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	<title>Per Voi Costruire &#187; Istituzioni</title>
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	<description>Materiale Edile, Carpenteria Edile, Bioedilizia, Impiantistica, Forniture Edili, Risparmio Energetico</description>
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		<title>UNA NUOVA CHANCE PER REGGIO EMILIA</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 14:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[“Va maggiormente incentivato il recupero di edifici e aree dismesse e degradate, contribuendo in questo modo al contenimento del consumo di suolo e alla rivitalizzazione di aree importanti per la città. Tale tipologia di intervento infatti, unitamente alla riqualificazione energetica degli edifici oggetto di ristrutturazione, dovrà costituire a nostro avviso ‘l&#8217;impronta’ su cui sviluppare poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Va maggiormente incentivato il recupero di edifici e aree dismesse e degradate, contribuendo in questo modo al contenimento del consumo di suolo e alla rivitalizzazione di aree importanti per la città. Tale tipologia di intervento infatti, unitamente alla riqualificazione energetica degli edifici oggetto di ristrutturazione, dovrà costituire a nostro avviso ‘l&#8217;impronta’ su cui sviluppare poi la crescita delle nostre città per il prossimo futuro”<br />
<span style="color: #ff00ff; font-weight: normal;"><br />
Qual è la situazione attuale riguardo le realizzazioni edilizie a Reggio Emilia?</span></strong></p>
<p>La situazione urbanistico-edilizia di Reggio Emilia è reduce da una fase di transizione piuttosto lunga, a causa dalla recente, definitiva approvazione dei nuovi strumenti di pianificazione &#8211; licenziati da circa un mese &#8211; dopo una fase di salvaguardia durata oltre due anni. Tale fase di incertezza normativa, sommata alla crisi generalizzata del settore e al particolare periodo di boom edilizio che ha vissuto Reggio nei primi anni 2000, ha generato una fase di stallo da cui si sta faticosamente uscendo soltanto in questo ultimo periodo.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Cosa può dirci in merito alla pianificazione, ai Progetti di Rigenerazione Urbana?</span></p>
<p>A nostro parere, rispetto a quanto previsto con la stesura del nuovo PSC &#8211; Piano Strutturale Comunale -, va maggiormente incentivato il recupero di edifici e aree dismesse e degradate, contribuendo in questo modo al contenimento del consumo di suolo e alla rivitalizzazione di aree importanti per la città. Tale tipologia di intervento infatti, unitamente alla riqualificazione energetica degli edifici oggetto di ristrutturazione, dovrà costituire a nostro avviso ‘l&#8217;impronta’ su cui sviluppare poi la crescita delle nostre città per il prossimo futuro.<br />
In questo senso, in base al documento preliminare del piano, si sarebbe dovuta indirizzare la pianificazione di Reggio Emilia: gli intenti iniziali però rischiano di venire vanificati, a causa di un impianto normativo generale fortemente imponente e prescrittivo, anche per quanto riguarda il RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio). Ancora non abbiamo ‘provato’ sul campo con adeguato approfondimento il nuovo strumento, ma le prime impressioni sono di forte perplessità per la complessità della normativa, a maggior ragione proprio riguardo gli interventi di recupero.</p>
<p><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/Fotolia_27143758_PerSito1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5519" title="Fotolia_27143758_PerSito" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/Fotolia_27143758_PerSito1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>In materia di pianificazione strategica e infrastrutturale, invece, il nuovo piano dimostra secondo noi di non aver voluto (o potuto) ‘osare’ abbastanza. Basti considerare che la questione della cosiddetta area nord e della nuova importante infrastruttura (la stazione mediopadana della linea AV), che dovrà a breve sorgervi, non trovano soluzione all&#8217;interno del nuovo piano. Così come non vi è traccia di un nuovo disegno infrastrutturale che risolva i nodi di collegamento con il resto della città e, soprattutto, con il centro storico di questa zona, sicuramente cardine dello sviluppo dei prossimi anni di Reggio Emilia. Va aggiunto comunque che, nell’intento di approfondire questa particolare tematica, è stato implementato uno specifico percorso di gruppi di lavoro che proprio in questo periodo sta per concludere il suo compito: a seguire, ci si riserverà un giudizio più dettagliato.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">E per quanto riguarda la tutela e la riqualificazione della Città Storica?</span></p>
<p>Un’altra novità di rilievo per quanto riguarda la nuova veste urbanistica di Reggio è, per l’appunto, l&#8217;estensione delle norme di tutela della città storica al di fuori del perimetro del centro, ricomprendendo anche la prima espansione novecentesca. Questa espansione, se da un lato compie un percorso virtuoso comprendendo anche numerosi villini liberty di notevole pregio architettonico, dall&#8217;altro complica non poco le metodologie di intervento in un&#8217;area della città dove, invece, esistono anche fabbricati per cui sarebbe importante una massiccia politica di riqualificazione.<br />
<span style="color: #ff00ff;"><br />
Quali progetti, scenari si delineano per il  futuro della città?</span></p>
<p>Nel complesso, direi che lo sviluppo urbanistico ed edilizio di Reggio Emilia sta attraversando attualmente una fase cruciale, della quale ancora non si possono immaginare con chiarezza gli esiti futuri. Ci sono indubbiamente presupposti di grande interesse, ma anche problemi ereditati dal passato che necessitano urgente soluzione. I nuovi strumenti urbanistici potrebbero rivelarsi, in definitiva, una preziosa chance per la nostra città: non ci resta che stare a vedere se le aspettative saranno rispettate.</p>
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		<title>ASSIEME ALLE ISTITUZIONI POSSIAMO FARE MOLTO</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 14:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli obiettivi futuri sono molti, le sfide aperte anche, ma una delle più importanti è la riduzione dei costi che gravano sui condomini:un problema non facile che dobbiamo quotidianamente affrontare
Quali sono le difficoltà maggiori che un amministratore si trova a fronteggiare nel rapporto con i condomini?
Le problematiche da affrontare per noi amministratori sono le più svariate. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli obiettivi futuri sono molti, le sfide aperte anche, ma una delle più importanti è la riduzione dei costi che gravano sui condomini:un problema non facile che dobbiamo quotidianamente affrontare</strong></p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quali sono le difficoltà maggiori che un amministratore si trova a fronteggiare nel rapporto con i condomini?</span></p>
<p>Le problematiche da affrontare per noi amministratori sono le più svariate. Le difficoltà maggiori  sono i costi  di gestione  dei servizi  condominiali, che, purtroppo, lievitano costantemente. Le voci maggiormente interessate da questi aumenti sono il teleriscaldamento, acqua  calda e fredda: sempre più spesso i condomini non riescono purtroppo a sostenerne le spese.<br />
Reggio è inoltre una delle città che ospita moltissime comunità di extracomunitari, si pone quindi anche la questione dell’integrazione e della comunicazione con loro, non sempre facile: a volte si possono  creare disagi anche nella semplice convivenza civile tra gli abitanti, per i diversi stili di vita, di cultura, religione.<br />
Purtroppo il problema principale che dobbiamo fronteggiare è il forte contenzioso tra i condomini: infatti, mai come in questi ultimi anni, si è proceduto legalmente nei loro confronti,  prima col decreto ingiuntivo poi con i pignoramenti immobiliari. Queste sono le situazioni più ‘spinose’ e delicate da affrontare per noi amministratori.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Come valuta il rapporto con le Istituzioni cittadine?</span></p>
<p>Direi che è un rapporto estremamente positivo e costruttivo. L’ANACI  è presente in diverse commissioni, fra cui una specifica creata dal Comune, denominata “FORUM DEI CONDOMINI”, riunisce  anche altre associazioni di varie categorie tra cui Iren, Acer, Il Consiglio Notarile, gruppo di banche, avvocati, agenzie immobiliari, Camera di Mediazione, rappresentanti di cittadini Sunia, Aspi. All’interno di questa Commissione cerchiamo di proporre soluzioni per risolvere le situazioni “difficili” di alcune zone della città, in modo particolare della zona stazione. La collaborazione col Comune di Reggio è iniziata nel febbraio 2007 con il progetto “Patto per la Convivenza”, finalizzato a rendere la zona stazione, appunto, un’area integrata nella città. Da questa iniziativa per altro nasce il “VADEMECUM DELLA BUONA CONVIVENZA IN CONDOMINIO”, una pubblicazione a cui hanno aderito anche SUNIA ed ASPI, disponibile in diverse lingue e comprendente le norme basilari sia per il buon comportamento nel vivere in condominio, che per un eventuale acquisto di un appartamento.<br />
L’ANACI è inoltre presente all’interno di una Commissione detta ‘Tavolo Anticrisi’ presso l’ACER,  insieme ad Iren, Enìa, il Comune, Sunia: qui gli obiettivi perseguiti sono il risparmio energetico e quindi la ricerca di fonti alternative, dove possibile, e sempre nell’obiettivo di abbattere il più possibile i costi.</p>
<div id="attachment_5509" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/FOTO-MARITA-PerSito.jpg"><img class="size-medium wp-image-5509" title="FOTO-MARITA-PerSito" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/FOTO-MARITA-PerSito-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Maria Rita Furnari, Presidente Provinciale ANACI Reggio Emilia</p></div>
<p><span style="color: #ff00ff;">Cosa può dirci riguardo la formazione e l’aggiornamento professionale?</span></p>
<p>L’ANACI Nazionale, e con lei le varie Province, è molto attenta alla preparazione e formazione dei nuovi amministratori. Come ANACI provinciale organizziamo periodicamente dei corsi rivolti ai giovani che vogliono avvicinarsi a questa professione, ma anche a chi opera già  nel settore e vuole tenersi aggiornato su una materia in continua evoluzione. Affrontiamo varie tematiche inerenti la nostra materia, sia sotto il profilo tecnico che giuridico; organizziamo  inoltre giornate di studio e convegni aperti a tutti gli associati, sia di Reggio che della  Regione. Proprio recentemente si è concluso un Corso di aggiornamento professionale iniziato lo scorso mese di febbraio, inaugurato con un importante convegno organizzato in collaborazione col  Comune di Reggio Emilia nella prestigiosa ‘Sala del Tricolore’ di Reggio Emilia. Un corso prestigioso  a cui  hanno partecipato associati di tutta Italia, e che ha visto tra i relatori, oltre al Presidente Nazionale dott. Membri, magistrati, docenti universitari, ingegneri, Presidente Acer,  Vice Presidente Vicario Nazionale Ing. Burrelli e l’Assessore dott. Corradini. Un evento che ha consolidato l’ottimo rapporto creatosi tra ANACI e  il Comune  di Reggio Emilia.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quali progetti, ‘sfide’ vi prefissate per il futuro della città?</span></p>
<p>Gli obiettivi futuri sono molti, le sfide aperte anche, ma per citarne una delle più importanti direi il contenimento dei costi che gravano sui condomini: un problema non facile che dobbiamo quotidianamente affrontare.<br />
Periodicamente incontriamo i Dirigenti di IREN-ENIA con l’obiettivo di cercare modalità per contenere le spese, e cercare dilazione nei pagamenti.<br />
L’ANACI è fortemente impegnata sul fronte dell’abbattimento dei costi: non possiamo dire se riusciremo nel nostro intento, non dipende da noi naturalmente, ed è fondamentale in questo senso la collaborazione con tutte le istituzioni, nessuna esclusa. Quel che è certo è che cerchiamo di lavorare con impegno nell’interesse di tutti i condomini e di conseguenza dell’utente finale.<br />
Vorrei citare a questo punto un obiettivo importante, realizzato recentemente da ANACI Reggio: la firma di un protocollo di intesa con il Consiglio Notarile Distrettuale di Reggio Emilia, sulla base di un accordo nazionale. Il protocollo consente ai notai di informarsi direttamente  presso i vari studi di amministratori, per verificare la situazione contabile del venditore prima del rogito: tutto ciò  per  mettere a conoscenza  l’acquirente di eventuali  pendenze lasciate dal venditore, essendo il compratore solidale, a norma del secondo comma dell’art. 63 delle Disposizioni di Attuazione. Per motivi di privacy, noi amministratori non possiamo assolutamente, infatti, fornire informazioni su spese o debiti precedenti dei singoli appartamenti: questo può avvenire soltanto  tramite autorizzazione scritta del venditore.<br />
Aggiungo poi che gli amministratori ANACI di Reggio sono sempre più presenti nella realtà cittadina, con la partecipazione ad incontri, convegni e dibattiti. Le istituzioni hanno preso consapevolezza che la  figura dell’amministratore è di riferimento per tutto ciò che gravita attorno al pianeta-condominio: un ruolo insomma di notevole rilevanza, indispensabile per  la risoluzione di svariate problematiche  riguardanti i condomini.<br />
E di questo ulteriore obiettivo raggiunto, l’ANACI di Reggio  non  può  che ritenersi  soddisfatta.</p>
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		<title>IL CORAGGIO DI DIFENDERE GLI SPAZI PUBBLICI E LA QUALITÀ</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 12:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanti lavorano nel campo dell’edilizia non possono non considerare una serie di fattori sociali e culturali che si combinano nelle città e nelle periferie; non possono che optare per la riqualificazione e la rigenerazione.
In un recente sondaggio sui 150 anni d’Italia, rispondendo ad una domanda sui principali motivi di orgoglio nazionale, i cittadini interpellati hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quanti lavorano nel campo dell’edilizia non possono non considerare una serie di fattori sociali e culturali che si combinano nelle città e nelle periferie; non possono che optare per la riqualificazione e la rigenerazione.</strong></p>
<p>In un recente sondaggio sui 150 anni d’Italia, rispondendo ad una domanda sui principali motivi di orgoglio nazionale, i cittadini interpellati hanno collocato in cima alla lista il patrimonio artistico e culturale, quindi la bellezza del territorio e poi, al terzo posto, i prodotti del territorio e la gastronomia. A seguire l’inno, la bandiera, la moda e così via.</p>
<p>È una graduatoria che è utile tenere a mente: quegli stessi italiani che spesso per primi non tengono conto e magari non rispettano i beni comuni, sono al tempo stesso i primi ad essere consci di vivere in un Paese che è, di per sé, straordinario per bellezza, storia, cultura: un patrimonio.</p>
<p>È questa una consapevolezza che dovrebbe essere preziosa per la politica e per le amministrazioni, a tutti i livelli, nel momento in cui si compiono scelte sul territorio. Una consapevolezza che riteniamo dovrebbe essere importante anche per categorie ‘decisive’, come quella di chi costruisce dentro e fuori le nostre città.</p>
<p>Non prescindere dalla qualità, dalla bellezza, dalla tutela del paesaggio e degli spazi comuni deve essere, oggi, un imperativo morale ed economico.</p>
<div id="attachment_5475" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/graziano-delrioPerSito.jpg"><img class="size-medium wp-image-5475" title="graziano-delrioPerSito" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/graziano-delrioPerSito-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia</p></div>
<p>Abbiamo assistito in questi anni, nel mondo, a drammatiche bolle finanziarie legate a speculazioni edilizie che hanno generato vere e proprie ‘città fantasma’. Se l’Italia si è salvata dai grattacieli delle metropoli è stata, però, territorio brado di dispersione urbana e illegalità. Credo sia necessario fermarsi e, dove possibile, tornare indietro.</p>
<p>La quantità e l’avidità non premiano più; premiano invece la qualità, il rispetto e l’innovazione, in quanto portano ad una convivenza più serena e condivisa, che rappresenta la  migliore assicurazione per le nostre comunità. Premiano la tutela e la buona progettazione dello spazio pubblico, perché con esse è possibile garantire la tenuta sociale e il mantenimento delle relazioni tra le persone. Più città pubblica, più parchi, più paesaggio, più cultura e arte; inoltre,  un’agricoltura di qualità: i prodotti tipici sono una garanzia di benessere e felicità anche per la città privata.</p>
<p>Oggi, quanti lavorano nel campo dell’edilizia non possono non considerare, infatti, una serie di fattori sociali e culturali che si combinano nelle città e nelle periferie; non possono che optare per la riqualificazione e la rigenerazione.</p>
<p>Questa, a nostro avviso, è la strada da percorrere, sia per continuare ad avere una città servita e di qualità, sia per trovare uscita dalla crisi economica di questi anni, che auguro a tutte le nostre imprese.</p>
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		<title>GEOMETRI: PROFESSIONALITÀ E AGGIORNAMENTO CONTINUO</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 12:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“A fronte di una crisi economica che ha rallentato gli investimenti in ambito immobiliare, assistiamo alla voglia di riprendere lo slancio necessario a portare la città ad un livello qualitativo in linea con i migliori standard europei”
Com’è strutturato il Collegio dei Geometri di Reggio Emilia?
Dal maggio 2010, il Collegio Geometri e Geometri Laureati di Reggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“A fronte di una crisi economica che ha rallentato gli investimenti in ambito immobiliare, assistiamo alla voglia di riprendere lo slancio necessario a portare la città ad un livello qualitativo in linea con i migliori standard europei”</strong></p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Com’è strutturato il Collegio dei Geometri di Reggio Emilia?</span></p>
<p>Dal maggio 2010, il Collegio Geometri e Geometri Laureati di Reggio Emilia è presieduto da un nuovo Consiglio Direttivo, composto da nove membri eletti dall’Assemblea dei Soci, con Segretario Marco Pieracci, Tesoriere Pietro Iotti e il sottoscritto in qualità di Presidente.<br />
Attualmente gli iscritti sono circa mille e operano in ambiti quali progettazione, rilievo topografico, consulenza tecnico-estimativa, sicurezza sul lavoro, valutazioni di impatto ambientale, certificazioni energetiche e tante altre specializzazioni: grazie anche ad una serie di corsi da noi organizzati, riusciamo a mantenerci aggiornati in vari settori.<br />
In appoggio opera poi la nostra Associazione, presieduta dal Pietro Barigazzi e composta dagli stessi iscritti al Collegio, che ci permette di realizzare tutte le attività non prettamente di ordine istituzionale, ma necessarie alla gestione delle esigenze legate all’esercizio della professione.<br />
La nostra filosofia? Professionalità, etica e aggiornamento costante. Una missione che riusciamo a portare avanti grazie anche all’appoggio di 18 Commissioni interne di lavoro, divise per competenze specifiche, che sviluppano ogni giorno i temi di interesse comune della categoria, garantendo sempre professionalità e competenza.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;"> </span></p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Come può descriverci lo scenario attuale per quanto riguarda le realizzazioni edilizie nella città?</span></p>
<p>È uno scenario complesso e in costante evoluzione: a fronte di una crisi economica che ha rallentato gli investimenti in ambito immobiliare, assistiamo alla voglia di riprendere lo slancio necessario a portare la città ad un livello qualitativo in linea con i migliori standard europei. La strada da percorrere però è lunga e a volte difficilmente praticabile, perché la burocrazia sempre più restrittiva ostacola spesso la fattibilità degli interventi.<br />
Il nuovo PSC (Piano Strutturale Comunale) e il conseguente RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio), comunque, andranno di fatto a definire le future scelte urbanistiche: il nostro auspicio è che le modifiche normative, da noi sollecitate al fianco di ingegneri, architetti ed altre categorie tecniche, possano essere di aiuto al rilancio di un’attività edilizia economicamente sana e di elevata qualità.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quale la situazione in merito ai temi della bioarchitettura e dell’energia alternativa?</span></p>
<p>Noi tecnici siamo un po’ il tramite di diffusione delle nuove metodologie costruttive, in questo senso il nostro lavoro è molto stimolante. Da alcuni anni Reggio Emilia ha promosso un protocollo di Classificazione Energetica definito “ECOABITA”: una procedura ambiziosa e, forse, troppo innovativa per poter essere immediatamente recepita, ma condivisibile per le finalità improntate allo sviluppo di qualità e sostenibilità. Come geometri, seppure con alcune remore sull’applicabilità, ci impegniamo per diffondere questo nuovo approccio: ci auguriamo però che la norma possa essere presto aggiornata alle realistiche possibilità degli attuatori. Il nostro sforzo si concretizza con la promozione di seminari e corsi su questo tema, spesso aperti a tutta la cittadinanza per coinvolgere in questo nuovo approccio culturale anche i ‘non addetti’.<br />
Va notato anche come oggi i costi di queste nuove tecnologie – per quanto in parte compensati da incentivi &#8211; risultino essere il principale deterrente ad un loro utilizzo massivo: l’auspicio è che, col tempo, le economie di produzione ne consentano una diffusione ed un utilizzo sempre maggiore.</p>
<div id="attachment_5471" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/francesco-spallanzaniPerSito2.jpg"><img class="size-medium wp-image-5471 " title="francesco-spallanzaniPerSito2" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/francesco-spallanzaniPerSito2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Spallanzani,presidente del Collegio dei Geometri di Reggio Emilia</p></div>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quali le problematiche più rilevanti che incontra il suo Collegio?</span></p>
<p>Nel panorama della crisi economica attuale, il problema più rilevante consiste nel trovare chi voglia ancora investire in opere di rinnovamento e ampliamento della propria abitazione o della propria attività lavorativa. Nello specifico, per il nostro Collegio le problematiche più delicate riguardano l’applicazione delle nuove norme emanate da Stato, Regione, Province e Comuni: normative sempre più complesse e difficilmente applicabili. Fortunatamente, grazie alla sinergia con gli altri ordini tecnici e al buonsenso e spirito di collaborazione degli enti locali, le numerose difficoltà vengono di volta in volta affrontate e risolte.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Su cosa puntate per la formazione e l’aggiornamento professionale dei giovani geometri?</span></p>
<p>Abbiamo un’apposita Commissione di lavoro dedicata espressamente alle esigenze dei giovani, così da poter essere più vicini alle necessità dei ragazzi che si avviano a questa professione. In particolare ogni anno si tiene un corso rivolto ai giovani geometri che si apprestano ad affrontare l’esame di Stato. Vorrei segnalare poi uno spazio specifico attivato all’interno del nostro sito www.collegiogeometri.re.it , realizzato proprio per permettere la formazione a distanza – il cosiddetto “e-learning” &#8211; tramite filmati e dispense realizzati durante i nostri corsi.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quali progetti e sfide vede delinearsi nel futuro di Reggio Emilia?</span></p>
<p>Tante sono le aspettative riposte nella ben nota “Area Nord”: una nuova finestra aperta alla modernità e all’Europa, dove a fianco delle infrastrutture progettate dall’architetto Calatrava si spera possano trovare spazio anche ambiti innovativi che, nel rispetto della città storica, siano di propulsione per economia e cultura. Giustificando così, tra l’altro, i notevoli investimenti per la nuova stazione TAV, il nuovo casello autostradale e le già ultimate “vele”.<br />
Una sfida che speriamo possa essere un ‘volano’ per l’economia e l’immagine della nostra comunità, una scommessa da vincere anche grazie all’apporto che noi geometri abbiamo dato in questi anni nei tavoli tecnici a cui siamo stati invitati dall’Amministrazione Comunale.<br />
Fondamentale sarà poi riuscire a riportare il centro cittadino al ruolo di prestigio che gli compete, obiettivo che necessariamente dovrà raggiungersi anche attraverso l’adeguamento delle infrastrutture di servizio ai cittadini.<br />
Per quanto ci riguarda, il progetto che più ci appassiona è la costituzione, presso il nostro di Collegio, di un Organismo di Mediazione congiunto con ingegneri, architetti ed agronomi, finalizzato a dare un impulso alla risoluzione delle controversie in ambito di trattazione di Diritti Reali: il tutto nell’attuazione delle nuove leggi in materia, che crediamo possano risolvere positivamente il problema della Giustizia, diminuendo costi e tempi con vantaggi per l’intera collettività.</p>
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		<title>LIEVI SEGNI DI RIPRESA E ATTENZIONE ALLA NUOVA EDILIZIA</title>
		<link>http://www.pervoicostruire.it/lievi-segni-di-ripresa-e-attenzione-alla-nuova-edilizia-5460.html</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 12:21:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Da circa due anni riscontriamo un’attenzione crescente nei confronti della nuova edilizia, anche se manca una vera e propria cultura. Siamo agli albori, ma, grazie anche alle normative riguardo la certificazione energetica, si sta sviluppando la sensibilità verso un nuovo modo di progettare e di abitare.
Presidente Carretti, come potrebbe descriverci l’andamento attuale del mercato?
Purtroppo stiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Da circa due anni riscontriamo un’attenzione crescente nei confronti della nuova edilizia, anche se manca una vera e propria cultura. Siamo agli albori, ma, grazie anche alle normative riguardo la certificazione energetica, si sta sviluppando la sensibilità verso un nuovo modo di progettare e di abitare</strong>.</p>
<p><span style="color: #993366;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff00ff;">Presidente Carretti, come potrebbe descriverci l’andamento attuale del mercato?</span></span></span></p>
<p>Purtroppo stiamo ancora attraversando la situazione di calo dei valori immobiliari cominciata nel 2008: veniamo da tre anni di notevole rallentamento, dovuto alla crisi finanziaria generale che ha investito inevitabilmente anche il nostro settore. Il calo riguarda principalmente gli immobili datati anni ’70-’80, sempre meno richiesti: proprio per i problemi nella vendita dell’usato si riscontrano di conseguenza difficoltà nella compravendita di  nuove abitazioni.<br />
Fortunatamente pare che il peggio sia passato: cominciano infatti a vedersi lievi segnali positivi e si prefigura una fase di miglioramento nei trasferimenti, grazie anche alla ripresa economica generale. La strada è ancora lunga, diciamo che è stato per lo meno scongiurato un ulteriore calo e che si può essere cautamente ottimisti riguardo la ripresa del settore.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Cosa chiede, cosa cerca oggi il cliente?</span></p>
<p>Attualmente il mercato è molto diversificato. Più che di parlare di richieste prevalenti rispetto ad altre individuerei diversi segmenti di acquirenti: si parte da chi richiede un monolocale-miniappartamento, ad esempio giovani che lasciano il nucleo familiare o persone che restano sole, per passare poi alle richieste di trilocali da 70-80 mq, cercati da famiglie poco numerose. Si arriva quindi alla fascia di clienti che cercano appartamenti di dimensioni maggiori, dotati di tre camere, soggiorno, cucina: abitazioni con costi più elevati e richiesti da un’utenza relativamente ridotta.<br />
Infine, c’è un segmento ancor più ristretto di clientela che chiede la classica villetta con giardino o spazio esterno, con una spesa decisamente più elevata.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Qual è la panoramica dei prezzi al mq per quanto riguarda la realtà di Reggio Emilia?</span></p>
<p>Non è semplice tracciare una panoramica generale, bisogna infatti tener conto di numerose variabili, quali le svariate tipologie di abitazioni e le diverse zone della città.<br />
A grandi linee, posso dire che si va dall’immobile usato – appartamenti in condomini anni ‘70-‘80 in discreto stato manutentivo – che costa tra i 1.500 ai 1.800 al mq, ad immobili più recenti che comportano una spesa tra i 2.000 ai 2.300. Per un immobile nuovo si spendono invece, mediamente, 2.400-2.800 euro.  Si passa quindi alla fascia alta degli edifici mono-bifamiliari con giardini, spazi esterni e accessori particolari, e qui si arriva a 3.000 euro e oltre.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Parliamo di tematiche attuali, quali bioedilizia ed energia alternativa: notate un interesse particolare in merito da parte della clientela?</span></p>
<div id="attachment_5461" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/fabrizio-carrettiPerSito.jpg"><img class="size-medium wp-image-5461 " title="Fabrizio Carretti" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/fabrizio-carrettiPerSito-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrizio Carretti, presidente FIAIP di Reggio Emilia </p></div>
<p>Sì, da circa due anni riscontriamo un’attenzione sempre maggiore per quanto riguarda queste tematiche, anche se in questo senso manca ancora una vera e propria cultura. Diciamo che siamo agli albori e che la strada da percorrere è ancora lunga: ma, grazie anche alle nuove normative riguardo la certificazione energetica, si sta sviluppando sempre più la sensibilità verso un nuovo modo di progettare e di abitare che, a fronte di costi più elevati, garantisce una qualità decisamente maggiore.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quali sono i valori più importanti che definiscono, secondo lei, la professionalità della vostra categoria?</span></p>
<p>A mio parere, ciò che contraddistingue la professionalità di un agente immobiliare è, prima di tutto, un&#8217;adeguata competenza estimativa che comporta una buona conoscenza dei prezzi medi di mercato, ma anche una corretta procedura di valutazione analitica sulle varie tipologie di immobili (sia urbano che industriale-commerciale o agricolo), nonché la conoscenza del Catasto Fabbricati e Terreni.<br />
Tutto ciò permette di procedere ad una prima verifica sull’immobile oggetto di trasferimento che l’agente immobiliare deve compiere, al fine di verificarne la conformità, sia urbanistica che catastale, come richiesta dalle attuali normative.<br />
Parlando strettamente di ‘valori’, direi poi che la professionalità, in questo settore, non può prescindere dalla trasparenza di comportamento verso le parti (acquirente e venditore), al fine di offrire ad entrambe la massima conoscenza riguardo l’operazione che si sta intraprendendo. Questo richiede necessariamente un’adeguata preparazione tecnica, assieme alla massima attenzione sui vari aspetti caratterizzanti le diverse operazioni sia di tipo locativo, che riguardanti i trasferimenti di proprietà immobiliari o le cessioni d’esercizio.<br />
Altra importante funzione della nostra categoria è quella di agire da ’regolatore del mercato’, sia per evitare eccessi nelle valutazioni &#8211;  come accaduto nel recente passato – che per limitare situazioni opposte di deprezzamento, come potrebbe succedere oggi, con l’attuale crisi economica.<br />
Fondamentale sottolineare, poi, come la nostra figura debba rivestire un carattere di ‘terzietà’ rispetto ai contraenti dell’operazione immobiliare: questa funzione da ‘super partes’, se correttamente svolta, garantisce infatti un autentico equilibrio tra le parti ed un corretto punto d’incontro di interessi contrapposti.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Quali i progetti, gli obiettivi che vi ponete per il futu<span style="color: #ff00ff;">r</span></span><span style="color: #ff00ff;">o?</span></p>
<p>L’ambizione più importante per noi è il riconoscimento della categoria da parte delle istituzioni: ci auguriamo che la nostra attività venga finalmente considerata al pari delle altre che già hanno questo riconoscimento, uscendo quindi da un mero inquadramento di ausiliari del commercio che, a parere nostro, travisa il ruolo moderno che la nostra figura ha assunto da tempo. Questo non certo per creare privilegi di tipo corporativo, ma semplicemente con l’obiettivo di garantire alla nostra professione quella trasparenza di operatività che deriva da un rigido codice deontologico.<br />
Auspichiamo inoltre che le istituzioni favoriscano l’attività di operatori professionali, quali la società attuale richiede, e perseguano chi si inserisce nel settore privo delle competenze necessarie o mosso da interessi di parte, creando una seria turbativa di mercato e danneggiando l’utenza privata.</p>
<p><span style="color: #ff00ff;">Su cosa puntate per quanto riguarda la formazione e l’aggiornamento professionale?</span></p>
<p>Da tempo la nostra categoria si è organizzata in modo da approfondire la conoscenza sui molteplici aspetti della nostra professione. L’agente immobiliare deve infatti avere conoscenze in materia di urbanistica, tecnica edilizia, aspetti normativi e civilistici, contrattualistica locativa in genere, oltre alla capacità di interagire con gli uffici preposti sul territorio (Agenzia delle Entrate e Agenzia del Territorio, ad esempio).<br />
Per approfondire questi aspetti, in costante mutamento, FIAIP sta attuando una politica di continuo aggiornamento tramite seminari tenuti dai migliori consulenti e incentrati su svariati ambiti.</p>
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		<title>AGGIRONAMENTO CONTINUO DEI PIANI TERRITORIALI PER SPINGERE LO SVILUPPO</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[L’assessorato si impegnerà a migliorare i processi produttivi all’interno dell’amministrazione e si concentrerà sulle varianti necessarie affinché il PTCP diventi un “motore” dello sviluppo del territorio.
Vicepresidente, quali sono le problematiche più urgenti che l’assessorato all’urbanistica affronterà nel 2011?
Il settore del mercato immobiliare, dopo la crisi degli ultimi anni, manifesta timidi segnali di ripresa che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’assessorato si impegnerà a migliorare i processi produttivi all’interno dell’amministrazione e si concentrerà sulle varianti necessarie affinché il PTCP diventi un “motore” dello sviluppo del territorio.</strong></p>
<p><span style="color: #c4057b;">Vicepresidente, quali sono le problematiche più urgenti che l’assessorato all’urbanistica affronterà nel 2011?</span></p>
<div id="attachment_5003" class="wp-caption alignleft" style="width: 289px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/mario-dalla-tor-vicepres-provincia-VE10.jpg"><img class="size-medium wp-image-5003" title="Mario dalla Tor" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/mario-dalla-tor-vicepres-provincia-VE10-279x300.jpg" alt="Mario dalla Tor" width="279" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Mario dalla Tor</p></div>
<p>Il settore del mercato immobiliare, dopo la crisi degli ultimi anni, manifesta timidi segnali di ripresa che si consolideranno presumibilmente nel corso del 2011: in questo contesto si inserisce l’attività della pianificazione della Provincia.</p>
<p>Le competenze assunte su delega regionale, nel campo dell’approvazione degli strumenti urbanistici, ci impongono di aumentare l’efficienza dell’iter di approvazione dei Piani di Assetto del Territorio:  il lavoro di organizzazione degli uffici e il miglioramento dei processi produttivi all’interno dell’amministrazione rappresentano il vero nodo sul quale lavorare con impegno.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Come valuta  l’attuale PTCP, necessità interventi migliorativi?</span></p>
<p>Il Piano territoriale provinciale, come tutti i piani urbanistici, necessità di un continuo lavoro di verifica e di miglioramento.</p>
<p>Le condizioni economiche e sociali, in grande evoluzione,  impongono alle politiche urbane un aggiornamento costante. Anche le modifiche al quadro normativo portano alla necessità di aggiornamento del Piano.</p>
<p>Nel corso del 2011 l’impegno dell’assessorato sarà quello di apportare tutte le varianti necessarie affinché il piano diventi un “motore” dello sviluppo del territorio.</p>
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		<title>LO SLANCIO DI VENEZIA</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:56:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ci siamo attivati per contribuire alla costituzione di un nuovo impianto di Legge che riconosca la specialità di Venezia, che disegni anche un nuovo ruolo per il Comune di Venezia, capace di decidere per il proprio territorio, in grado di governare autonomamente le proprie dinamiche sociali, economiche e fiscali”.
Sono sfide straordinarie quelle che attendono Venezia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Ci siamo attivati per contribuire alla costituzione di un nuovo impianto di Legge che riconosca la specialità di Venezia, che disegni anche un nuovo ruolo per il Comune di Venezia, capace di decidere per il proprio territorio, in grado di governare autonomamente le proprie dinamiche sociali, economiche e fiscali”.</strong></p>
<p>Sono sfide straordinarie quelle che attendono Venezia nei prossimi anni. Tante e tali sono le occasioni di sviluppo che, scorrendo l’elenco delle opere in progettazione e in esecuzione, risulta difficile sostenere il contrario.</p>
<p>Stiamo lentamente uscendo da un periodo buio per la nostra impresa, e difficili sono le condizioni economiche generali che stanno vivendo anche i nostri cittadini. È anche per questo che non ci è consentito perdere occasioni che potrebbero presto ridisegnare i contorni e il futuro del nostro Comune rilanciandone economia e qualità di vita.</p>
<p>Il Tram, lo sviluppo dell’area dell’ex Ospedale di Mestre, la riqualificazione del Lido di Venezia, l’area di via Torino con i nuovi insediamenti universitari, l’M9 e l’attivazione del distretto culturale in centro. Senza dimenticare il nuovo Piano di assetto del territorio che questa Amministrazione si è imp</p>
<div id="attachment_4998" class="wp-caption alignright" style="width: 232px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/giorgio-orsoni2-sindaco-VE10.jpg"><img class="size-medium wp-image-4998" title="Giorgio Orsoni" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/giorgio-orsoni2-sindaco-VE10-222x300.jpg" alt="Giorgio Orsoni" width="222" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Orsoni</p></div>
<p>egnata ad attuare e sul quale stiamo lavorando, o gli sviluppi e il futuro di Porto Marghera che non possono più attendere.</p>
<p>È necessario avere chiari gli obiettivi generali e forte la capacità nel realizzarli, sapendo che non si potranno commettere errori.</p>
<p>Uno dei primi impegni a cui questo governo ha dato seguito è stato metter mano alla macchina organizzativa, alla struttura comunale. Da subito ci siamo attivati in questo senso perché credo che molto della propulsione economica, sia privata sia pubblica, si perda fra le lentezze e le complicatezze degli uffici delle amministrazioni. È necessario intervenire per cambiare l’approccio che ancora oggi il pubblico riserva al lavoro del privato, privato che deve uscire dai nostri uffici con la netta sensazione di aver trovato un valido e competente aiuto non più un intralcio al proprio lavoro.</p>
<p>Alla fine di settembre il Comune di Venezia ha chiuso un accordo storico con il sottosegretario alla Difesa, l’onorevole Guido Corsetto, per la valorizzazione di aree del demanio militare che potranno finalmente essere restituite alla città. Un accordo che ho voluto con determinazione perché credo, riprendendo concetti espressi nelle linee programmatiche di mandato, che ci siano grandi parti del territorio comunale che sono tolte all’uso dei cittadini. Pezzi importanti di Mestre e Venezia che devono essere restituiti alla collettività, alle funzioni pubbliche. L’Idroscalo e l’Arsenale a Venezia, la caserma Matter a Mestre. Qui, una volta concluso il processo di valorizzazione, si potrà ragionare di nuovi insediamenti, di nuovi quartieri belli e compatibili, di nuovi impulsi al lavoro e all’economia di questa città.</p>
<div id="attachment_4999" class="wp-caption alignleft" style="width: 209px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/giorgio-orsoni3-sindaco-VE10.jpg"><img class="size-medium wp-image-4999" title="Giorgio Orsoni" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/giorgio-orsoni3-sindaco-VE10-199x300.jpg" alt="Giorgio Orsoni" width="199" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Orsoni</p></div>
<p>Sul tema della qualità urbana bisogna lavorare in modo sistematico alla ricerca del bello e del funzionale: realizzando un progetto che interessi tutta la città; favorendo le architetture contemporanee di qualità, concepite secondo i principi della sostenibilità (materiali, autonomia energetica, raccolta delle acque, ecc.); sviluppando la mobilità ciclopedonale e costruendo spazi pubblici aperti che favoriscano la socialità in condizioni di sicurezza, un’architettura e una qualità urbana complessiva che intrecci nuovi simboli e funzioni contemporanee.</p>
<p>Il patrimonio architettonico monumentale della città antica deve essere difeso e valorizzato. L’esigenza di una costante, continua, perenne manutenzione deve essere in ogni modo soddisfatta ed è obbligo di chi amministra la città garantire che questo avvenga. La necessità di finanziamento da parte dello Stato è quindi primaria, nonostante ciò i trasferimenti al Comune attraverso la Legge Speciale non solo si sono ridotti, ma sono messi in discussione e il cosiddetto “comitatone” tarda a convocarsi.</p>
<p>Ci siamo perciò attivati per contribuire alla costituzione di un nuovo impianto di Legge che riconosca la specialità di Venezia e che assicuri per questo non solo un flusso costante di finanze, ma che disegni anche un nuovo ruolo per il Comune di Venezia, capace di decidere per il proprio territorio, in grado di governare autonomamente le proprie dinamiche sociali, economiche e fiscali. Le nostre imprese sapranno certo godere del nuovo che si sta palesando, contribuendo alla crescita di questa città in termini di nuovo lavoro, nuove economie e maggiore benessere.</p>
<p><em>Giorgio Orsoni</em></p>
<p><em>Sindaco di Venezia</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>COMPETITIVITÀ E COMPATIBILITÀ NELLE OPERE DELLA PROVINCIA</title>
		<link>http://www.pervoicostruire.it/competitivita-e-compatibilita-nelle-opere-della-provincia-4994.html</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un territorio competitivo è ora il tempo di guardare alla realizzazione di grandi opere che devono essere condotte in maniera compatibile con il territorio e con utilizzo accorto delle risorse comunitarie.
Presidente quali sono i progetti attraverso cui la Provincia renderà maggiormente competitivo il territorio nel suo sviluppo futuro?
Le prospettive di sviluppo futuro della Provincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per un territorio competitivo è ora il tempo di guardare alla realizzazione di grandi opere che devono essere condotte in maniera compatibile con il territorio e con utilizzo accorto delle risorse comunitarie.</strong></p>
<p><span style="color: #c4057b;">Presidente quali sono i progetti attraverso cui la Provincia renderà maggiormente competitivo il territorio nel suo sviluppo futuro?</span></p>
<div id="attachment_4995" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/francesca-zaccariotto-pres-provincia-VE10.jpg"><img class="size-medium wp-image-4995" title="Francesca Zaccariotto" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/francesca-zaccariotto-pres-provincia-VE10-300x225.jpg" alt="Francesca Zaccariotto" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Francesca Zaccariotto</p></div>
<p>Le prospettive di sviluppo futuro della Provincia passano per una gestione accorta della realizzazione delle grandi opere che interessano il nostro territorio, dal Mose, alla Tav, alla Camionabile, per una politica di approccio ecologicamente compatibile allo sviluppo e per un utilizzo intelligente delle risorse comunitarie. La Provincia di Venezia ha segnato una traccia chiara in questo senso siglando lo scorso 23 settembre a Palmaria, in provincia di La Spezia, il Patto dei Sindaci, al quale hanno aderito finora 1600 regioni e comuni d’Europa, oltre a 30 Province italiane. Il documento prevede il riconoscimento della Provincia di Venezia da parte della Direzione Generale Energia della Commissione Europea, quale soggetto principale per l’attuazione nel suo territorio degli obiettivi comunitari di riduzione delle emissioni di CO2. Questa strada può portare a interessanti prospettive di sviluppo nel senso della green-economy, anche per i 4 miliardi di euro messi a disposizione dal Fondo Generale della Comunità Europea per l’Ambiente di cui 114 milioni agli enti locali per l’attuazione del Patto.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">E per quanto riguarda le altre opere da lei citate?</span></p>
<p>È sempre questo l’approccio della Provincia di Venezia alle grandi opere in progetto, o in fase di realizzazione, tra cui la più vicina alla realizzazione è il Mose, che risponde all’esigenza, riproposta drammaticamente con le alluvioni in Veneto di inizio novembre, di garantire la salvaguardia del territorio nella sua globalità. La Provincia auspica che la realizzazione delle dighe mobili, che certamente cambia l’approccio urbanistico alla città, possa essere occasione di un generale ripensamento della pianificazione veneziana che comprenda innanzitutto la necessità di una valorizzazione dell’Arsenale, che da solo rappresenta un terzo del centro storico veneziano, e più in generale di tutta l’area delle Bocche di Porto che può divenire il nuovo waterfront lagunare.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Ci può parlare della Tav? Qual è il vostro punto di vista? Quali gli sviluppi?</span></p>
<p>L’intreccio tra esigenze del territorio e necessità di finanziamenti europei è evidente nel caso della Tav, tappa indispensabile per lo sviluppo e la valorizzazione non solo della provincia veneziana e del Veneto orientale, ma dell’intero Paese. Certamente non fare la Tav nel Veneto Orientale significa compromettere il Corridoio Cinque, e questo sarebbe, da un punto di vista strategico, una grave miopia. La definizione del tracciato, però, per la Provincia è una questione di metodo, perché siamo convinti che per arrivare ad una proposta definitiva sia necessario coinvolgere gli enti locali e tutti i soggetti istituzionali toccati dall’opera, e ascoltare i sindaci delle zone interessate che rappresentano i cittadini. In ogni caso sono decisioni da prendere rapidamente perché, come ha ricordato in parlamento il sottosegretario Castelli, il Governo deve presentare la bozza del progetto preliminare entro fine anno, altrimenti il rischio è perdere i finanziamenti europei per l’opera.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">E per quanto riguarda la pianificazione urbana?</span></p>
<p>Le sfide di una corretta pianificazione urbana sono tutte presenti nel progetto della Camionabile e dell’Idrovia lungo il Brenta che si inserisce nel più generale tema della gestione della conurbazione Venezia-Padova al cui centro c&#8217;è, appunto, la Riviera del Brenta. Cardine della pianificazione in quest’area è l’esigenza di un raccordo tra il Grap, il Grande raccordo di Padova, con Venezia e con il suo porto. Il progetto della Camionabile, una delle più singolari incompiute nella storia di questo paese, utilizza il sedime di una precedente opera e di fronte alla viabilità lagunare con cui ogni giorno dobbiamo fare i conti, deve essere valutato come ogni altra soluzione, nel pieno rispetto dell&#8217;ambiente in cui viviamo e degli splendidi monumenti della Riviera. L’ipotesi connessa dell’Idrovia, inoltre, riporta il Brenta alla sua funzione antica di fulcro dei traffici dal mare al Veneto Centrale.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">State tenendo in considerazione le necessità della green-economy, cosa sta facendo la Provincia in tal senso?</span></p>
<p>La Provincia di Venezia da una parte è tra i maggiori produttori di energia elettrica a livello nazionale con circa 10 GigaWattora annui, d’altra parte evidenzia anche la fame pantagruelica di energia del territorio, che ne assorbe circa 5 GigaWattora. Insomma, l’energia può essere una delle prospettive per il futuro e dal solo fotovoltaico, sul quale la Provincia si sta impegnando con l’installazione di pannelli sulle scuole di nostra proprietà, il nostro territorio può realisticamente ottenere una produzione annua di 75 GigaWattora, 1000 volte superiore all’attuale produzione complessiva, senza dipendere dagli umori dei mercati petroliferi e senza inquinare.</p>
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		<item>
		<title>OBIETTIVO: VIABILITÀ PIÙ SICURA E DECONGESTIONATA</title>
		<link>http://www.pervoicostruire.it/obiettivo-viabilita-piu-sicura-e-decongestionata-4989.html</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 08:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Manutenzione programmata, attenzione alla sicurezza stradale, realizzazione di una rete ciclabile intelligente che sgravi il traffico automobilistico nei punti critici:, ecco le priorità dell’assessorato per il 2011.
Assessore Prataviera, sul paino della viabilità, qual è la tendenza che verrà seguita per garantire servizi ai cittadini?
L’impegno dell’attuale amministrazione nell’ambito viabilistico è rivolto alla valorizzazione del settore Manutenzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Manutenzione programmata, attenzione alla sicurezza stradale, realizzazione di una rete ciclabile intelligente che sgravi il traffico automobilistico nei punti critici:, ecco le priorità dell’assessorato per il 2011.</strong></p>
<p><span style="color: #c4057b;">Assessore Prataviera, sul paino della viabilità, qual è la tendenza che verrà seguita per garantire servizi ai cittadini?</span></p>
<p>L’impegno dell’attuale amministrazione nell’ambito viabilistico è rivolto alla valorizzazione del settore Manutenzioni della Provincia, puntando alla predisposizione di “piani” per la gestione delle alberature poste ai margini delle nostre strade, dell’erba, dell’usura del manto stradale e della segnaletica.</p>
<p>Un impegno particolare lo stiamo destinando alla segnaletica tecnologica a favore della sicurezza stradale, sperimentando nuovi impianti capaci di interfacciarsi con le percezioni dell’utente della strada.</p>
<div id="attachment_4991" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/emanuele-prataviera-ass-viabilità-provincia-VE10.jpg"><img class="size-medium wp-image-4991" title="Emanuele Prataviera" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/emanuele-prataviera-ass-viabilità-provincia-VE10-300x199.jpg" alt="Emanuele Prataviera" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Emanuele Prataviera</p></div>
<p>Inoltre, attraverso un progetto di arredo rotatorie, mireremo alla caratterizzazione del territorio con installazioni architettoniche di pregio.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Ci sono progetti per la mobilità alternativa?</span></p>
<p>Stiamo progettando la rete estesa delle piste ciclabili, interpretandole non solo come percorsi “domenicali” o “turistici”, ma come vere e proprie infrastrutture a favore appunto di una mobilità alternativa, capaci di attrarre nuovi utenti e di sgravare il carico automobilistico sulle arterie maggiormente congestionate della nostra provincia.</p>
<p>L’obiettivo è sviluppare la rete delle ciclabili attraverso la messa in connessione dei siti attrattori del traffico, quali centri storici, centri residenziali, plessi scolastici, aree commerciali, aree industriali e artigianali, poli ospedalieri, zone balneari, con i punti di intermodalità (stazioni e fermate autobus e stazioni ferroviarie).</p>
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		<item>
		<title>TEMI CRUCIALI: SEMPLIFICAZIONE E FEDERALISMO</title>
		<link>http://www.pervoicostruire.it/temi-cruciali-semplificazione-e-federalismo-4535.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 15:48:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[VICENZA]]></category>

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		<description><![CDATA[“Rivendichiamo il nostro diritto ad amministrare la nostra gente e il nostro territorio nel miglior modo possibile (…) Possiamo parlare di nuove deleghe, di nuove metodologie, di semplificazione, ma se poi le risorse sono ancora il poco gentile omaggio che lo Stato centrale e centralista ci sta facendo, come è possibile sostanziare di atti concreti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Rivendichiamo il nostro diritto ad amministrare la nostra gente e il nostro territorio nel miglior modo possibile (…) Possiamo parlare di nuove deleghe, di nuove metodologie, di semplificazione, ma se poi le risorse sono ancora il poco gentile omaggio che lo Stato centrale e centralista ci sta facendo, come è possibile sostanziare di atti concreti la sfida del cambiamento?”</strong></p>
<p><span style="color: #c4057b;">Presidente Schneck, come si presenta, in linea generale, la Provincia di Vicenza, oggi?</span></p>
<p>Rinnovata. Dimagrita in quelle strutture esterne, le partecipate, che alla fine la appesantivano sotto il profilo dei costi. Rafforzata nelle sue competenze da una amministrazione oculata che, se da una parte ha consentito e consente risparmi importanti, dall&#8217;altra concede di potersi concentrare sulle peculiarità dell&#8217;Ente, che sono scuole, viabilità e opere infrastrutturali. Vicina alle famiglie, ai cittadini e più in generale</p>
<div id="attachment_4536" class="wp-caption alignright" style="width: 279px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/attilio-schneck-pres-provincia-VI10.jpg"><img class="size-medium wp-image-4536" title="Attilio Schneck" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/attilio-schneck-pres-provincia-VI10-269x300.jpg" alt="Attilio Schneck" width="269" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Attilio Schneck</p></div>
<p>al territorio, grazie ad una serie di iniziative e servizi realizzati. Penso ad esempio alla decisione di destinare importanti risorse, vale a dire sei milioni di euro in tre anni, per abbattere il costo dell&#8217;abbonamento scolastico agli autobus extraurbani, manovra che ha inciso positivamente e non poco sui bilancio familiari, contribuendo a togliere una bella fetta di traffico dalle nostre strade. Penso allo Sportello Mutui, realizzato in sinergia con i principali Istituti di Credito operanti nella provincia e con il Consiglio Notarile, che ha consentito alle giovani coppie e in genere a tutti coloro che volevano accendere un mutuo di farlo trovando le soluzioni migliori e dunque più vantaggiose in rapporto alla loro situazione economica. Penso alle collaborazioni a tutto tondo, dalla viabilità all&#8217;aspetto legale, con le amministrazioni locali medio-piccole, che, grazie all&#8217;intervento dei nostri tecnici e dei nostri avvocati, riescono a risparmiare risorse importanti e nel contempo a fare programmazione. E questi sono solo alcuni esempi.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Quali sono i punti del vostro programma più urgenti da realizzare e che cambiamenti porteranno sul piano pratico?</span></p>
<p>Credo che l&#8217;aspetto della semplificazione sia ancora un tema attuale e cruciale. Mi spiego con un esempio pratico. Ho di fatto avallato una procedura scorretta messa in atto dal mio Direttore Generale a favore di un nostro concittadino. Questi si ritrova da tempo un palo della corrente elettrica nel suo terreno, ma per poterlo spostare, anzi solo per poter ricevere una risposta dai gestori, deve sottoporsi ad una via crucis di domande, di sportelli e di pareri. Ci sono ben 8 enti coinvolti in questo iter. Enel presenta infatti istanza a Provincia, Ministero dello Sviluppo Economico ispettorato territoriale, Ministero dello Sviluppo Economico dipartimento Energia, Sovrintendenza ai Beni Architettonici, Sovrintendenza ai Beni Archeologici, Agenzia del Demanio, Arpav, Comune di competenza, i quali devono esprimere il loro parere in merito, che non arriva prima di 60 giorni. Ottenute tutte le autorizzazioni, Enel si ripresenta in Provincia con un atto di accettazione, con cui dichiara che rispetterà tutte le condizioni prescritte dagli enti per l’esecuzione dei lavori. Quindi la Provincia convoca la Commissione Provinciale Elettrodotti e, sulla base del parere da questa espresso, il dirigente competente emette apposita autorizzazione. E questa, secondo la legge, è la procedura breve, sempre che non entrino in ballo anche il nulla osta paesaggistico, la procedura di esproprio. Di qui la nostra iniziativa. Come finirà? L&#8217;azienda in questione ha due strade: può ricevere il nostro atto e metterlo da parte bollandolo semplicemente come illegittimo o aprire con gli enti locali un tavolo di confronto. Per esperienza propendo per la prima, però mi chiedo, e chiedo loro, cosa può pensare un cittadino comune della pubblica amministrazione e di una burocrazia che moltiplica gli enti e le carte. E mi chiedo anche come si può parlare di ripresa quando la velocità è questa.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">A proposito di velocità e di infrastrutture, ci parla del progetto della Superstrada Pedemontana, anche in quanto Presidente dell’autostrada Serenissima?</span></p>
<p>La Pedemontana, come la Valdastico Sud, la Valdastico Nord e la Valsugana, è una infrastruttura di cui il territorio ha necessità. Ce lo diciamo da tanti anni, per cui ciò che prima era considerato utile, diventa adesso improcrastinabile. Tanto più se vogliamo uscire da una crisi economica che il vicentino, proprio per la sua vocazione industriale, sta vivendo in maniera pesante. Certo, come ogni grande opera, anche la Pedemontana ha un rilevante impatto sul territorio. Ma stiamo lavorando sia come Provincia, sia in sinergia con i Comuni, perché gli effetti negativi siano quanto più ridotti, e anzi la realizzazione di questa superstrada diventi propizia occasione per razionalizzare e rendere più efficiente le rete viaria locale.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">In un periodo come questo, caratterizzato da una crisi che sembra trascinarsi ancora per parecchio tempo, la Provincia di Vicenza come si è mossa? Quali sono stati i provvedimenti che avete preso per aiutare i cittadini e le aziende? Ci sono già stati risultati concreti?</span></p>
<p>La prima cosa che abbiamo fatto è stata di far sedere attorno allo stesso tavolo tutti i protagonisti del mondo del lavoro, dalle istituzioni alle parti sociali alle associazioni di categoria. È impensabile affrontare problematiche complesse come la crisi economica senza un serio e approfondito confronto tra tutti coloro che la vivono da vicino. Con loro, già nel 2008, abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa per favorire l’occupazione dei lavoratori attraverso l’impegno integrato nelle politiche attive del lavoro, e in sinergia con loro abbiamo poi approntato il Piano Provinciale Straordinario per il Lavoro. Per quanto riguarda la Provincia, il Piano prevede il rafforzamento dei 7 Centri per l&#8217;Impiego, a cui abbiamo destinato quasi 2milioni di euro per il solo costo del personale. Nel 2009 i nostri Centri hanno dato risposta a oltre 30mila persone e i dati del 2010 lasciano prevedere un numero simile anche per l&#8217;anno in corso. Sempre nel 2009, sono state 56 le aziende che si sono rivolte alla Provincia per l’anticipazione della Cassa Integrazione, per oltre mille lavoratori e un totale di 1.887.871 euro prelevati dal bilancio della Provincia. A favore degli artigiani e delle piccole e medie imprese, poi, è stato messo a disposizione un fondo rotativo di 500mila euro. A questi numeri vanno aggiunti ulteriori 10milioni di euro impegnati per le politiche attive per il lavoro, quindi promozione e inserimento lavorativo (6 milioni) e apprendistato e progetti formativi (4 milioni). L&#8217;impegno da parte della Provincia, come testimoniano i numeri, c&#8217;è stato e continua a esserci. Sui risultati è difficile esprimersi. Ci sono interventi urgenti, come la cassa integrazione o il fondo rotativo, che danno risultati immediati, ma che fanno da tampone a situazioni che vanno risolte con azioni ben più incisive. In questa direzione va il Piano Provinciale e va la politica del lavoro messa in campo dalla Provincia. I risultati sono certo che ci saranno, ma saranno frutti da raccogliere a medio e lungo termine.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">In un prossimo futuro come possiamo immaginare la Provincia di Vicenza? Quali saranno i cambiamenti più evidenti e importanti?</span></p>
<p>Tutto è legato alla riforma federale dello Stato e ai suoi tempi. Il primo segnale è stato sicuramente il federalismo fiscale, che potrà avere ricadute importanti sotto il profilo economico-amministrativo. Oggi ci dobbiamo divincolare fra restrizioni varie con le quali, Finanziarie e Patto di Stabilità, ci legano le mani. È difficile così mantenere fede ai propri programmi, figuriamoci poi fare una programmazione seria di interventi e investimenti. E questo pur essendo una provincia virtuosa sotto il profilo della gestione amministrativa. Federalismo significa pertanto assunzione a tutti i livelli di responsabilità. A cominciare da quello locale. La sfida è questa, giacché è naturale che in tal modo chi ha operato senza criterio si troverà ad essere penalizzato. Noi però rivendichiamo il nostro diritto ad amministrare la nostra gente e il nostro territorio nel miglior modo possibile. Possiamo parlare mille anni di nuove deleghe, di nuove metodologie operative – la stessa VIA Regionale andrebbe secondo noi rivista e semplificata – di semplificazione, ma se poi le risorse sono ancora il poco gentile omaggio che lo Stato centrale e centralista ci sta facendo anche in questi giorni, come è possibile sostanziare di atti concreti la sfida del cambiamento? Il mio auspicio, e in questo come Provincia di Vicenza siamo pronti, è che la Regione diventi il vero riferimento per tutte le amministrazioni locali non solo in tema di programmazione e di legislazione, ma anche sotto l&#8217;aspetto politico. Per diventare un Land, tanto per usare una terminologia comprensibile a tutti, bisogna innanzitutto cominciare a comportarsi da tale.</p>
<p>Tommaso Marzaroli</p>
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