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	<title>Per Voi Costruire &#187; Lavorazioni</title>
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	<description>Materiale Edile, Carpenteria Edile, Bioedilizia, Impiantistica, Forniture Edili, Risparmio Energetico</description>
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		<title>LA ZINCATURA: LOTTA ALLA CORROSIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 09:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’acciaio è uno dei metalli più versatili e più facilmente reperibili, per questo si presta a molteplici utilizzi, sia nel campo dell’industria, che in quello dell’edilizia. Come molti metallo è però vulnerabile alla corrosione, dovuta a fenomeni elettrochimici che avvengono in situazioni particolari, come in caso di contatto con soluzioni acide e prodotti di conglomerazione, oppure di esposizione ad aria umida o ancora nel caso in cui l’acciaio si trovi esposto a regimi di differente aerazione dei corpi metallici. Il fenomeno della corrosione, inoltre, può verificarsi in presenza di atmosfere acide e in situazioni di squilibrio elettronico e di dispersione di corrente.La prevenzione del fenomeno corrosivo inizia, quando è possibile, dall’eliminazione delle cause che determinano il fenomeno, per esempio impedendo la formazione di atmosfere aggressive e rimuovendo le tensioni presenti. Tra queste operazioni preventive si annoverano anche le operazioni di addolcimento e degasazione delle acque.Le strutture metalliche, altrimenti, possono essere preservate dal fenomeno attraverso l’utilizzo di rivestimenti superficiali protettivi, che impediscono il contatto con l’ambiente. Le superfici possono essere verniciate, coperte di materiale plastico, oppure smaltate e metallizzate.L’efficacia dei rivestimenti è più elevata se sono maggiori le proprietà di aderenza al substrato, se ne viene garantita l’impermeabilità e la resistenza all’abrasione e alla corrosione chimica.L’utilizzo del rivestimento superficiale è una soluzione comunque precaria nel momento in cui ci sia il rischio del degrado del manufatto, durante le fasi di movimentazione, stoccaggio, trasporto e montaggio. La formazione di piccole fessure o distaccamenti, infatti, è sufficiente a generare fenomeni di corrosione rilevanti, che scalzano a poco a poco il rivestimento protettivo e offrono ulteriore superficie al deterioramento.</p>
<div id="attachment_4232" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4232" title="zincheria" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/Zincheria-300x201.jpg" alt="zincheria" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">zincheria</p></div>
<p>I metodi protettivi preferibili sono quelli elettrochimici, in cui supporto e copertura vengono a fondersi in un’unica struttura, garantendo così le condizioni di aderenza, impermeabilità, resistenza e flessibilità della protezione. I metodi elettrochimici si fondano sullo stesso meccanismo del fenomeno della corrosione, infatti contrastano il fenomeno impedendo la perdita di elettroni, lasciando che un metallo meno pregiato venga corroso proteggendone un altro.Lo zinco è un materiale che, applicato all’acciaio, garantisce un’ottima barriera contro la corrosione, infatti detiene ottime qualità di aderenza, impermeabilità, resistenza all’abrasione e alla corrosione chimica.Può essere applicato attraverso differenti metodologie e in fasi diverse della produzione dei manufatti.<br />
Metodi di Zincatura:-    Sherardizzazione: procedimento per rivestire con uno strato uniforme di zinco manufatti in ferro ad una temperatura inferiore rispetto a quella di fusione dello zinco stesso. Il processo avviene sottoponendo gli oggetti ad una rotazione assieme a polvere di zinco commerciale (contiene l’82-85% metallo). La rotazione avviene dentro un cilindro scaldato all’esterno fino ad una temperatura di circa 320-400° C.Si effettua solo allo scopo di rivestire il metallo trattato con un deposito ad alto tenore di zinco, che protegge il metallo dalla corrosione. Si caratterizza dal fatto che lo strato è costituito da una lega ferro-zinco a concentrazione di ferro decrescente verso la superficie. Lo strato appare chiaro, pulito, continuo e deve possedere spessore costante.<br />
Zincatura a spruzzo: con spruzzatori a forma di pistola che funzionano ad aria compressa. Il procedimento sta nel polverizzare lo zinco ed eventualmente nel fonderlo con l’ausilio della fiamma a gas. Tra i vantaggi di questo metodo, la possibilità di attuarlo con apparecchiature maneggevoli e leggere utilizzabili in cantiere e in officina e di trattare pezzi di qualsiasi dimensione. Inoltre in questo caso la temperatura non si eleva mai oltre gli 85°C, per cui non si rischia la deformazione del pezzo trattato. Si ottengono, inoltre, notevoli qualità fisiche e protettive del rivestimento, con una protezione contro la corrosione di eccellente durata. Tra i manufatti trattati in questo modo: alti forni, ponti, carpenterie varie, strutture saldate.</p>
<div id="attachment_4233" class="wp-caption alignright" style="width: 209px"><img class="size-medium wp-image-4233" title="Zinco" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/Zinco-3-199x300.jpg" alt="Zinco" width="199" height="300" /><p class="wp-caption-text">Zinco</p></div>
<p>Zincatura  a caldo o galvanizzazione: processo di rivestimento con uno strato di zinco di articoli in ferro e in acciaio, attraverso l’immersione in bagno di zinco fuso. I rivestimenti che si ottengono sono costituiti da più stati di leghe zinco e ferro, che vengono chiamati “gamma”, “delta”, “zeta” ed uno stato esterno di zinco praticamente puro, “eta”, che conferisce al rivestimento un aspetto metallico brillante. Grazie a questo processo si ottiene un rivestimento di eccezionale continuità che protegge gli articoli in acciaio in tutta la loro integrità, ricoprendo tanto le superfici esterne, che quelle interne. I principali vantaggi sono la durata eccezionale, la resistenza meccanica elevata, la protezione integrale dei pezzi, sia interna, che esterna, l’assenza di necessità di manutenzione, o comunque la necessità di interventi molto rari.<br />
Zincatura elettrolitica: trattamento di tipo acido, ovvero il deposito di zinco sui metalli avviene per elettrolisi e la sua durata nel tempo dipende innanzitutto da una buona preparazione superficiale del metallo da trattare, che deve essere sottoposto ad una presgrassatura chimica a caldo, a un decapaggio in acido cloridrico, poi ad una sgrassatura elettrolitica ed infine ad una neutralizzazione. Solo a questo punto è possibile immergere i pezzi nel bagno di zinco per una durata variabile in funzione dello spessore da depositare. Una volta zincati, vanno passivati nella colorazione richiesta, dal tipo di passivazione dipende molto la durata della zincatura nel tempo.</p>
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		<title>SABBIATURA: TECNICHE E SUGGERIMENTI PER LA LAVORAZIONE DELLE SUPERFICI</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 08:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carpenteria Edile]]></category>
		<category><![CDATA[Lavorazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[L’operazione di sabbiatura consiste nel proiettare su una superficie da pulire un getto di sabbia fine ad alta pressione, o altre sostanze abrasive, al fine di ottenere l’asportazione dello strato superiore che la riveste. In tal modo si riporta allo stato originario ciò che l’usura del tempo e l’azione di agenti atmosferici hanno deteriorato, rendendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’operazione di sabbiatura consiste nel proiettare su una superficie da pulire un getto di sabbia fine ad alta pressione, o altre sostanze abrasive, al fine di ottenere l’asportazione dello strato superiore che la riveste. In tal modo si riporta allo stato originario ciò che l’usura del tempo e l’azione di agenti atmosferici hanno deteriorato, rendendo inoltre la superficie sufficientemente ruvida per accogliere efficacemente il trattamento protettivo successivo. In base alla struttura in questione, alla sua locazione, all’uso a cui è adibita e all’atmosfera, si determina in seguito il ciclo di verniciatura più adeguato per dare una protezione durevole nel tempo. Inizialmente, la sabbiatura a getto libero veniva in prevalenza utilizzata nel settore industriale per la pulizia di strutture metalliche prima di essere sottoposte a verniciatura. In seguito, negli ultimi vent’anni, sono emerse nuove applicazioni, soprattutto nell’ambiente edile, rivolte alla ristrutturazione e pulizia, alla manutenzione, al trattamento di opere di nuova costruzione, al restauro.</p>
<div id="attachment_4202" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4202" title="esterno con sabbiatura" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/IMG_6248-300x202.jpg" alt="esterno con sabbiatura" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">esterno con sabbiatura</p></div>
<p>Nella ristrutturazione di interni, l’ operazione di sabbiatura può essere eseguita per la pulizia di caloriferi, corrimano, parti in pietra, marmo, granito, travi in legno, asportando ad esempio vecchie pitture, residui di incrostazioni derivate da fumi, polvere. Nella ristrutturazione di esterni le applicazioni sono svariate e riguardano: le facciate degli edifici, i muri di recinzione, le cancellate, le ringhiere, i serramenti in metallo, le pavimentazioni dei vialetti e del porticato, tutti esposti all’insidia della polvere, smog, muschi, e anche della mano dell’uomo visto il fenomeno del graffitismo e le vernici spray usate nelle scritte vandaliche.</p>
<p>La sabbiatura viene inoltre utilizzata per il ripristino di parti in cemento armato dove sono affiorate delle zone in ferro e dove risulta pertanto necessaria l’eliminazione dell’ossido e la pulizia profonda della superficie, che in virtù del trattamento, sarà pronta per un ancoraggio adeguato del nuovo prodotto. E’ per di più possibile un uso della sabbiatrice a getto libero da parte dell’impresa, volto ad eseguire la pulizia per manutenzione delle proprie attrezzature quali gru, betoniere, ponteggi, casseforme, ecc.</p>
<p>Nelle opere di nuova costruzione, la sabbiatura è conveniente per eseguire l’asportazione del disarmante su manufatti gettati in cemento armato, in modo da ottenere un migliore fissaggio nell’applicazione di prodotti impermeabilizzanti o vernicianti, e per il trattamento superficiale di parti in marmo, granito o pietra, così da consentire la satinatura, o la scrittura e il disegno, oppure per realizzare superfici antisdrucciolo.</p>
<p>Nel settore del restauro l’operazione di sabbiatura viene utilizzata adottando accorgimenti particolari, come nel caso dell’impiego di polveri molto fini e non abrasive, che vengono proiettate in quantità modeste e ad una pressione notevolmente bassa. L’ applicazione è normalmente finalizzata ad eseguire operazioni di pulizia da smog o da graffiti su monumenti, facciate di chiese e di stabili d’epoca. Anche le lavorazioni di restauro di facciate in pietra di vecchi casolari o di villini possono essere realizzate con il sistema di sabbiatura a pressione, riportando le superfici esterne allo stato originario e tramite l’applicazione di un prodotto trasparente di protezione. Lo stesso procedimento potrà essere eseguito sulle travi in legno dei soffitti, dei solai e dei pilastri, con successiva stesura di un prodotto impregnante adatto per il legno.</p>
<p>Esistono sostanzialmente due diversi sistemi di sabbiatura, ovvero la sabbiatura a umido e la sabbiatura a recupero. La tecnologia della sabbiatura a umido prevede l’utilizzo di acqua come componente o come veicolo per portare le particelle di abrasivo contro la superficie da trattare, eliminando così la quantità di polvere che si sviluppa durante l’impatto. All’ interno di tale tipologia di trattamento, si distinguono poi l’idrosabbiatura, la sabbiatura con umidificatore e l’ aeroidrosabbiatura. Quest’ultimo sistema, che sfrutta una miscela di aria, acqua e abrasivo, trova impiego nella ristrutturazione di vecchi intonaci, nella sabbiatura di prodotti industriali, nella ristrutturazione di interni, nella rimozione della segnaletica stradale orizzontale. Tutti i trattamenti di sabbiatura a umido, qualora vengano realizzati su strutture in ferro, innescano un immediato processo di ossidazione. Pertanto, è consigliabile applicare alla superficie ancora bagnata un prodotto passivante (che la rende meno aggredibile) o fosfatante (che la ricopre di un sottile strato protettivo di fosfato ), al fine di inibire sul nascere l’ossidazione superficiale. La sabbiatura a recupero è la tecnologia più avanzata, che utilizza come base una sabbiatrice a secco (che prevede cioè una miscela di aria e abrasivo), allestita con una speciale testa a spazzola che recupera istantaneamente la polvere e tutto l’abrasivo che viene lanciato durante il ciclo di lavoro. Tale sistema consente di ottenere i risultati migliori dal punto di vista ambientale e della sicurezza, ma è penalizzato da due aspetti: il costo elevato della macchina e la difficoltà operativa legata alle dimensioni del manipolo mosso dall’operatore e alla lunghezza limitata delle tubazioni, che possono raggiungere un massimo di 24 metri. Va detto comunque che la sabbiatura a recupero offre numerosi vantaggi, e più precisamente: permette di eseguire lavori di ritocco su manufatti in ferro, evitando di danneggiare o intaccare le parti adiacenti; consente la pulizia di particolari in pietra, marmo, granito, scalinate poste all’interno, senza necessariamente bloccare il passaggio di persone o eseguire lo svuotamento dei locali; rende possibile la selezione e il riciclo di abrasivo utilizzato mandando in scarto solo le scorie e l’abrasivo fine non più riutilizzabile. La sabbiatura permette di ottenere lavorazioni con rendimenti molto elevati, in quanto a seconda della potenza del compressore, è possibile lanciare contro la superficie da trattare dai 100 ai 600 chilogrammi l’ora di abrasivo tipo sabbia silicea. Questa potenza, genera tuttavia situazioni di pericolo che riguardano l’operatore, in primo luogo, e per quanto riguarda l’impatto ambientale. La scelta del tipo di abrasivo è di basilare importanza. Il più usato, e naturalmente il meno costoso ancora oggi, è la sabbia silicea, che deve essere utilizzata dall’operatore con apposite protezioni. In alternativa alla sabbia silicea, esistono abrasivi da utilizzare a perdere, di certo più costosi, come il quarzo e il bicarbonato di sodio. La sabbiatura a bicarbonato, nello specifico, consente di operare a bassissime pressioni, il che rende possibile la pulizia di materiali assai delicati, quali il vetro, i marmi teneri e le pietre decorative, senza intaccarne l’integrità superficiale.</p>
<p>Conseguentemente alla bassa pressione, tale sistema produce inoltre scarse quantità di residui di lavorazione con enormi vantaggi per la tutela dell’ambiente.</p>
<div id="attachment_4203" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4203" title="parete sabbiata" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/IMG_6289-300x202.jpg" alt="parete sabbiata" width="300" height="202" /><p class="wp-caption-text">parete sabbiata</p></div>
<p>La sabbiatura è quindi un&#8217;operazione che viene eseguita da apposite macchine (sabbiatrici) sfruttando un getto, ad alta pressione, di sabbia oppure di sabbia e acqua, o di graniglia metallica. È possibile sottoporre a sabbiatura tutti i metalli ed i materiali impiegati nel campo dell&#8217;edilizia: il legno, la pietra, il cotto, muri in mattoni.  La preparazione delle superfici può avvenire con:</p>
<p>- sabbiatura a secco; - sabbiatura ad umido (antipolvere); - sabbiatura con graniglie metalliche; - sabbiatura a bicarbonato; - idrosabbiatura con sistema idrodinamico a 2000 bars; - picchettaggio, raschiatura e spazzolatura con utensili pneumatici;</p>
<p>Protezioni specifiche delle superfici - zincatura a freddo; - fornitura e applicazione di prodotti verniciati ad alta resistenza chimico-fisica; - vetrificazione di interno serbatoi in genere (anche interrati); - trattamento protettivo di strutture con zincatura a caldo; - rivestimento interno di vasche e serbatoi in genere; - trattamento di strutture in immersione: strutture portanti, pontili, piloni di sostegno, etc.; - trattamenti anticorrosivi subacquei.</p>
<p>Cicli di verniciatura  - Epossidici: Fondi &#8211; Intermedi &#8211; Finiture (anche ad elevato spessore); - Epossi-poliuretanici: Fondi e Intermedi Epossidici &#8211; Finiture Poliuretaniche; - Epossi-Vinilici: Fondi e Intermedi Epossidici &#8211; Finiture Epossiviniliche; - Alchidico: Fondi &#8211; Intermedi – Finiture; - Clorocaucciu&#8217;: Fondi &#8211; Intermedi – Finiture; - Epossicatrame: Fondi Epossidico Finiture a base di Epossicatrame; - Siliconici: Rivestimenti per altissime temperature; - Ignifugo: Fondo ancorante specifico per il supporto &#8211; Intermedio intumescente &#8211; Finitura Ignifuga; - Antiacido: Fondo ancorante specifico per il supporto Finitura con prodotti epossidici o poliesteri; - Alimentare: Fondo ancorante specifico &#8211; Finitura con prodotti epossidici per uso alimentare.</p>
<p>VERNICIATURA</p>
<p>La continua crescita degli standard qualitativi richiesti dal mercato dei beni di consumo ha investito anche il settore della verniciatura industriale. Lo sviluppo di nuovi prodotti vernicianti ha comportato l&#8217;evoluzione delle soluzioni impiantistiche applicative.</p>
<p>Smalto R. E.  Smalto a rapida essicazione con basso contenuto di solventi. Particolarmente adatto per la verniciatura di macchinari industriali e agricoli. Ferro micacea  La vernice ferro-micacea offre un duplice vantaggio: è un&#8217;ottima antiruggine e permette di ottenere una bellissima finitura. Adatta ad oggetti in ferro battuto, manufatti in ferro, alluminio e lamiera zincata. Poliuretano  Applicare poliuretano espanso a spruzzo consente un buon isolamento termico, acustico ed elettrico; protegge inoltre le superfici da agenti meccanici e chimici, prolungando in tal modo la durata delle stesse. Verniciatura a polvere  La verniciatura a polvere avviene tramite elettrodeposizione e garantisce un ottimale copertura della superficie trattata. Le polveri possono essere epossidiche, spossi-poliesteri e poliesteri a cui conferire finiture lisce, bucciate e goffrate.</p>
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