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	<title>Per Voi Costruire &#187; Coperture &#8211; Linee vita</title>
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	<description>Materiale Edile, Carpenteria Edile, Bioedilizia, Impiantistica, Forniture Edili, Risparmio Energetico</description>
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		<title>SISTEMI CERTIFICATI CHE ASSICURANO LA VITA</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jan 2009 10:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel settore delle costruzioni la caduta dall’alto rimane ancora, per frequenza e per gravosità delle lesioni, uno dei più spiacevoli eventi infortunistici e la principale causa di morte.
Molte di queste cadute si verificano durante attività lavorative su coperture, sia nel momento della costruzione delle stesse, sia nella fase manutentiva di tetti già posati.
Preoccupante inoltre è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel settore delle costruzioni la caduta dall’alto rimane ancora, per frequenza e per gravosità delle lesioni, uno dei più spiacevoli eventi infortunistici e la principale causa di morte.<br />
Molte di queste cadute si verificano durante attività lavorative su coperture, sia nel momento della costruzione delle stesse, sia nella fase manutentiva di tetti già posati.<br />
Preoccupante inoltre è il fatto che oggi, nonostante vi siano norme mirate che stabiliscono precisi comportamenti di sicurezza e rigorose precauzioni da assumere, la frequenza di questi di infortuni sia ancora così elevata e vada ad incidere in maniera preponderante sul totale degli infortuni del settore edile.<br />
Se andiamo ad analizzare il perché di tale fenomeno, possiamo ipotizzare che le cause siano rintracciabili solo in parte nella negligenza dei lavoratori, ovvero nel mancato rispetto, da parte loro, delle più elementari norme di sicurezza, e che esista invece la forte possibilità che esso sia alimentato da un’insufficiente attività formativa e informativa.</p>
<div id="attachment_407" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-407" title="Sicurezza Cantieri Edili" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/20.jpg" alt="20" width="540" height="243" /><p class="wp-caption-text">Sistemi per la sicurezza sul lavoro</p></div>
<p>Lavorare sulle coperture è una tra le attività più pericolose in assoluto, perché il lavoratore non è in grado di percepire i rischi prima del loro verificarsi ed è per questo che tali rischi devono essere preventivamente evitati attraverso adeguate misure di protezione, che hanno il compito di tutelarlo in ogni istante dell’attività lavorativa che si svolge in quota. Secondo le norme vigenti, infatti, il tempo di esposizione del lavoratore a tale rischio, senza protezioni, deve essere pari a zero.<br />
L’argomento merita estrema attenzione, visto che i motivi di infortunio sono piuttosto banali a dirsi, ma a quanto pare, inevitabili. Innanzitutto tra i vari casi si riscontra una alta probabilità di cadute causate da inciampo, da scivolamento o da perdita dell’equilibrio, ma vi è anche la possibilità che si verifichi uno sfondamento del tetto e, ancora, che l’operatore cada oltre il bordo della copertura.<br />
Questi rischi vengono rilevati sia nelle attività edili di rifacimento dei tetti, sia nelle attività di smontaggio e demolizione, ma anche nelle normali attività di ispezione, di manutenzione e di pulizia, tanto più che quest’ultime vengono spesso condotte da personale non specializzato. Ognuna di queste attività, proprio per i motivi sopraccitati, deve infatti essere condotta a seguito di una pianificata valutazione del rischio e con l’adozione delle misure di sicurezza richieste, anche e tanto più se si tratta di lavori di breve durata.</p>
<p>Attualmente le normative sulla sicurezza (DLgs 626/94 – DLgs 494/96 &#8211; DLgs 528/99 DLgs 235/03) obbligano il datore di lavoro a prendere provvedimenti in materia di protezione contro i pericoli di caduta dalle coperture, in ogni fase di lavoro e per la manutenzione delle stesse.<br />
Le istituzioni stesse sembrano essere più sensibili al tema, visto che crescente è anche l’interessamento delle regioni e dei comuni e che spesso le amministrazioni locali si sono fatte promotrici di leggi mirate e dettagliate, volte a stabilire obblighi già in fase di progettazione delle coperture, per richiedere la predisposizione di sistemi anticaduta.<br />
La Regione Lombardia, la Regione Toscana e il Trentino Alto Adige, sono per esempio all’avanguardia in materia e addirittura capeggiano la graduatoria delle regioni intervenute con leggi specifiche per porre la parola fine a questi gravi infortuni; in Emilia Romagna, città come Reggio Emilia e Modena, sulla scia di questi importanti esempi, hanno modificato i propri regolamenti edilizi, rendendo finalmente obbligatoria la sicurezza in copertura.<br />
Detto questo, c’è da aggiungere che, una volta approvata una norma e resa operativa, è necessario trovare sistemi e prodotti che possano aiutare l’operatore a rispettarla. Il mercato, del resto, che per sua natura è attento ai bisogni del potenziale cliente, offre già una gamma di prodotti in grado di superare il problema e di garantire la sicurezza su ogni tipo di copertura.<br />
Attualmente la maggiore difficoltà, da parte dell’acquirente, del costruttore o del progettista, consiste nell’identificare correttamente quali siano i prodotti certificati e di migliore qualità, affinché possano in futuro essere utilizzati con estrema tranquillità, garantendo la massima protezione in caso di caduta nel vuoto e la massima durata nel tempo.</p>
<p>La presenza di prodotti idonei non è però sufficiente ad arginare il problema, poiché, come già accennato sopra, spesso la difficoltà più grande consiste nella mancata informazione e, in questo caso, nella mancata informazione sulle caratteristiche dei sistemi certificati.<br />
Spetta agli enti preposti e ai tecnici adoperarsi per informare gli operatori al fine di accrescere la cultura nei confronti della sicurezza in copertura, poiché sono la corretta conoscenza e l’informazione puntuale a rappresentare i metodi più efficaci per sanare la situazione e per indirizzare l’utilizzatore su prodotti di qualità affidabile.<br />
Può infatti succedere che in questo nuovo mercato vengano proposte soluzioni che risultano meno dispendiose, rispetto ad altre, ma che non sono in grado di garantire il risultato. In questo caso vi è il rischio che l’operatore si trovi a lavorare con sistemi non idonei e, il più delle volte, non a norma, ovvero sistemi di scarsa durata e poco efficaci al fine della sicurezza.</p>
<blockquote><p>Il progettista, per creare un corretto sistema di ancoraggio, deve valutare la rispondenza del prodotto alla norma UNI EN 795</p></blockquote>
<p>Ecco perché il progettista, nel creare correttamente un sistema di ancoraggio, dovrebbe valutare un prodotto, secondo questi criteri:</p>
<ul>
<li> che sia a norma UNI EN 795, in Classe A e C</li>
<li> che permetta un facile utilizzo all’addetto ai lavori</li>
<li> che possa permettere di raggiungere ogni punto della copertura</li>
<li> che dia la possibilità di lavorare senza ostacoli e difficoltà</li>
</ul>
<p>Il rischio più grave della mancata presenza di una di queste condizioni è che l’operatore potrebbe rifiutarsi di utilizzare il sistema, rinunciando in questo modo alla sua personale sicurezza.Del resto la conoscenza e la rispondenza alla norma UNI EN 795 del Maggio 1998 è essenziale, visto che essa specifica i requisiti, i metodi di prova, le istruzioni per l’uso e la marcatura di dispositivi di ancoraggio progettati esclusivamente per l’uso con Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) contro le cadute dall’alto.</p>
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