necessari filtri adeguati (deferizzatori-demanganizzatori).</p>
<p>• <strong>Ferro, zinco e rame</strong>: rilevati in minime quantità in un campione d’acqua delle installazioni idriche domestiche, indicano un processo corrosivo già in corso, che può essere fermato con le contromisure adatte.</p>
<p>• <strong>Fosfato</strong>: praticamente assente nell’acqua naturale, viene impiegato con successo in quantità minime: 1-5 mg/l P2O5 per la protezione anticorrosiva e per la stabilizzazione delle sostanze indurenti.</p>
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		<title>ACQUA: IMPIANTI PER L’UTILIZZO E LA SALVAGUARDIA</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 15:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’acqua, presente sotto varie forme nel nostro pianeta (mari, laghi, fiumi, ghiacciai, ecc.), evapora con l’irradiazione solare, per poi ritornare sulla terra sotto forma di precipitazioni come pioggia, neve e grandine.
L’acqua è un buon solvente e inizia ad assorbire varie sostanze già nell’atmosfera: è il caso di impurità come polveri e fuliggine, scarichi di gas [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’acqua, presente sotto varie forme nel nostro pianeta (mari, laghi, fiumi, ghiacciai, ecc.), evapora con l’irradiazione solare, per poi ritornare sulla terra sotto forma di precipitazioni come pioggia, neve e grandine.</strong></p>
<div id="attachment_1080" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1080" title="Trattamento dell'acqua potabile" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/019.jpg" alt="-019" width="250" height="303" /><p class="wp-caption-text">Impianti trattamento dell&#39;acqua potabile</p></div>
<p>L’acqua è un buon solvente e inizia ad <strong>assorbire varie sostanze</strong> già nell’atmosfera: è il caso di impurità come polveri e fuliggine, scarichi di gas industriali, gas presenti nell’aria (ossigeno, azoto e diossido di carbonio). Una volta toccato il suolo, l’acqua viene a contatto con varie sostanze, assorbendo humus, ammoniaca da animali e vegetali in putrefazione, anidride carbonica e ulteriori impurità. A seconda inoltre del suolo si disciolgono e vengono assorbiti dall’acqua diversi tipi di materiali, per esempio in zone in cui si trovano rocce antichissime, come basalto o granito, l’acqua rimane povera di sali e dolce.</p>
<p>Quando l’acqua di falda viene estratta dalle profondità della terra mediante pozzi deve essere quindi trattata prima della distribuzione negli acquedotti per tornare a buoni livelli di purezza. In base al luogo da cui i nostri acquedotti estraggono l’acqua, sono presenti anche ulteriori fattori d’influenza: per esempio l’acqua di fiume contiene maggiori impurità organiche dell’acqua di sorgente, che è filtrata dagli strati di ghiaia. Questo naturale effetto filtro viene sfruttato anche dagli acquedotti, che non prelevano direttamente l’acqua dal corso del fiume, ma dalle immediate vicinanze attraverso pozzi, dai quali viene estratta acqua chiamata “filtrato di riva”.</p>
<p>Oltre alle <strong>acque superficiali</strong> di fiumi e laghi, oggi è necessario ricavare <strong>acqua potabile dalle falde</strong>, che vengono rese accessibili grazie a pozzi scavati in profondità. I nostri acquedotti devono lavorare molto per approvvigionare la popolazione con acqua potabile, igienicamente ineccepibile (devono essere infatti rispettati dei <strong>valori limite</strong>) e la qualità dell’acqua in questo deve essere controllata continuamente e accuratamente al fine di garantire al consumatore la massima sicurezza.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left;">Per utilizzare il tipo di trattamento adeguato è necessario partire dalla conoscenza dei risultati delle analisi dell’acqua e dalla qualità dei materiali e dalle condizioni di funzionamento dell’impianto.</p>
</blockquote>
<p>Compito degli impianti di trattamento dell’acqua potabile è quindi quello di <strong>trattare l’acqua</strong> in modo che possa soddisfare i requisiti richiesti dalla clientela e che la sua qualità, quale acqua potabile, rimanga il più possibile inalterata.</p>
<p>Per utilizzare il tipo di trattamento adeguato e per valutare l’entità dell’azione, è necessario partire dalla conoscenza dei risultati delle analisi dell’acqua, oltre che, ovviamente, dalla qualità dei materiali e dalle condizioni di funzionamento dell’<strong>impianto di trattamento</strong>.</p>
<p>Presso l’acquedotto competente normalmente si possono ricevere i tabulati con le analisi, altrimenti ci si potrà rivolgere a laboratori specializzati che operano appositamente per il controllo delle acque. Per una valutazione attenta e adeguata è importante controllare le seguenti sostanze contenute dall’acqua:</p>
<ul>
<li><strong>Durezza complessiva</strong>: derivante dalla durezza del carbonato e dei non carbonati.</li>
<li><strong>Durezza di carbonato</strong>: viene denominata anche durezza temporanea e comprende tutti gli ioni di calcio e magnesio legati all’anidride</li>
<li>carbonica: è responsabile della formazione di incrostazioni. Per la formazione dello strato protettivo è necessario un contenuto minimo di circa 4° F.</li>
<li><strong>Durezza di non carbonati</strong>: viene anche denominata durezza permanente. In elevate concentrazioni possono provocare corrosione.</li>
<li><strong>Anidride carbonica</strong>: si compone delle relative anidridi carboniche legate e libere. L’anidride carbonica presente nell’acqua attacca i metalli e per gli impianti diventa aggressiva.</li>
<li><strong>pH</strong>: è una misura che dimostra se l’acqua è acida, neutra o basica, mediante la quantità di acidi e basi contenuti nell’acqua.</li>
<li><strong>Punto di pH neutro</strong>: il valore ideale. L’acqua ha un equilibrio perfetto di calcio e anidride carbonica. Per esempio il punto neutro si trova a 7,0. Se il punto neutro di pH viene superato in difetto, nell’acqua esiste anidride carbonica aggressiva, che non solo impedisce la formazione di uno strato protettivo neutrale, ma che attacca contemporaneamente le pareti di metallo. Se il pH neutro viene superato in eccesso, nell’acqua c’è un deficit di anidride carbonica e tende già, come acqua fredda, a formare calcare. In ogni caso, con l’innalzamento della temperatura (produzione acqua calda sanitaria), si avranno fenomeni di incrostazioni e contemporanea formazione di anidride carbonica aggressiva.</li>
<li><strong>Ossigeno</strong>: un contenuto di almeno 5 mg/l è necessario per una formazione naturale dello strato protettivo nelle tubazioni.</li>
<li><strong>Cloruro e solfato</strong>: sono contenuti in ogni acqua naturale. A seconda della composizione, percentuali di cloruri superiori a 100 mg/l e di solfati superiori a 100 ml/l possono avere effetto corrosivo e sono quindi corresponsabili del processo di corrosione profonda.</li>
<li><strong>Nitrato</strong>: in acque potabili “buone” è presente in quantità minime. Percentuali di nitrato superiori ai 50 mg/l sono particolarmente dannose per la salute dei bambini e dell’organismo in genere. I nitrati possono essere diminuiti con le adeguate misure di trattamento (denitrificatori).</li>
<li><strong>Sodio</strong>: la percentuale di sodio dell’acqua viene aumentata di 8,2 mg/l con un addolcimento di 2° F. Nelle normative sull’acqua potabile, il sodio è ammesso fino a 250 mg/l. Questo valore limite è stato fissato per rendere possibile diete rigidamente povere di sodio, senza dover rinunciare all’acqua potabile.</li>
<li><strong>Percentuale complessiva di sale</strong>: deve essere inferiore a 700 mg/l e la capacità conduttiva elettrica inferiore a 100 mS/cm.</li>
<li><strong>Ferro e manganese</strong>: in conformità con la normativa sull’acqua potabile possono essere presenti nell’acqua al massimo 0,2 mg/l di ferro e 0,05 mg/l di manganese. In caso di valori maggiori si hanno coloramenti e intorbidamenti, nonché uno sgradevole sapore dell’acqua. Le tubazioni si incrostano e si corrodono. Se questi valori vengono superati, per esempio negli impianti di approvvigionamento acqua, sono necessari filtri adeguati (deferizzatori-demanganizzatori).</li>
<li><strong>Ferro, zinco e rame</strong>: rilevati in minime quantità in un campione d’acqua delle installazioni idriche domestiche, indicano un processo corrosivo già in corso, che può essere fermato con le contromisure adatte.</li>
<li><strong>Fosfato</strong>: praticamente assente nell’acqua naturale, viene impiegato con successo in quantità minime: 1-5 mg/l P2O5 per la protezione anticorrosiva e per la stabilizzazione delle sostanze indurenti.</li>
</ul>
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		<title>GLI SPECIALISTI DELL’IGIENIZZAZIONE DEGLI AMBIENTI</title>
		<link>http://www.pervoicostruire.it/gli-specialisti-dell%e2%80%99igienizzazione-degli-ambienti-279.html</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 10:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In ambienti aperti al grande pubblico o comunque utilizzati da un notevole numero di persone, nonché negli ambienti di lavoro, è importante  organizzare un servizio di pulizia che operi attraverso metodologie testate e sicure per l’igenizzazione e per la disinfezione. 
A questo scopo negli ultimi anni sono nate sul mercato delle organizzazioni atte a svolgere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In ambienti aperti al grande pubblico o comunque utilizzati da un notevole numero di persone, nonché negli ambienti di lavoro, è importante  organizzare un servizio di pulizia che operi attraverso metodologie testate e sicure per l’igenizzazione e per la disinfezione. </strong></p>
<div id="attachment_396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-396" title="Imprese di pulizie e igienizzazione degli ambienti" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/9.jpg" alt="9" width="540" height="243" /><p class="wp-caption-text">Pulizia di superfici vetrate</p></div>
<p>A questo scopo negli ultimi anni sono nate sul mercato delle organizzazioni atte a svolgere questo tipo di lavoro, intervenendo a seconda delle diverse necessità degli ambienti e lavorando per la pulizia delle strutture dalla consegna del cantiere finito, alla gestione ordinaria. Le imprese di pulizie e di servizi integrati si rivolgono solitamente a grandi strutture alberghiere, impianti sportivi, centri commerciali, catene di supermercati, palazzine di uffici, capannoni industriali, magazzini, ristoranti, scuole, strutture di enti pubblici e privati, condomini, cinema e teatri.</p>
<p>Le imprese di pulizia sono specializzate nella gestione della pulizia ordinaria degli ambienti, trattando di disinfezione preventiva, di pulizia di vetrate, pavimenti e muratura, di spolveratura di mobili e scaffali, di trattamenti antiacaro. La sicurezza di un servizio siffatto consiste nell’utilizzo da parte delle imprese di testati prodotti detergenti e sanificanti, che rispettano pienamente le norme antinquinamento e le leggi sull’acustica e sull’ambiente. Le imprese intervengono anche nell’ambito delle pulizie straordinarie, ovvero nel caso in cui ci siano situazioni di difficile gestione a causa delle grandi dimensioni degli ambienti o nel caso in cui necessiti l’utilizzo di prodotti specialistici. Tra questi interventi si annoverano le pulizie di strutture acquatiche, cortili e garage, di strade, di cappe aspiranti delle cucine, di grondaie e di caldaie e gli interventi di igenizzazione certificata dei condotti dell’aria. Un altro servizio che propongono consiste nella consegna del cantiere pulito, che si organizza attraverso lavorazioni specializzate, per il trattamento delle superfici più diverse e per la risoluzione di problemi di varia natura.</p>
<blockquote><p>Uso di prodotti detergenti e sanificanti nel rispetto dell’ambiente<br />
Tra i trattamenti speciali offerti dalle varie imprese:</p></blockquote>
<ul>
<li> Trattamenti per moquette e tappeti, che consistono nell’aspirazione per eliminare polvere e residui, nella smacchiatura, nella shampoonatura, oppure nel lavaggio con disinfestazione, nelle smacchiature speciali e nella deodorazione.</li>
<li> Levigatura di pietre, marmo, graniti, pietra e graniglie, attraverso tecnologie che permettono di lucidare la superficie e di renderla perfettamente piana senza giunti visibili.</li>
<li> Trattamenti per legno e parquet per mantenere i pavimenti lucenti e per renderli più resistenti. Vengono solitamente scelti prodotti adatti a impermeabilizzare, lucidare, tonificare e nutrire il legno, per abbellirlo e proteggerlo dall’usura. In questo caso sono disponibili anche trattamenti che permettono di levigare e di riportare alla bellezza originaria anche parquet più antichi.</li>
<li> Trattamenti per cotto, poiché la porosità di questo materiale naturale necessita di un trattamento con creme e cere naturali che lo proteggano nel tempo, assicurandone l’idrorepellenza e l’oleorepellenza a cui è soggetta la piastrella in terracotta. Anche in questo caso sono possibili operazioni di levigatura per riportare il cotto alla bellezza originaria della prima posa.</li>
<li> Lucidatura delle superfici: i materiali naturali come marmo, granito e pietre naturali vengono in genere posati e lucidati in opera con il sistema della levigatura lucida, che deve essere mantenuta nel tempo attraverso applicazioni di creme lucidanti specifiche a seconda della pietra che deve essere riconosciuta e conosciuta sotto il profilo dell’assorbenza delle creme e delle necessità per la tutela.</li>
<li> Cristallizzazione: uno dei metodi attualmente più utilizzati per  ripristinare il lucido sulle superfici in marmo e riportarle allo stato originario. E’ particolarmente utile per rilucidare pavimenti in marmo ed agglomerati di marmo senza l’utilizzo di cere o resine, donando lucentezza uniforme al pavimento.</li>
</ul>
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