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	<title>Per Voi Costruire &#187; Energie Alternative</title>
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	<description>Materiale Edile, Carpenteria Edile, Bioedilizia, Impiantistica, Forniture Edili, Risparmio Energetico</description>
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		<title>ENERGIE RINNOVABILI: ANCORA IMBATTUTA LA FORZA DEL SOLE</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 12:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi stanno entrando sul mercato con maggiore frequenza tecnologie pensate per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili, ma i sistemi che fruttano la forza del sole sono ancora i più efficaci.
Vengono considerate energie rinnovabili quelle generate da fonti che si rigenerano o non si esauriscono, o comunque non riducono le risorse naturali.
Fonti di energia rinnovabile sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi stanno entrando sul mercato con maggiore frequenza tecnologie pensate per lo sfruttamento delle risorse rinnovabili, ma i sistemi che fruttano la forza del sole sono ancora i più efficaci.</strong></p>
<p>Vengono considerate energie rinnovabili quelle generate da fonti che si rigenerano o non si esauriscono, o comunque non riducono le risorse naturali.</p>
<p>Fonti di energia rinnovabile sono il sole, il vento, i corsi fluviali, il mare ed il calore della terra.</p>
<p>Altra energia eco-sostenibile è quella derivante da risorse naturali come dalla combustione di  cippato, da vegetazione boschiva a rapida ricrescita.</p>
<p>Le fonti non rinnovabili sono quelle costituite da risorse non inesauribili e quindi limitate nel tempo, quali le fossili come il petrolio, il carbone o il gas naturale, o quelle nucleari.</p>
<p>La combustione delle risorse fossili (idrocarburi) produce anidride carbonica, causa di inquinamento ambientale e riscaldamento atmosferico.</p>
<p>La fusione nucleare, pur essendo un procedimento  pulito nella fase di fissione dell’uranio, produce scorie per lungo tempo radioattive, i cui elevati costi di smaltimento e stoccaggio rendono problematico questo sistema.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">LE ENERGIE RINNOVABILI</span> sono quelle geotermica, idroelettrica, marina (dalle correnti, osmotica, dalle maree, dal moto ondoso, dalla talassotermica), solare (termica, termodinamica, fotovoltaica), eolica, da biomasse (biocarburanti, gassificazione, olii vegetali), dalla termovalorizzazione (incenerimento dei rifiuti combustibili o dissociazione molecolare – ma la sola parte organica è quella realmente rinnovabile).</p>
<div id="attachment_4346" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4346" title="pale eoliche" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/P-006395-00-2h-300x199.jpg" alt="pale eoliche" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">pale eoliche</p></div>
<p>Le centrali geotermiche funzionano ininterrottamente, ma sono disponibili soltanto in alcune aree limitate (Stati Uniti, Centro America, Indonesia, Filippine e Italia per valori inferiori), ma la produttività dei pozzi diminuisce nel tempo.</p>
<p>Le centrali idroelettriche, le più antiche fonti di energia rinnovabile, sono apprezzate in quanto pulite, con poche emissioni di CO2, ma implicano la costituzione di ampi invasi necessari alla raccolta di acqua, con conseguenti modifiche dell’habitat.</p>
<p>Il sistema eolico, con pale di grandi dimensioni installate sulle alture per intercettare i venti, ha un impatto ambientale molto importante e costituisce una minaccia per gli stormi di volatili. Oltretutto, nonostante le turbine abbiano attualmente un costo contenuto e un buon coefficiente di rendimento, le correnti d’aria non garantiscono continuità.</p>
<p>Scozia e Spagna hanno pronti grandiosi progetti per lo sfruttamento del moto ondoso.</p>
<p>Gli altri sistemi di produzione di energia non sono ancora completamente funzionali o hanno costi ancora troppo elevati per essere commercialmente interessanti.</p>
<p>Il futuro prevede nuove tecnologie bioenergetiche (come le bioraffinerie per ottenere etanolo dalla cellulosa, che si può ricavare da fibre di piante non commestibili o da residui delle coltivazioni).</p>
<p>Attualmente sono i sistemi solari a risultare sempre più strategici: i cristalli di silicio presenti in natura sono praticamente infiniti (la silice è il secondo minerale più diffuso sulla Terra) e la fonte di energia solare è praticamente continua e certa.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">LA TECNOLOGIA SOLARE</span></p>
<p><span style="color: #c4057b;">COME SI CREA L’ENERGIA FOTOVOLTAICA</span></p>
<div id="attachment_4347" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4347" title="pannelli solari" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/pannelli-solari-300x197.jpg" alt="pannelli solari" width="300" height="197" /><p class="wp-caption-text">pannelli solari</p></div>
<p>In natura sono presenti materiali isolanti, semi-conduttori e conduttori, a seconda della sensibilità ai fenomeni di natura elettrica.</p>
<p>In particolare il silicio, tra i semi-conduttori, è quello, come detto, più noto per la sua diffusione e per il suo utilizzo in elettronica.</p>
<p>Per poter migliorare il suo comportamento elettrico, il silicio viene arricchito di elettroni con un procedimento detto “drogaggio”: il lingotto ottenuto da fusione e reso praticamente puro, viene affettato in sottilissime fette dette wafer, solitamente costituite da silicio monocristallino o policristallino (quest’ultimo si ottiene mediante la fusione e successiva ricristallizzazione del silicio di scarto dell’industria elettronica).</p>
<p>Queste fette, opportunamente dimensionate, costituiscono le celle che hanno il compito di captare i fotoni emessi dal sole con la massima efficienza: i fotoni colpiscono le celle attivando gli elettroni che migrano attraverso i contatti metallici creando corrente elettrica.</p>
<p>Le celle sono collegate in serie e sigillate con fogli di acetato di vinile (EVA), lo strato superiore viene protetto da una lastra di vetro temperato mentre quello inferiore ha una lastra di supporto, normalmente in tedlar. Il tutto viene racchiuso da una cornice di alluminio, costituendo così il pannello o modulo.</p>
<p>I moduli vengono collegati in serie o parallelo. Per produrre 1 kW sono normalmente necessari 7 mq.</p>
<p>Il silicio monocristallino ha un rendimento medio del 17% (rispetto al 100 di energia solare) quello policristallino ha un rendimento massimo del 14%, mentre l’amorfo o CIS rende al massimo il 10%. Tali rendimenti diminuiscono costantemente nel tempo, normalmente dello 0,8% all’anno.</p>
<p>Il silicio amorfo è il modulo fotovoltaico più economico, ma anche quello a minor rendimento e con il maggior degrado nel tempo. Però ha maggiore sensibilità all’albedo (luminosità ambientale). Di solito si presenta con pannelli vetrati molto sottili in cornice di alluminio.</p>
<p>Sono attualmente in produzione anche pannelli ibridi a tre strati: cristallino-amorfo-amorfo che rendono fino al 14% , ma le ultime applicazioni danno un rendimento fino al 20%.</p>
<p>È in commercio una soluzione di silicio microsferico in cui si impiega silicio policristallino in microsfere (diam. 0,75 mm) applicate in sub-strato di alluminio. Il vantaggio del silicio amorfo e quello microsferico è dovuto alla possibilità di flessione del substrato.</p>
<p>I moduli hanno una vita stimata di 50 anni.</p>
<p>Ci sono tecnologie che hanno valori di rendimento maggiori: celle di arseniuro di Gallio raggiungono il 34% di rendimento, ma rilasciano vapori tossici, per cui il loro impiego per ora è destinato al solo uso spaziale, dove il rendimento nello spazio arriva fino al 50%.</p>
<p>L’energia prodotta dai pannelli viene convogliata all’inverter che trasforma la corrente continua in alternata, monofase 220 V fino a 6 kW o trifase 380 V per potenze superiori.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">LA TECNOLOGIA SOLARE</span></p>
<p><span style="color: #c4057b;">CENNI SULL’IMPIANTO SOLARE TERMICO</span></p>
<div id="attachment_4345" class="wp-caption alignleft" style="width: 234px"><img class="size-medium wp-image-4345" title="micro centrale idroelettrica" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/micro-centrale-idroelettrica-224x300.jpg" alt="micro centrale idroelettrica" width="224" height="300" /><p class="wp-caption-text">micro centrale idroelettrica</p></div>
<p>Diversamente dagli impianti fotovoltaici, quelli termici servono a produrre acqua calda a scopo sanitario o ad integrazione del riscaldamento.</p>
<p>Un buon impianto solare termico riesce a far fronte anche a più dell’80% del fabbisogno di acqua calda, riducendo considerevolmente le spese energetiche, ma nei mesi invernali tale risparmio si riduce al 30/40% delle spese di riscaldamento. Si dovrà comunque dotarsi di serbatoi di grandi dimensioni e il rendimento sarà maggiore con il sistema di riscaldamento a pavimento.</p>
<p>Gli impianti termici sono dunque costituiti da pannelli solari, dalle lastre di rame percorse da serpentine e verniciate di nero, dal pannello selettivo solare piano (simile a quello in amorfo) o da pannelli a tubi sottovuoto (collettori) che riscaldano un liquido (glicole) che  scambia il calore con l’acqua, con l’ausilio di pompe per la circolazione e centraline elettroniche di controllo. Necessario il vaso di espansione per l’eventuale aumento di volume dovuto all’elevata temperatura. Negli ultimi due casi l’assorbitore è protetto da vetro temperato.</p>
<p>Gli impianti a circolazione naturale sfruttano il principio che l’acqua calda tende ad  andare verso l’alto creando circolazione senza l’ausilio delle pompe elettriche e quindi con maggiore risparmio di spesa iniziale e di manutenzione, ma il serbatoio deve essere posizionato più in alto rispetto ai pannelli solari (eventualmente nel sottotetto).</p>
<p>Negli impianti a circolazione forzata questa viene attivata da una pompa elettrica controllata da centralina elettronica. In questo caso si può posizionare il serbatoio ovunque. La centralina di controllo gestisce sia il funzionamento del gruppo di circolazione, sia l’eventuale inserimento della caldaia, in funzione delle temperature del campo collettori e del boiler di accumulo. La serpentina è posizionata all’interno del boiler.</p>
<p>Per il fabbisogno residenziale normalmente si deve prevedere una capacità del serbatoio di 100 litri per persona, tenendo conto che l’acqua si mantiene calda per diversi giorni in mancanza di sole (serbatoio con buona coibentazione).</p>
<p>Di conseguenza per un buon dimensionamento dell’impianto occorre mantenere la giusta proporzione fra pannelli e serbatoio: con una esposizione al sole ottimale bisogna prevedere almeno 1,2 mq di pannello per persona.</p>
<p>Con una installazione di maggiori dimensioni dei pannelli e del serbatoio e l’inserimento di un secondo scambiatore a serpentina si può prevedere di integrare il riscaldamento.</p>
<p>Stesso principio si può applicare per il riscaldamento dell’acqua delle piscine, che ovviamente non necessita di serbatoio, se non per le docce.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">IL SISTEMA CAMINO</span></p>
<p>La canna fumaria, o camino, ha il compito di condurre i fumi della combustione all’esterno dell’edificio.</p>
<p>I parametri più importanti sono: l’altezza, la sezione, il materiale e la forma.</p>
<p>Per i nuovi impianti o per la messa in regola di quelli esistenti, è richiesta la rispondenza alle specifiche indicate nelle norme EN 1856/1 e EN 1856/2 del 2003 che impongono la marcatura CE sulle etichette applicate ai diversi componenti dell’impianto. L’assenza di tali etichette rende gli impianti illegali.</p>
<p>Non solo: è richiesto il rispetto delle specifiche indicate nella normativa UNI 7129 del dicembre 2001, che disciplina i diversi parametri quali il dimensionamento dell’impianto,</p>
<p>il materiale, la forma, la posa in opera fino al collaudo finale.</p>
<p>Gli impianti possono essere realizzati nei seguenti materiali, a seconda delle esigenze e dell’impiego cui sono destinati: in acciaio inossidabile AISI 304 o 316 particolarmente nel settore industriale, in rame per esigenze estetiche nel settore residenziale o architettoniche nei centri storici, in PVC per le caldaie a condensazione (per evitare la corrosione dei metalli), a singola parete, o doppia parete per evitare dispersioni termiche, con o senza coibentazione, o sistemi flessibili, a tiraggio naturale o forzato.</p>
<p>Molte sono le variabili e gli accessori che  possono essere utilizzati nel camino: dalla  base di partenza con scarico alla cappa di convogliamento dei fumi, dal tappo di scarico della condensa ai raccordi, dai gomiti ai collettori, dalle bocchette d’ispezione ai diversi terminali.</p>
<p>Una corretta progettazione ottimizza il tiraggio (o la ventilazione) con conseguente riduzione dei consumi, a prescindere dal tipo di combustibile utilizzato.</p>
<p>Infine una periodica pulizia dell’impianto, soprattutto nella parte terminale del camino, serve a prevenire l’ostruzione o l’incendio degli inevitabili depositi di carbonio.</p>
<p>Marco Bozzo</p>
<p>Amministratore di E.V.A.</p>
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		<title>UN MONDO DI NUOVE TECNOLOGIE PER UN RISPARMIO ENERGETICO REALE</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 10:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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		<description><![CDATA[L’avanzamento tecnologico ha prodotto oggi differenti sistemi e modalità per ridurre i consumi energetici negli edifici. Il risparmio energetico, inteso come insieme di tecniche applicate per ridurre i consumi di energia necessari allo svolgimento delle attività all’interno degli edifici, può essere raggiunto sia attraverso la limitazione degli sprechi, che attraverso la produzione e l’utilizzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’avanzamento tecnologico ha prodotto oggi differenti sistemi e modalità per ridurre i consumi energetici negli edifici. Il risparmio energetico, inteso come insieme di tecniche applicate per ridurre i consumi di energia necessari allo svolgimento delle attività all’interno degli edifici, può essere raggiunto sia attraverso la limitazione degli sprechi, che attraverso la produzione e l’utilizzo di energie alternative.</strong><br />
Tra gli interventi che toccano il primo aspetto, sicuramente annoveriamo tutti quegli interventi di cui sentiamo sempre più spesso parlare, come la sostituzione degli infissi a dispersione termica con serramenti ad alto coefficiente di isolamento termico, la sostituzione delle vecchie caldaie con caldaie a condensazione, ma anche gli interventi sulla muratura per la realizzazione di cappotti e sistemi di isolamento termico.</p>
<div id="attachment_368" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><img class="size-full wp-image-368" title="Risparmio energetico con pannelli fotovoltaici" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/66.jpg" alt="66" width="540" height="243" /><p class="wp-caption-text">Pannelli fotovoltaici</p></div>
<h3>COGENERAZIONE</h3>
<p>Forse è meno conosciuto il risparmio di energia che si può ottenere già in fase produttiva, sfruttando per esempio i sistemi di cogenerazione, ovvero impianti che vengono realizzati per ottenere contemporaneamente diverse forme di energia, per esempio energia elettrica e calore, partendo da un’unica fonte che può essere di origine fossile o rinnovabile.<br />
In Italia questa tecnologia è conosciuta da molti anni, ma utilizzata quasi esclusivamente a livello industriale, dove vengono montati gruppi cogenerativi di grande potenza. Scarsamente utilizzata nel terziario e nel residenziale, essa potrebbe invece trovare ampio utilizzo, attraverso l’installazione di gruppi di co/trigenerazione di dimensioni più modeste, apportando benefici in termini di efficienza energetica degli stessi e innalzando la loro classe energetica.</p>
<h3>TRIGENERAZIONE</h3>
<p>Un particolare sistema nel campo della cogenerazione è dato dalla trigenerazione, ovvero da una tecnologia che, producendo energia elettrica, permette di utilizzare l’energia termica recuperata per la produzione di energia frigorifera.<br />
Questi sistemi funzionano con qualsiasi fonte primaria di calore e possono essere oggi tranquillamente utilizzati, data la loro convenienza a livello economico.<br />
Tra i sistemi configurabili sono disponibili sia i sistemi di trigenerazione con combustibili fossili, sia di co-trigenreazione con sistemi termosolari o con biogas.<br />
In ogni caso i vantaggi che assicurano sono molto interessanti, poiché vi è una riduzione sensibile dei costi dell’energia primaria e dei costi di gestione, inoltre producono una grande quantità di energia elettrica e permettono di utilizzare il calore in esubero.</p>
<h3>ENERGIE ALTERNATIVE</h3>
<p>Tra i sistemi per il risparmio energetico, anche tutti quelli che sono rivolti alla produzione di energia alternativa e di energia rinnovabile. L’energia alternativa è quell’energia ottenuta da fonti rinnovabili, ovvero senza l’utilizzo di combustibili fossili. Una fonte di energia è definibile rinnovabile quando il suo sfruttamento avviene in un tempo confrontabile con quello necessario per la sua rigenerazione, a differenza dei combustibili fossili e nucleari, destinati a esaurirsi in un tempo finito. L’energia alternativa comprende quindi l’energia idroelettrica, geotermica, quella ricavata da biomassa e biogas, l’energia eolica e quella solare.</p>
<blockquote><p>Tra i sistemi più efficienti, ma ancora poco adoperati in Italia, quelli di cogenerazione e trigenerazione</p></blockquote>
<h3>ENERGIA SOLARE</h3>
<p>L’energia solare è l’energia trasmessa alla Terra dal sole sottoforma di radiazione elettromagnetica. Essa è rinnovabile appunto perché inesauribile e può essere sfruttata con un impatto ambientale molto limitato. Può essere termica o fotovoltaica.<br />
L’energia solare termica viene prodotta da tecnologie che si servono della radiazione solare per produrre calore, ovvero da sistemi tecnologici formati da pannelli solari, che funzionato attraverso differenti tipi di collettori.<br />
Il più utilizzato è il collettore solare vetrato piano, che ha un’intercapedine tra una superficie trasparente e una piastra assorbente, e viene utilizzato per scaldare l’acqua a temperature medie di utilizzo (45-60°).<br />
Vi sono poi collettori non vetrati scoperti, molto economici, perché realizzati con tubi in materiale plastico, che garantiscono prestazioni accettabili solo se utilizzati durante l’estate. I più innovativi sono i collettori sottovuoto, che sono realizzati eliminando l’aria dall’intercapedine. Questi ultimi riducono a zero le perdite di calore e assicurano alte prestazioni anche in un ambiente freddo. Per questo motivo sono anche i componenti a maggior costo.<br />
Il solare termico viene applicato per:<br />
produzione dell’acqua calda sanitaria ad uno domestico e nel terziario;<br />
riscaldamento piscine coperte e scoperte;<br />
riscaldamento degli ambienti.</p>
<h3>ENERGIA FOTOVOLTAICA</h3>
<p>L’energia solare fotovoltaica viene prodotta invece da un sistema che trasforma l’energia contenuta nella radiazione solare in energia elettrica. Questi impianti apportano alcuni significativi vantaggi:</p>
<ul>
<li> assenza di qualsiasi tipo di emissioni inquinanti</li>
<li> risparmio dei combustibili fossili</li>
<li> estrema affidabilità poiché non esistono parti in movimento (vita utile superiore a 25 anni)</li>
<li> costi di manutenzione ridotti al minimo</li>
<li> modularità del sistema (per aumentare la taglia basta aumentare il numero dei moduli).</li>
</ul>
<p>Inoltre il proprietario di un impianto fotovoltaico, al quale sia stato concesso l’incentivo in conto energia, può recuperare il capitale speso per la realizzazione dell’ impianto, durante gli anni di funzionamento dello stesso.</p>
<h3>DETRAZIONI FISCALI</h3>
<p>Il D.M. 19 febbraio 2007 prevede detrazioni di imposta per lavori effettuati sugli edifici ai fini del risparmio energetico, ai commi 344,345,346,3437 delle Finanziaria 2007: a) comma 344 “interventi che conseguono in indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20% rispetto ai valori di cui alle tabelle dell’allegato C”; b) comma 345 “interventi su edifici esistenti, o parti di essi, riguardanti strutture opache verticali, finestre comprensive di infissi, delimitanti il volume riscaldato, verso l’esterno e verso vani non riscaldati che rispettano i requisiti di trasmittanza termica U di cui alla tabella dell’allegato D”; c) comma 346 “installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in strutture pubbliche (piscine, impianti sportivi, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università)”; d) comma 347 “interventi impiantistici di sostituzione (anche parziale) di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto della rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione nonché sui sistemi di emissione”; e) prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi di cui ai precedenti punti comprensive della redazione dell’attestato di certificazione energetica ovvero di qualificazione energetica. Con la Finanziaria 2008 e il D.M. 7 aprile 2008 viene mantenuta l’impostazione completando il panorama degli interventi e prorogando fino al 31 dicembre 2010 le detrazioni fiscali del 55%.</p>
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		<title>GESTIONE DEL RISPARMIO ENERGETICO: IL RISPARMIO ENERGETICO NEI CONDOMINI DIVENTA REALTA’ CON IL “CONTRATTO DI SERVIZIO ENERGIA”</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 12:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[La legge italiana ha proposto da tempo una soluzione per la gestione energetica ad uso domestico.
Nella gestione condominiale i costi di riscaldamento sono una delle voci più consistenti del bilancio spese. Una gran parte di questi consumi sono dovuti ad un utilizzo non corretto dell’impianto, all’obsolescenza tecnologica che tende ad accumulare nel corso del tempo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La legge italiana ha proposto da tempo una soluzione per la gestione energetica ad uso domestico.</strong></p>
<p>Nella gestione condominiale i costi di riscaldamento sono una delle voci più consistenti del bilancio spese. Una gran parte di questi consumi sono dovuti ad un utilizzo non corretto dell’impianto, all’obsolescenza tecnologica che tende ad accumulare nel corso del tempo, che si traducono nel consumo di una maggiore quantità di combustibile e in oneri di manutenzione straordinaria, con relativi costi aggiuntivi spesso di particolare rilevanza.</p>
<div id="attachment_4036" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/Pannelli-solari-02.jpg"><img class="size-medium wp-image-4036" title="Pannelli solari" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/Pannelli-solari-02-300x193.jpg" alt="Pannelli solari" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Pannelli solari</p></div>
<p>La legge italiana da tempo ha proposto una soluzione per la gestione energetica di ambienti a cosiddetto “uso domestico“ dotati di impianto termico centralizzato; si tratta del D.P.R 412/1993, che definisce il contratto di “Servizio Energia”, al fine di garantire la massima economia di servizio, attraverso la corretta gestione degli impianti che consentano un processo di trasformazione e di utilizzo ottimale dell’energia, nonché di sicurezza e di salvaguardia dell’ambiente.</p>
<p>La risoluzione del Ministero delle Finanze n. 103/E del 20/08/98 sancisce inoltre che per tale servizio applicato ad usi domestici è applicabile un’aliquota IVA agevolata del 10%, in sostituzione della ordinaria del 20%.</p>
<p>I termini del contratto denominato appunto “Servizio Energia” sono caratterizzati da 10 criteri fondamentali, espressione delle finalità intrinseche del servizio, e sono:</p>
<p>Esplicito e vincolante riferimento all’art. 1, comma1, lettera p) del D.R.P. nr. 412 del 26/08/1993 e s.m.i.</p>
<p>Assunzione della responsabilità di cui all’art.1, comma1, lettera o) del D.P.R. nr. 412 del 26/08/1993 e s.m.i. da parte dell’impresa, per lo svolgimento delle attività di cui alla legge nr. 10/91.</p>
<p>Acquisto e gestione a cura dell’impresa dei combustibili che alimentano il processo per la produzione del fluido vettore, necessario all’erogazione del calore-energia termica agli edifici.</p>
<p>Misurazione e contabilizzazione a cura dell’impresa, dell’energia termica utilizzata dall’utenza, con idonei apparati conformi alla normativa vigente sia nazionale che europea provvisti di certificato di taratura. L’impresa deve garantire anche affidabilità degli apparecchi stessi.</p>
<div id="attachment_4038" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4038" title="oleodotto" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/1370192-300x195.jpg" alt="oleodotto" width="300" height="195" /><p class="wp-caption-text">oleodotto</p></div>
<p>Misurazione e contabilizzazione del calore-energia in unità di misura del sistema internazionale: Joule o Wattora (e loro multipli)</p>
<p>Valore economico della tariffa commisurato ai parametri oggettivi quali quelli relativi al combustibile impiegato ed alle risultanze della diagnosi energetica effettuata sul sistema edificio-impianto.</p>
<p>Previsione obbligatoria della diagnosi energetica del sistema edificio-impianto, a seguito della presa in carico a cura dell’impresa.</p>
<p>Rilievo da parte dell’impresa delle caratteristiche tipologiche e tecnologiche dell’edificio per l’attribuzione del coefficiente di consumo specifico espresso in kJ/Mc/GG o kW/mc/GG, dedotto anche a seguito della diagnosi energetica dove per GG si intendono i “gradi giorno” della località in cui è ubicato l’edificio.</p>
<p>Indicazione nel contratto degli interventi da effettuare sul sistema edificio-impianto previsti dall’art.1 del decreto 15 Febbraio 92 del Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, ovvero di quelli che attraverso l’introduzione di tecnologie conformi alle disposizioni della Legge 10/91 e del D.P.R. nr. 412 del 26/08/93 e s.m.i, permettono l’uso delle fonti energetiche rinnovabili o assimilate.</p>
<p>Obbligo di annotazione degli interventi effettuati sul libretto di centrale, nonché di tutte quelle previste nell’allegato F al D.P.R. nr. 412 del 26/08/93 e s.m.i. a cura dell’impresa.</p>
<p>Adeguata documentazione degli interventi effettuati deve essere messa a disposizione degli organi di controllo, in quanto il libretto di centrale ha ruolo di prova documentale dell’avvenuta e corretta esecuzione degli interventi finalizzati al miglioramento del processo e strumento di valutazione nel tempo del raggiungimento degli obiettivi contrattuali.</p>
<p>Con il contratto di “Servizio Energia” il condominio può acquistare direttamente il calore da un gestore esterno dotato delle abilitazioni di legge, che oltre a gestire il servizio, si occupa della conduzione e manutenzione degli impianti, della fornitura dei combustibili e di tutto quanto necessario alla produzione ed alla distribuzione dell’ energia nel modo più efficiente ed economico.</p>
<p>In questo modo il contratto di “Servizio Energia“ si configura come un’opportunità economicamente vantaggiosa, poiché riduce notevolmente i costi di produzione e gestione dell’energia calore destinata a garantire confort termico ottimale.</p>
<p>Scopi e vantaggi del “Servizio Energia” sono estremamente correlati fra loro; infatti il committente paga esclusivamente l’energia termica resa dall’impianto di distribuzione, mentre  il gestore dell’impianto concentra la propria attenzione nel produrre l’energia al minore costo possibile.  Tale risultato è ottenibile esclusivamente con la più scrupolosa conduzione e manutenzione dell’impianto, associata all’impiego di tecnologie avanzate e adeguate al contesto da gestire.</p>
<p>Il risparmio economico complessivo per il committente deriva quindi dall’applicazione dell’IVA agevolata sul “Contratto Servizio Energia”, sommata al risparmio energetico di gestione derivante dagli investimenti per l’ottimizzazione del rendimento e per la riduzione dei consumi.</p>
<p>Tali risparmi consentono al gestore di realizzare interventi di riqualificazione e messa a norma, finanziando a tutti gli effetti le opere che possono essere così ammortizzate nel corso di una gestione pluriennale, senza un esborso finanziario immediato da parte del Committente.</p>
<p>Da ultimo, occorre rilevare che l’adozione di moderne soluzioni di termoregolazione e contabilizzazione individuale dell’energia consente ad un impianto termico centralizzato di offrire i medesimi vantaggi gestionali di un impianto autonomo (ogni utente regola la temperatura in autonomia e paga in base a quanto effettivamente consuma) ma garantendo risparmi notevolmente superiori, fino al 20-30%.</p>
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		<title>COGENERAZIONE: UN’ALTERNATIVA PER IL CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 09:11:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>carlo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Cogenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>

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		<description><![CDATA[Numerosi i vantaggi creati da un sistema di cogenerazione, non solo a livello economico, ma anche ambientale.
La liberalizzazione del mercato energetico, che comprende la fornitura di energia e gas, ha creato in questi anni una maggiore attenzione nei confronti delle tecnologie per la generazione diffusa di energia elettrica e calore, e dei servizi ad esse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Numerosi i vantaggi creati da un sistema di cogenerazione, non solo a livello economico, ma anche ambientale.</strong></p>
<div id="attachment_3974" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/HABO-10.jpg"><img class="size-medium wp-image-3974" title="HABO" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/HABO-10-218x300.jpg" alt="HABO" width="218" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">HABO</p></div>
<p>La liberalizzazione del mercato energetico, che comprende la fornitura di energia e gas, ha creato in questi anni una maggiore attenzione nei confronti delle tecnologie per la generazione diffusa di energia elettrica e calore, e dei servizi ad esse collegate, onde dare una risposta concreta non solo alla necessità di ottimizzazione delle risorse energetiche disponibili in natura, ma anche all’urgente richiesta di tutela dell’ambiente dall’emissione di anidride carbonica.</p>
<p>Tra i sistemi utilizzati per il raggiungimento di tali obiettivi, sempre più importante e rilevante è la realizzazione e la gestione di sistemi di cogenerazione diffusa, ovvero di impianti che consentano la produzione congiunta e contemporanea di energia elettrica e calore, dislocati nel territorio.</p>
<p>La cogenerazione consente di valorizzare al meglio le proprietà energetiche di un combustibile (gas metano, gasolio, gpl, biogas), che, anziché bruciare in una caldaia limitandosi alla sola produzione di calore (ad uso riscaldamento ambientale, sanitario o di processo), viene sfruttato al massimo per la produzione contemporanea di energia elettrica per autoconsumo e per l’eventuale cessione in rete delle quote in esubero.</p>
<p>In questo modo, recuperando l’energia termica dall’acqua di raffreddamento del motore, dall’olio, dai gas di scarico e producendo contemporaneamente energia meccanica (elettrica), si sfrutta la quasi totalità del potenziale energetico di un combustibile.</p>
<p>Si tratta quindi di un sistema integrato che converte l’energia primaria di una qualsivoglia fonte di energia, in una produzione congiunta di energia elettrica e termica, consentendo, in generale, un risparmio di energia primaria e un beneficio ambientale, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità energetiche.</p>
<p>La cogenerazione viene tipicamente definita “micro-cogenerazione”, per potenze fino a 50 kWe e “piccola cogenerazione” fino a 1 MWe.</p>
<p>Si calcola mediamente che un impianto tradizionale per la produzione di sola energia elettrica subisca una perdita del 60% di energia primaria immessa, mentre un impianto per la produzione di sola energia termica arrivi a disperdere oltre il 40% di energia. In questo caso il sistema di cogenerazione a motore endotermico, unitamente ad un sistema di distribuzione del calore, è in grado di generare lavoro meccanico, energia elettrica, riscaldamento e calore per utilizzi civili o per processi industriali a bassa temperatura, raggiungendo livelli di efficienza molto elevati (superiori al 40% per la produzione elettrica e al 90% per la produzione termica).</p>
<p>La cogenerazione in campo civile viene applicata con successo a strutture come: ospedali, centri sportivi, alberghi, piscine, condomini, centri commerciali, complessi scolastici, istituti e comunità. In ambito industriale invece i processi produttivi di tipica applicazione si ritrovano ad esempio nel settore alimentare, galvanico e farmaceutico.</p>
<p><span style="color: #c4057b;"> </span></p>
<div id="attachment_3975" class="wp-caption alignright" style="width: 308px"><img class="size-medium wp-image-3975" title="HABO" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/HABO-161-298x300.jpg" alt="HABO" width="298" height="300" /><p class="wp-caption-text">HABO</p></div>
<p><span style="color: #c4057b;">Le tipologie di sistemi</span></p>
<p>I sistemi di cogenerazione, in funzione del motore primo impiegato e del relativo ciclo termodinamico di base, sono schematizzabili in cinque tipologie fondamentali: ciclo con motore endotermico (ciclo Otto o ciclo Diesel), ciclo combinato turbina a gas/turbina a vapore, ciclo con turbina a vapore, ciclo con turbina a gas e ciclo Stirling.</p>
<p>Le tecnologie citate non sono tra loro intercambiabili, nel senso che, pur con significative sovrapposizioni, le condizioni più favorevoli per il loro specifico utilizzo sono ben distinte. I quattro parametri fondamentali che individuano il campo di applicazione della tecnologia di cogenerazione sono:</p>
<p>la taglia dell’impianto</p>
<p>il rapporto potenza elettrica/potenza termica</p>
<p>la temperatura alla quale deve essere fornito il calore</p>
<p>il combustibile utilizzato</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Cogeneratore a motore endotermico</span></p>
<p>È tra i sistemi più diffusi, collaudati e affidabili. Da un punto di vista strutturale il cogeneratore a motore endotermico è costituito da un motore a quattro tempi turbocompresso, alimentato a gas metano (o gpl, o biogas), accoppiato ad un alternatore asincrono (o sincrono) trifase, della potenza elettrica e termica opportunamente scelta in base alla tipologia di utenza per la quale va dimensionato.</p>
<p>Il circuito primario del gruppo di cogenerazione è a tutti gli effetti un circuito termoidraulico adattato alle esigenze di funzionamento del motore.</p>
<p>L&#8217;adattamento consiste in un controllo rigoroso della temperatura in quanto è noto come qualsiasi motore (a ciclo Otto o a ciclo Diesel) funzioni con migliore resa a 80/90 °C.</p>
<p>I componenti principali del sistema sono:</p>
<p>un motore endotermico per il funzionamento a gas naturale, Gpl, Biogas;</p>
<p>il generatore elettrico trifase;</p>
<p>una serie di scambiatori di calore;</p>
<p>il sistema elettronico di regolazione e controllo, costituito da un computer predisposto anche per il telecontrollo.</p>
<p>Le caratteristiche principali dei sistemi di cogenerazione con motore endotermico sono:</p>
<p>recupero di calore che non modifica il funzionamento del motore;</p>
<p>elevato rendimento elettrico (superiore al 40%), che si mantiene anche a carichi parziali;</p>
<p>possibilità di variare rapidamente il carico elettrico;</p>
<p>alimentazione gas metano alla normale pressione della rete urbana;</p>
<p>estrema facilità nell’installare impianti di tipo modulare potenziabili nel tempo;</p>
<p>buona affidabilità di servizio.</p>
<p>Il cogeneratore è fornito tipicamente in apposito box insonorizzato per interno e corredato dei setti trappola rumore in corrispondenza delle aperture di ventilazione, che consentono alla macchina di rimanere entro i livelli di rumorosità imposti dalla normativa vigente.</p>
<p>Una volta avviato il motore, il generatore elettrico raggiunge la velocità di regime in pochi secondi erogando corrente elettrica, mentre il calore recuperato dal sistema di scambiatori viene trasferito all’utenza; si ottiene così lo sfruttamento pressoché totale del potenziale energetico introdotto con il combustibile.</p>
<p><span style="color: #c4057b;"> </span></p>
<div id="attachment_3976" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-3976" title="HABO" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/HABO-24-300x225.jpg" alt="HABO" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">HABO</p></div>
<p><span style="color: #c4057b;">Il funzionamento</span></p>
<p>L’immissione dell’energia elettrica, erogata dall’alternatore, avviene mediante apposita apparecchiatura (quadro di parallelo) fornita con la macchina, che gestisce tensione e frequenza della corrente prodotta, in modo da evitare disturbi sulla rete.</p>
<p>Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, l’impianto deve rispettare le condizioni più rigorose in quanto deve essere garantito il mantenimento del valore delle emissioni stesse ai valori minimi previsti dalle normative europee più restrittive (1/2 TA-LUFT).</p>
<p>Le basse emissioni dei gas inquinanti prodotte dai gruppi di cogenerazione, sono dovute tipicamente al sistema a combustione magra del motore e all’installazione di un efficace sistema di catalizzazione.</p>
<p>Dal punto di vista elettrico, l’impianto funziona in parallelo alla rete, in accordo alle prescrizioni vigenti, e può essere dotato di generatore elettrico di tipo asincrono o sincrono (quest’ultimo in grado di lavorare in condizioni di emergenza, ossia di fornire energia elettrica in caso di mancanza di rete).</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Vantaggi e benefici di un impianto di cogenerazione</span></p>
<p>L’obiettivo generale che deve essere tenuto in debito conto nel dimensionamento e nella progettazione dell’impianto di cogenerazione, è quello di ottenere un notevole risparmio energetico e un’elevata efficienza energetica degli impianti di produzione e di distribuzione di energia elettrica e termica e garantire allo stesso tempo una gestione più efficiente e più affidabile dei servizi di riscaldamento alle utenze.</p>
<p>I benefici ottenibili con un impianto di cogenerazione sono in estrema sintesi i seguenti:</p>
<p>notevole riduzione dei costi di approvvigionamento dell&#8217;energia elettrica</p>
<p>migliore efficienza energetica complessiva del sistema energetico</p>
<p>riduzione significativa dei consumi di energia primaria e delle emissioni inquinanti del sistema edificio-impianto</p>
<p>maggiore differenziazione, ridondanza e modularità dei sistemi di produzione termica ed elettrica, in modo da garantire una più elevata sicurezza dell’approvvigionamento delle forniture energetiche</p>
<p>La scelta della taglia del gruppo da installare avviene in base all’analisi di fattibilità che tiene conto dell’andamento dei consumi storici di energia elettrica e di gas metano; lo scopo è quello di scegliere il modello che possa garantire un funzionamento costante con la maggiore copertura degli assorbimenti elettrici.</p>
<p>La scelta progettuale, di adottare gruppi di cogenerazione ad acqua calda, rispetto ai gruppi ad acqua surriscaldata, presenta i seguenti vantaggi:</p>
<p>intervalli di manutenzione meno frequenti;</p>
<p>minori costi di manutenzione;</p>
<p>maggiore affidabilità;</p>
<p>minori sollecitazioni degli organi del motore;</p>
<p>maggiori prestazioni.</p>
<p>L’installazione di ogni gruppo di cogenerazione garantisce il funzionamento in modulazione in base all’andamento dei carichi elettrici.</p>
<p>A garanzia del corretto funzionamento del gruppo di cogenerazione, è fondamentale adottare modalità di manutenzione ordinaria e straordinaria di tipo “Full Service”.</p>
<p>La manutenzione svolta in questa modalità é comprensiva di tutte le operazioni di manutenzione ordinaria (fornitura e sostituzione olio motore, filtri olio e aria, candele, liquido refrigerante e liquido batteria) necessarie per garantire il normale funzionamento del modulo di cogenerazione, oltre che di tutte le riparazioni e le sostituzioni di qualsiasi organo, o parte dei moduli, necessarie a causa di vizi di produzione o di materiale d’utilizzo, o per la normale usura in relazione ai tempi di esercizio del gruppo.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Localizzazione del sistema di cogenerazione</span></p>
<p>L’impianto di cogenerazione, se richiesto, può essere tipicamente posizionato all’interno di un container insonorizzato, installato all’esterno, oppure inserito all’interno dell’ambiente di centrale termica già esistente.</p>
<p>La scelta del sito è dettata tipicamente sia da esigenze di ingombro (dipende dallo spazio disponibile all’interno delle centrali termiche), che da necessità legate alla sicurezza e all’impatto visivo e acustico dello stesso.</p>
<p><span style="color: #c4057b;">Perché valutare l’installazione di un sistema di cogenerazione</span></p>
<p>Riduzione dei consumi energetici, grazie all’autoproduzione di energia elettrica.</p>
<p>Possibilità di autonomia elettrica rispetto alla rete di distribuzione</p>
<p>Possibilità concreta di autofinanziamento dell’impianto grazie ai risparmi energetici ottenuti.</p>
<p>Acquisto di un servizio e non di una “macchina”, grazie a contratti di fornitura e gestione in modalità “full service”.</p>
<p>Sfruttamento d’immagine, da parte del marketing e della comunicazione, sull’autoproduzione di Energia Pulita.</p>
<p>Contributo alla riduzione complessiva di emissioni inquinanti, derivanti dalla produzione centralizzata di energia elettrica da grandi centrali termoelettriche.</p>
<p>Margine operativo particolarmente interessante, calcolato sull’intera vita dell’investimento.</p>
<p>Risparmio di emissioni di anidride carbonica in atmosfera, pari a 450 gr./kW, se confrontato con la produzione separata di energia elettrica ed energia termica.</p>
<p>Risparmio di energia primaria pari al 35-40%, t</p>
<p>con una diminuzione dei costi energetici.</p>
<p>Riduzione delle perdite di distribuzione del calore rispetto al teleriscaldamento.</p>
<p>Riduzione delle perdite di distribuzione dell’energia elettrica, riversata direttamente nelle linee a bassa tensione.</p>
<p>Limitazione delle cadute di tensione sulle linee finali di utenza.</p>
<p>Limitazione della posa di linee elettriche interrate o tralicci.</p>
<p>Semplificazione e riduzione dei costi di esercizio per l’assistenza ordinaria e straordinaria.</p>
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		<item>
		<title>COGENERAZIONE: UN’ALTERNATIVA PER IL CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 12:50:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Cogenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[cogenerazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Numerosi i vantaggi creati da un sistema di cogenerazione, non solo a livello economico, ma anche ambientale.
La liberalizzazione del mercato energetico, che comprende la fornitura di energia e gas, ha creato in questi anni una maggiore attenzione nei confronti delle tecnologie per la generazione diffusa di energia elettrica e calore, e dei servizi ad esse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Numerosi i vantaggi creati da un sistema di cogenerazione, non solo a livello economico, ma anche ambientale.</strong></p>
<div id="attachment_3642" class="wp-caption alignleft" style="width: 308px"><a href="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/HABO-16.jpg"><img class="size-medium wp-image-3642" title="Cogenerazione" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/HABO-16-298x300.jpg" alt="Cogenerazione" width="298" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Cogenerazione</p></div>
<p>La liberalizzazione del <strong>mercato energetico</strong>, che comprende la fornitura di energia e gas, ha creato in questi anni una maggiore attenzione nei confronti delle tecnologie per la generazione diffusa di energia elettrica e calore, e dei servizi ad esse collegate, onde dare una risposta concreta non solo alla necessità di <strong>ottimizzazione delle risorse energetiche</strong> disponibili in natura, ma anche all’urgente richiesta di tutela dell’ambiente dall’emissione di anidride carbonica.</p>
<p>Tra i sistemi utilizzati per il raggiungimento di tali obiettivi, sempre più importante e rilevante è la realizzazione e la gestione di sistemi di cogenerazione diffusa, ovvero di impianti che consentano la produzione congiunta e contemporanea di energia elettrica e calore, dislocati nel territorio.</p>
<p>La <strong>cogenerazione</strong> consente di valorizzare al meglio le proprietà energetiche di un combustibile (gas metano, gasolio, gpl, biogas), che, anziché bruciare in una caldaia limitandosi alla sola produzione di calore (ad uso riscaldamento ambientale, sanitario o di processo), viene sfruttato al massimo per la produzione contemporanea di energia elettrica per autoconsumo e per l’eventuale cessione in rete delle quote in esubero.</p>
<p>In questo modo, recuperando l’energia termica dall’acqua di raffreddamento del motore, dall’olio, dai gas di scarico e producendo contemporaneamente energia meccanica (elettrica), si sfrutta la quasi totalità del potenziale energetico di un combustibile.</p>
<p>Si tratta quindi di un sistema integrato che converte l’energia primaria di una qualsivoglia fonte di energia, in una produzione congiunta di energia elettrica e termica, consentendo, in generale, un risparmio di energia primaria e un beneficio ambientale, rispetto alla produzione separata delle stesse quantità energetiche.</p>
<p>La cogenerazione viene tipicamente definita “micro-cogenerazione”, per potenze fino a 50 kWe e “piccola cogenerazione” fino a 1 MWe.</p>
<p>Si calcola mediamente che un impianto tradizionale per la produzione di sola energia elettrica subisca una perdita del 60% di energia primaria immessa, mentre un impianto per la produzione di sola energia termica arrivi a disperdere oltre il 40% di energia. In questo caso il sistema di cogenerazione a motore endotermico, unitamente ad un sistema di distribuzione del calore, è in grado di generare lavoro meccanico, energia elettrica, riscaldamento e calore per utilizzi civili o per processi industriali a bassa temperatura, raggiungendo livelli di efficienza molto elevati (superiori al 40% per la produzione elettrica e al 90% per la produzione termica).</p>
<p>La cogenerazione in campo civile viene applicata con successo a strutture come: ospedali, centri sportivi, alberghi, piscine, condomini, centri commerciali, complessi scolastici, istituti e comunità. In ambito industriale invece i processi produttivi di tipica applicazione si ritrovano ad esempio nel settore alimentare, galvanico e farmaceutico.</p>
<h3>Le tipologie di sistemi</h3>
<p>I sistemi di cogenerazione, in funzione del motore primo impiegato e del relativo ciclo termodinamico di base, sono schematizzabili in cinque tipologie fondamentali: ciclo con motore endotermico (ciclo Otto o ciclo Diesel), ciclo combinato turbina a gas/turbina a vapore, ciclo con turbina a vapore, ciclo con turbina a gas e ciclo Stirling.</p>
<p>Le tecnologie citate non sono tra loro intercambiabili, nel senso che, pur con significative sovrapposizioni, le condizioni più favorevoli per il loro specifico utilizzo sono ben distinte. I quattro parametri fondamentali che individuano il campo di applicazione della tecnologia di cogenerazione sono:</p>
<ol>
<li>la taglia dell’impianto</li>
<li>il rapporto potenza elettrica/potenza termica</li>
<li>la temperatura alla quale deve essere fornito il calore</li>
<li>il combustibile utilizzato</li>
</ol>
<h3>Cogeneratore a motore endotermico</h3>
<p>È tra i sistemi più diffusi, collaudati e affidabili. Da un punto di vista strutturale il cogeneratore a motore endotermico è costituito da un motore a quattro tempi turbocompresso, alimentato a gas metano (o gpl, o biogas), accoppiato ad un alternatore asincrono (o sincrono) trifase, della potenza elettrica e termica opportunamente scelta in base alla tipologia di utenza per la quale va dimensionato.</p>
<p>Il circuito primario del gruppo di cogenerazione è a tutti gli effetti un circuito termoidraulico adattato alle esigenze di funzionamento del motore.</p>
<p>L&#8217;adattamento consiste in un controllo rigoroso della temperatura in quanto è noto come qualsiasi motore (a ciclo Otto o a ciclo Diesel) funzioni con migliore resa a 80/90 °C.</p>
<p>I componenti principali del sistema sono:</p>
<ul>
<li>un motore endotermico per il funzionamento a gas naturale, Gpl, Biogas;</li>
<li>il generatore elettrico trifase;</li>
<li>una serie di scambiatori di calore;</li>
<li>il sistema elettronico di regolazione e controllo, costituito da un computer predisposto anche per il telecontrollo.</li>
</ul>
<p>Le caratteristiche principali dei sistemi di cogenerazione con motore endotermico sono:</p>
<ul>
<li>recupero di calore che non modifica il funzionamento del motore;</li>
<li>elevato rendimento elettrico (superiore al 40%), che si mantiene anche a carichi parziali;</li>
<li>possibilità di variare rapidamente il carico elettrico;</li>
<li>alimentazione gas metano alla normale pressione della rete urbana;</li>
<li>estrema facilità nell’installare impianti di tipo modulare potenziabili nel tempo;</li>
<li>buona affidabilità di servizio.</li>
</ul>
<p>Il cogeneratore è fornito tipicamente in apposito box insonorizzato per interno e corredato dei setti trappola rumore in corrispondenza delle aperture di ventilazione, che consentono alla macchina di rimanere entro i livelli di rumorosità imposti dalla normativa vigente.</p>
<p>Una volta avviato il motore, il generatore elettrico raggiunge la velocità di regime in pochi secondi erogando corrente elettrica, mentre il calore recuperato dal sistema di scambiatori viene trasferito all’utenza; si ottiene così lo sfruttamento pressoché totale del potenziale energetico introdotto con il combustibile.</p>
<p><strong>Il funzionamento</strong></p>
<p>L’immissione dell’energia elettrica, erogata dall’alternatore, avviene mediante apposita apparecchiatura (quadro di parallelo) fornita con la macchina, che gestisce tensione e frequenza della corrente prodotta, in modo da evitare disturbi sulla rete.</p>
<p>Per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, l’impianto deve rispettare le condizioni più rigorose in quanto deve essere garantito il mantenimento del valore delle emissioni stesse ai valori minimi previsti dalle normative europee più restrittive (1/2 TA-LUFT).</p>
<p>Le basse emissioni dei gas inquinanti prodotte dai gruppi di cogenerazione, sono dovute tipicamente al sistema a combustione magra del motore e all’installazione di un efficace sistema di catalizzazione.</p>
<p>Dal punto di vista elettrico, l’impianto funziona in parallelo alla rete, in accordo alle prescrizioni vigenti, e può essere dotato di generatore elettrico di tipo asincrono o sincrono (quest’ultimo in grado di lavorare in condizioni di emergenza, ossia di fornire energia elettrica in caso di mancanza di rete).</p>
<p><strong>Vantaggi e benefici di un impianto di cogenerazione</strong></p>
<p>L’obiettivo generale che deve essere tenuto in debito conto nel dimensionamento e nella progettazione dell’impianto di cogenerazione, è quello di ottenere un notevole risparmio energetico e un’elevata efficienza energetica degli impianti di produzione e di distribuzione di energia elettrica e termica e garantire allo stesso tempo una gestione più efficiente e più affidabile dei servizi di riscaldamento alle utenze.</p>
<p>I benefici ottenibili con un impianto di cogenerazione sono in estrema sintesi i seguenti:</p>
<ul>
<li>notevole riduzione dei costi di approvvigionamento dell&#8217;energia elettrica</li>
<li>migliore efficienza energetica complessiva del sistema energetico</li>
<li>riduzione significativa dei consumi di energia primaria e delle emissioni inquinanti del sistema edificio-impianto</li>
<li>maggiore differenziazione, ridondanza e modularità dei sistemi di produzione termica ed elettrica, in modo da garantire una più elevata sicurezza dell’approvvigionamento delle forniture energetiche.</li>
</ul>
<p>La scelta della taglia del gruppo da installare avviene in base all’analisi di fattibilità che tiene conto dell’andamento dei consumi storici di energia elettrica e di gas metano; lo scopo è quello di scegliere il modello che possa garantire un funzionamento costante con la maggiore copertura degli assorbimenti elettrici.</p>
<p>La scelta progettuale, di adottare gruppi di cogenerazione ad acqua calda, rispetto ai gruppi ad acqua surriscaldata, presenta i seguenti vantaggi:</p>
<ul>
<li>intervalli di manutenzione meno frequenti;</li>
<li>minori costi di manutenzione;</li>
<li>maggiore affidabilità;</li>
<li>minori sollecitazioni degli organi del motore;</li>
<li>maggiori prestazioni.</li>
</ul>
<p>L’installazione di ogni gruppo di cogenerazione garantisce il funzionamento in modulazione in base all’andamento dei carichi elettrici.</p>
<p>A garanzia del corretto funzionamento del gruppo di cogenerazione, è fondamentale adottare modalità di manutenzione ordinaria e straordinaria di tipo “Full Service”.</p>
<p>La manutenzione svolta in questa modalità é comprensiva di tutte le operazioni di manutenzione ordinaria (fornitura e sostituzione olio motore, filtri olio e aria, candele, liquido refrigerante e liquido batteria) necessarie per garantire il normale funzionamento del modulo di cogenerazione, oltre che di tutte le riparazioni e le sostituzioni di qualsiasi organo, o parte dei moduli, necessarie a causa di vizi di produzione o di materiale d’utilizzo, o per la normale usura in relazione ai tempi di esercizio del gruppo.</p>
<p><strong>Localizzazione del sistema di cogenerazione</strong></p>
<p>L’impianto di cogenerazione, se richiesto, può essere tipicamente posizionato all’interno di un container insonorizzato, installato all’esterno, oppure inserito all’interno dell’ambiente di centrale termica già esistente.</p>
<p>La scelta del sito è dettata tipicamente sia da esigenze di ingombro (dipende dallo spazio disponibile all’interno delle centrali termiche), che da necessità legate alla sicurezza e all’impatto visivo e acustico dello stesso.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Perché valutare l’installazione di un sistema di cogenerazione</strong></p>
<ul>
<li>Riduzione dei consumi energetici, grazie all’autoproduzione di energia elettrica.</li>
<li>Possibilità di autonomia elettrica rispetto alla rete di distribuzione</li>
<li>Possibilità concreta di autofinanziamento dell’impianto grazie ai risparmi energetici ottenuti.</li>
<li>Acquisto di un servizio e non di una “macchina”, grazie a contratti di fornitura e gestione in modalità “full service”.</li>
<li>Sfruttamento d’immagine, da parte del marketing e della comunicazione, sull’autoproduzione di Energia Pulita.</li>
<li>Contributo alla riduzione complessiva di emissioni inquinanti, derivanti dalla produzione centralizzata di energia elettrica da grandi centrali termoelettriche.</li>
<li>Margine operativo particolarmente interessante, calcolato sull’intera vita dell’investimento.</li>
</ul>
<ul>
<li>Risparmio di emissioni di anidride carbonica in      atmosfera, pari a 450 gr./kW, se confrontato con la produzione separata di      energia elettrica ed energia termica.</li>
</ul>
<ul>
<li>Risparmio di energia primaria pari al 35-40%, con      una diminuzione dei costi energetici.</li>
<li>Riduzione delle perdite di distribuzione del calore      rispetto al teleriscaldamento.</li>
<li>Riduzione delle perdite di distribuzione      dell’energia elettrica, riversata direttamente nelle linee a bassa      tensione.</li>
<li>Limitazione delle cadute di tensione sulle linee      finali di utenza.</li>
<li>Limitazione della posa di linee elettriche      interrate o tralicci.</li>
</ul>
<p>Semplificazione e riduzione dei costi di esercizio per l’assistenza ordinaria e straordinaria.</p>
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		<item>
		<title>ENERGIA SOLARE: GRATUITA, PULITA E RINNOVABILE</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 13:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[BERGAMO]]></category>
		<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
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		<category><![CDATA[Sistemi solari]]></category>
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		<category><![CDATA[Pannelli fotovoltaici]]></category>
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		<description><![CDATA[L’energia solare è disponibile gratuitamente e non produce emissioni di gas serra nell’ambiente, ma la sua quantità varia nelle diverse ore del giorno, da stagione a stagione, a seconda della nuvolosità, della riflettenza delle superfici e dell’angolo di incidenza. Per questi motivi si parla di radiazione diretta – quella che arriva direttamente dal sole quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2916" class="wp-caption alignleft" style="width: 316px"><img class="size-full wp-image-2916" title="energia-solare1" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/energia-solare1.jpg" alt="Ogni kWh di energia solare convertito in energia termica fa risparmiare economicamente e guadagnare in salute, delle persone e dell’ambiente" width="306" height="259" /><p class="wp-caption-text">Ogni kWh di energia solare convertito in energia termica fa risparmiare economicamente e guadagnare in salute, delle persone e dell’ambiente</p></div>
<p>L’energia solare è disponibile gratuitamente e non produce emissioni di gas serra nell’ambiente, ma la sua quantità varia nelle diverse ore del giorno, da stagione a stagione, a seconda della nuvolosità, della riflettenza delle superfici e dell’angolo di incidenza. Per questi motivi si parla di radiazione diretta – quella che arriva direttamente dal sole quando è visibile nelle belle giornate – e di radiazione diffusa – intesa come quella riflessa dal cielo, dalle nuvole e dalle superfici riflettenti. E sempre per questi motivi è importante conoscere e tenere conto, nella fase di installazione di un pannello solare, che una superficie riceve il massimo degli apporti quando i raggi solari incidono perpendicolarmente su di essa.</p>
<p>Una corretta installazione non può quindi prescindere dalla conoscenza di questi aspetti che, uniti all’analisi delle condizioni climatiche e all’individuazione dello specifico bisogno che il sistema solare termico dovrà soddisfare, devono maturare nella scelta corretta della tipologia di pannello e di montaggio.</p>
<p>ENERGIA NATURALE E RISPETTO DELL’ESTETICA</p>
<p>Il pannello solare deve anche preservare l’estetica dell’edificio, senza compromessi e l’offerta odierna consente molta libertà espressiva, permettendo il montaggio su tetti piani, inclinati e su facciate, con installazione orizzontale, verticale e ad incasso, con integrazione e abbinamento estetico anche laddove siano previste finestre nella copertura. Le finiture dei pannelli sono curate al pari degli altri elementi architettonici con la possibilità di scegliere tra diversi colori per la piastra captante e il profilo.</p>
<p>RISPARMIO IN TUTTI I SENSI</p>
<p>L’energia solare<strong> </strong>catturata dai pannelli solari termici può essere utilizzata<strong> </strong>per integrare il riscaldamento di un edificio e per la produzione di acqua calda sanitaria, coprendo la maggior parte del fabbisogno annuo: l’integrazione tra solare e caldaia offre infatti eccellenti benefici in termini di consumo.</p>
<p>Per dare un peso a quanto stiamo dicendo, basti ragionare sul dato seguente: riscaldamento e acqua calda sanitaria assieme assorbono l’80% del fabbisogno energetico di un edificio.</p>
<p>L’esito dell’impiego dei pannelli solari termici non può che mettere tutti d’accordo: per ogni kWh di energia solare convertito in energia termica si risparmia economicamente e si guadagna in salute, delle persone e dell’ambiente.</p>
<p>Altro miglioramento della vita quotidiana, abbinato di recente allo sfruttamento dell’energia solare, è la possibilità, in presenza di elettrodomestici di ultima generazione, di gestire anche l’alimentazione con acqua preriscaldata, di evitare la fase di riscaldamento dell’acqua di lavaggio con apprezzabile accorciamento del ciclo stesso e una decisa riduzione dei consumi elettrici.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_2917" class="wp-caption alignright" style="width: 318px"><img class="size-full wp-image-2917" title="energia-solare2" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/energia-solare2.jpg" alt="Energia solare gratuita, pulita e rinnovabile" width="308" height="209" /><p class="wp-caption-text">Energia solare gratuita, pulita e rinnovabile</p></div>
<p>PANNELLI A COLLETTORI PIANI E SOTTOVUOTO.<strong><br />
</strong>I collettori piani e sottovuoto si dividono in sistemi a circolazione naturale, che funzionano autonomamente senza ausilio di alcun componente, e in sistemi a circolazione forzata,<strong> </strong>muniti invece di pompa che “spinge” il liquido nel serbatoio d’accumulo, disposto separatamente in un locale tecnico, oppure in una cantina o nel sottotetto. Quest’ultima tipologia è adatta al montaggio orizzontale, verticale e incassato in copertura, a dimostrazione di una raggiunta adattabilità alle esigenze architettoniche e funzionali della committenza.</p>
<p>La maggiore diffusione dei collettori piani rispetto alle altre tipologie è dovuta alla versatilità d’uso, unita a:</p>
<ul>
<li>buon rendimento anche in giornate non particolarmente soleggiate;</li>
<li>limitato scambio termico con l’esterno;</li>
<li>costo contenuto;</li>
<li>semplicità di installazione;</li>
<li>ottima resistenza agli agenti atmosferici: sono più robusti e reggono meglio in caso di grandine.</li>
<li>ottima conoscenza della tecnologia ormai applicata da anni.</li>
</ul>
<p>I collettori termici sottovuoto sono più efficienti (anche se il divario iniziale con la tipologia sopra descritta è stato notevolmente appianato), soprattutto nelle giornate invernali, e particolarmente adatti ad integrare il riscaldamento degli edifici. Hanno un rendimento maggiore, ma anche un costo superiore che ne suggerisce l’applicazione in zone dal clima rigido o nel caso in cui debbano servire sistemi che richiedono temperature dell’acqua più elevate (climatizzazione passiva, riscaldamento edifici, ecc.).</p>
<p>La migliore integrazione architettonica si ottiene con i collettori piani, che possono essere costruiti con piastre colorate e venire “affogati” nella copertura del tetto.</p>
<p>Tuttavia anche con i collettori sottovuoto è possibile arrivare ad una buona integrazione architettonica, essendo di forma tubolare e di dimensioni poco impattanti visivamente. Quest’ultimi si caratterizzano per:<br />
- buona resa anche in condizioni climatiche difficili, a causa della scarsa presenza del sole o di temperature al di sotto dello zero;<br />
- assenza di scambio termico con l’esterno;<br />
- semplicità di installazione;<br />
- buona conoscenza della tecnologia.</p>
<p>Nella categoria dei pannelli sottovuoto, i collettori sottovuoto con concentratore parabolico statico<strong> </strong>consentono di recuperare parte dell’energia solare sfuggente attraverso gli spazi tra i singoli tubi, adottando una superficie riflettente nella parte posteriore che reindirizza i raggi solari altrimenti persi, verso la superficie assorbente del pannello.</p>
<p>Tra le applicazioni più particolari, i pannelli solari scoperti. Si tratta di pannelli privi di vetro per cui l’acqua passa direttamente all’interno dei tubi, lì viene riscaldata dai raggi solari ed<strong> </strong>è pronta all’uso. Questi pannelli, che necessitano di una temperatura ambiente di almeno 20°C, hanno un uso prettamente estivo per cui trovano impiego nel riscaldamento di piscine scoperte e nella produzione di acqua calda per le docce di stabilimento balneari, campeggi, alberghi stagionali e residenze estive. Hanno un prezzo contenuto e sono di semplice installazione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INCENTIVI ED OBBLIGHI DI LEGGE PER L’USO DI ENERGIE RINNOVABILI. </strong></p>
<p>Per tutte le nuove costruzioni e per gli edifici esistenti in caso di installazione di nuovi impianti termici o di ristrutturazione degli esistenti, è fatto <strong>obbligo di legge</strong> la necessità di <strong>coprire almeno il 50% </strong>(che si riduce al 20% per gli edifici situati in centri storici)<strong> del fabbisogno di acqua calda sanitaria con energie rinnovabili</strong>.</p>
<p>L’installazione di pannelli solari termici in edifici esistenti continua per tutto il 2009 ad usufruire delle <strong>detrazioni fiscali al 55%</strong> ripartite in 5 anni e previo invio telematico della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.</p>
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		<title>TERMOCAMINI E STUFE A COMBUSTIBILI NATURALI: MENO INQUINAMENTO,  RISPARMIO GARANTITO</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Camini e stufe]]></category>
		<category><![CDATA[Climatizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Impiantistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Termocamini e stufe multicombustibile permettono di scegliere il biocombustibile che offre di volta in volta il rapporto qualità/prezzo più conveniente.
Molte sono le famiglie che per il riscaldamento domestico scelgono un termocamino o una stufa, perché diventi il cuore della casa attorno a cui raccogliersi, avvolti in un piacevole e suggestivo calore.
Gli ostacoli che si frapponevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Termocamini e stufe multicombustibile permettono di scegliere il biocombustibile che offre di volta in volta il rapporto qualità/prezzo più conveniente.</strong></p>
<div id="attachment_2337" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-2337" title="Termocamini e stufe multicombustibili" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/91.jpg" alt="Termocamini e stufe multicombustibili" width="204" height="168" /><p class="wp-caption-text">Termocamini e stufe multicombustibili</p></div>
<p>Molte sono le famiglie che per il <strong>riscaldamento domestico</strong> scelgono un <strong>termocamino</strong> o una <strong>stufa</strong>, perché diventi il cuore della casa attorno a cui raccogliersi, avvolti in un piacevole e suggestivo calore.</p>
<p>Gli ostacoli che si frapponevano a questa scelta in passato erano rappresentati dal notevole spazio che serviva per ospitare lo stoccaggio della legna e del camino stesso e dall’efficienza tradizionalmente molto bassa: il camino o la stufa riscaldavano prevalentemente l’ambiente in cui si trovavano, ma era necessario bruciare parecchi metri cubi di legna per mantenere una temperatura adeguata nel resto della casa.</p>
<p>I <strong>termocamini</strong> e le<strong> stufe</strong> di oggi sono frutto di un’evoluzione che nasce con lo scopo di risolvere tali problemi e che evitano soprattutto la <strong>dispersione del calore nell’ambiente</strong>, trasmettendolo invece all’acqua e distribuendolo tramite un impianto idraulico nei termosifoni e nei sanitari di tutta la casa.</p>
<p>SOLUZIONI PER L’ALTO RENDIMENTO</p>
<p>I <strong>moderni termocamini</strong> e le attuali stufe hanno raggiunto nuovi traguardi tecnologici e consentono alti rendimenti e minimi consumi, nonché l’uso di combustibili naturali, <strong>non inquinanti e rinnovabili</strong>, come legna, pellet, mais, semi di girasole, ecc.</p>
<p>A seconda della dimensione dell’abitazione da riscaldare, possono essere utilizzati come unica fonte di calore, oppure in sinergia con altre caldaie, e integrati all’<strong>impianto di riscaldamento</strong> esistente, indifferentemente che si tratti di radiatori, termoconvettori o serpentine a pavimento. Riscaldare anche grandi superfici disposte su più piani non rappresenta un problema, denotando una maturazione nelle prestazioni che assicura un’ampia flessibilità d’impiego.</p>
<p>La diffusione dei <strong>termocamini</strong> e delle <strong>stufe ecocompatibili</strong> è dovuta alla loro natura multicombustibile: non solo consentono di beneficiare di un calore biologico e sano che non arreca alcun danno all’ambiente, ma permettono di scegliere il combustibile che nello specifico momento offre il miglior rapporto qualità/prezzo.</p>
<p>L’EVOLUZIONE NEI COMBUSTIBILI</p>
<p>Chi ama il riscaldamento a legna, con i moderni termocamini non rinuncia a sicurezza, benessere, comodità, funzionalità e comfort, ma lo fa sfruttando un combustibile naturale, sempre disponibile ed economico. Oggi le camere di combustione sono studiate per essere ampie e funzionali in modo da inserire senza alcuna difficoltà legna di qualsiasi formato.</p>
<div id="attachment_2339" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-2339" title="Termocamini e stufe multicombustibili" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/111.jpg" alt="Termocamini e stufe multicombustibili" width="204" height="168" /><p class="wp-caption-text">Termocamini e stufe multicombustibili</p></div>
<p>Usando i combustibili granulari (mais, pellet, ecc.), la combustione può essere completamente automatizzata: l’accensione, lo spegnimento, la regolazione della quantità di calore e la sua diffusione in ambiente, possono essere programmate e stabilite in base alle proprie abitudini ed esigenze.</p>
<p>Entrando nello specifico, il principale vantaggio del mais è il potere calorifico più alto di circa il 30% rispetto al pellet e del 50% rispetto alla legna. Lo stesso discorso vale per i semi di girasole che, se trovati ad un prezzo conveniente, permettono di risparmiare fino al 70% rispetto ai combustibili fossili.</p>
<p>Il pellet invece è un combustibile ricavato dalla segatura vergine essiccata e poi compressa in forma di piccoli cilindri con un diametro di qualche millimetro. La capacità legante della lignina, contenuta nella legna, permette di ottenere un prodotto compatto senza aggiungere additivi o sostanza chimiche estranee al legno. Grazie alla pressatura, il potere calorifico del pellet, a parità di volume, ma non di peso, è circa doppio rispetto al legno ed è particolarmente richiesto per la facilità di trasporto (è confezionato in sacchi da 15 kg) e di stoccaggio.</p>
<p>ECONOMIA NEI COSNUMI</p>
<p>Il progresso tecnologico come detto, assicura ai termocamini e alle stufe un’efficiente combustione, un’elevata resa termica, economia nei consumi e ridotte emissioni di CO2.</p>
<p>Una buona ragione per considerare il riscaldamento a legna o biomassa, oltre al fascino che porta con sé, è che il costo di un chilowatt termico prodotto dalla combustione della legna è in assoluto il più conveniente, infatti il potere calorifico della legna, correttamente essiccata all’aria, è di 4,3 kwh/kg contro i 10 kwh/l del gasolio e i 9,5 kwh/mc del metano.<br />
Ne consegue che con 2,3 kg di legna secca si ottengono gli stessi risultati termici ottenibili con 1 litro di gasolio o con 1 mc di gas naturale, con risparmi sui costi fino al 70%.</p>
<p>INTEGRABILI CON IL SOLARE TERMICO</p>
<p>Oltre a riscaldare a costi contenuti, termocamino e stufa possono essere integrati ad un impianto solare termico e produrre contemporaneamente acqua calda sanitaria, disponibile in modo continuativo per qualche ora anche dopo lo spegnimento del fuoco.</p>
<p>Il design è studiato perché il termocamino o la stufa siano facilmente abbinabili ad ogni tipologia di arredo, dal rustico al classico al moderno con rivestimenti in pietra naturale, marmo, legno, acciaio o quant’altro e ad ogni disponibilità di spazio, con soluzioni dalle dimensioni ridotte che conservano comunque praticità di utilizzo.</p>
<p>Entrambe le soluzioni hanno la possibilità di ottenere le detrazioni fiscali del 55%.<strong> </strong></p>
<p>Esiste la possibilità di unire alle funzioni di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, quella del forno a legna per cucinare,<strong> sia in ambienti interni che esterni</strong>; il riscaldamento dei cibi avviene sia per <strong>irraggiamento che tramite erogazione di aria calda, garantendo una cottura sana e naturale.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Silvia Bevilacqua</p>
<p><em>Immagini concesse da ELIDEA</em></p>
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		<title>FOTOVOLTAICO PIÙ VICINO CON IL CONTO ENERGIA</title>
		<link>http://www.pervoicostruire.it/fotovoltaico-piu-vicino-con-il-conto-energia-2291.html</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Energie Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi Fotovoltaici]]></category>
		<category><![CDATA[Solare]]></category>
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		<description><![CDATA[Il fotovoltaico rappresenta un interessante investimento finanziario per privati, aziende ed enti pubblici: con il Conto Energia gli incentivi statali ventennali sono applicati sull’energia prodotta con tariffe che vanno da un minimo di 0,353 €/kWp ad un massimo di 0,480 €/kWp.
Con l’aggiornamento al 31/12/2008 il Gestore dei Servizi Elettrici - G.S.E. S.p.A.-, organismo regolatore dell’incentivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il fotovoltaico rappresenta un interessante investimento finanziario per privati, aziende ed enti pubblici: con il Conto Energia gli incentivi statali ventennali sono applicati sull’energia prodotta con tariffe che vanno da un minimo di 0,353 €/kWp ad un massimo di 0,480 €/kWp.</strong></p>
<div id="attachment_2322" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-2322" title="Pannelli fotovoltaici" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/84.jpg" alt="Pannelli fotovoltaici" width="204" height="153" /><p class="wp-caption-text">Pannelli fotovoltaici</p></div>
<p>Con l’aggiornamento al 31/12/2008 il <strong>Gestore dei Servizi Elettrici </strong>- G.S.E. S.p.A.-, organismo regolatore dell’<strong>incentivo </strong>italiano del<strong> fotovoltaico</strong> denominato “<strong>Conto Energia</strong>”, comunica ufficialmente l’esistenza in Italia di un totale di 31.875 impianti entrati in esercizio, con una <strong>potenza fotovoltaica</strong> sul territorio pari a circa 418 MW.</p>
<p>L’energia prodotta da <strong>fonte fotovoltaica</strong>, nel solo anno 2008, ammonta quindi a circa 186.187 MWh e ha evitato l’immissione in atmosfera di circa 1.350.000 quintali di CO<sub>2</sub>/anno. Nella graduatoria internazionale della potenza installata nell’anno 2008 l’Italia occupa il terzo posto in Europa, dopo Spagna e Germania, e il quinto nel mondo, posizionandosi quasi a pari merito con gli Stati Uniti. Attualmente dunque le prospettive sono buone, ma la strada per lo<strong> sviluppo del fotovoltaico</strong> è comunque ancora lunga e ricca di buoni spunti. Le tariffe dell’incentivo <strong>Conto Energia</strong> sono infatti già previste e fissate fino a tutto il 2010 e verranno garantite per ogni <strong>impianto fotovoltaico</strong> fino al raggiungimento della potenza elettrica cumulativa installata di 1.200 MW. L’obiettivo nazionale è comunque più ampio in quanto l’Italia ha previsto di raggiungere la potenza di 3.000 MW di impianti entro il 2016.</p>
<p>In Italia, osservando dall’alto i tetti degli edifici, lo sviluppo delle piccole e medie installazioni sta diventando evidente. Il <strong>solare fotovoltaico </strong>ha dunque tutte le caratteristiche per continuare ad evolvere in modo concreto e per dare molti benefici. Ci si augura che l’Italia, dal momento che ha già virtuosamente scelto l’installazione di piccoli e medi <strong>impianti fotovoltaici</strong>, piuttosto che di impianti di grande e/o grandissima taglia, guardi sempre più l’esempio della pioniera Germania (con ben 1.550 MW di impianti installati nel solo 2008 che fanno raggiungere i complessivi 5.300 MW cumulativi installati). Si auspica inoltre che in Italia si continui a perseguire una cultura del <strong>risparmio energetico</strong> raggiungibile soprattutto con l’aumento della sensibilità, non tanto di pochi lungimiranti imprenditori/investitori, ma di ogni singola utenza elettrica, sia essa un’abitazione privata, un’azienda, un edificio pubblico.</p>
<p>È pertanto fondamentale continuare sulla strada che vede finalmente attuato il già stabilito obbligo (prorogato dal primo gennaio 2009 al primo gennaio 2010) di prevedere per le nuove costruzioni l’installazione di <strong>impianti fotovoltaici </strong>di potenza non inferiore a 1 kWp per unità abitativa mentre, per i fabbricati industriali, la potenza minima installabile risulterà pari a 5 kWp al superamento dei 100 mq di superficie. Tale obbligo, da rispettare al fine dell’ottenimento del permesso a costruire, rappresenta un’opportunità di crescita non solo del <strong>settore fotovoltaico</strong> ma anche del corretto sviluppo di nuove <strong>costruzioni ecocompatibili</strong> e a <strong>basso consumo energetico</strong>.</p>
<p>E che dire poi del Decreto relativo al Piano Casa? È importante vedere come anche la Regione Veneto, assieme ad altre quali la  Toscana ed il Trentino, si stia muovendo con forza verso la creazione di una legge regionale di durata biennale per il sostegno all’edilizia. Si lavora concretamente per ammettere agli interventi in edilizia agevolati anche i condomini, i centri storici e i fabbricati non residenziali. Interessantissime sono le novità legate al fotovoltaico, basti dire che, in caso di demolizione e ricostruzione secondo le tecniche della bioedilizia e le normative antisismiche, si prospetta in Veneto la concessione di un aumento volumetrico del 40% a fronte del 35% previsto dall’accordo nazionale.</p>
<div id="attachment_2323" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-2323" title="Pannelli fotovoltaici" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/13.jpg" alt="Pannelli fotovoltaici" width="204" height="153" /><p class="wp-caption-text">Pannelli fotovoltaici</p></div>
<p>È certo che per raggiungere con successo questo obiettivo, positivo per tutti, bisogna poggiare innanzitutto su un buon controllo del Conto Energia nelle sue evoluzioni, che risulteranno operative dal Gennaio del 2011 (il Conto Energia in atto è infatti valido fino al 31/12/2010 ma già da quest’anno e come previsto dallo stesso decreto vigente, si dovranno prevedere gli sviluppi delle tariffe per gli anni successivi al 2010).</p>
<p>Questo s<strong>viluppo del fotovoltaico</strong>, delle <strong>energie rinnovabili</strong> e gli impulsi per il futuro che mirano a potenziare questo stesso processo di crescita non rappresentano quindi un puro caso, ma il risultato di una precisa scelta strategica che vede promotrice e regolatrice del processo la Comunità Europea; le nuove direttive europee, tra cui la Direttiva 2002/91/CE, sono ben chiare dal momento che nel 2002 hanno previsto per le nuove abitazioni &#8211; ed ora anche per il patrimonio immobiliare esistente – l’obbligo di produrre la stessa quantità di energia che consumano a partire dal 31 dicembre 2018. Questa è la decisione presa a livello europeo. I deputati del Parlamento Europeo chiedono inoltre maggiori investimenti pubblici in materia di <strong>efficienza energetica</strong> degli edifici. Le stesse direttive precisano che gli stati membri dovranno fissare delle regole per gli edifici esistenti e una percentuale minima di &#8220;edifici a impatto zero sull&#8217;ambiente&#8221; rispettivamente entro il 2015 e il 2020. Secondo la nuova disposizione europea gli stati membri dovranno elaborare piani d&#8217;azione nazionali entro la metà del 2011.</p>
<p>Ciò detto, non si può non sottolineare che ad oggi le belle notizie legate agli aspetti positivi del <strong>fotovoltaico</strong> si sono un po’ perse in una generale confusione di informazione che purtroppo ben rappresenta l’ancora scarsa cultura generale italiana legata alle energie rinnovabili e al rispetto ambientale. Le buone notizie sono legate soprattutto, e in primis, all’esistenza del Conto Energia e dei suoi funzionali incentivi statali ventennali applicati su tutta l’energia prodotta dall’impianto con tariffe che vanno, a seconda dei casi, da un minimo di 0,353 €/kWp ad un massimo di 0,480 €/kWp, e quindi all’interessante investimento finanziario per privati aziende, enti pubblici che rappresenta un impianto fotovoltaico (che si ripaga grazie all’incentivo in circa 9 anni lasciando i restanti 11 come “ritorno secco dell’investimento”), ai premi per l’efficienza energetica, ma anche all’incremento di posti di lavoro che questo settore ha creato proprio in questi anni di crisi.</p>
<p>C’è chi invece, in questa confusione mediatica ha più volte confuso, il 55% di riduzione Irpef per l’efficienza energetica con l’incentivo Conto Energia per il fotovoltaico, altri che hanno sostenuto che il Conto Energia non funziona o non c’era addirittura più. Fatta la debita informazione competente e scientificamente autorevole &#8211; necessaria affinché ogni singolo cittadino diventi consapevole e informato sulla cultura delle rinnovabili &#8211; tutti possono prendere atto che in realtà le installazioni di impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni private, delle aziende e degli edifici pubblici aumentano, l’industria si sviluppa e la ricerca tecnologica si fa strada e migliora.</p>
<p>La Germania, la Spagna, l’Italia stanno dimostrando e dovranno dimostrare sempre più, che a livello europeo questa strategia che si rivolge alle nuove forme di risparmio energetico non è dettata da una pura e semplice politica ambientalista, ma sopratutto da una valutazione del fatto che il<strong> fotovoltaico e le energie rinnovabili </strong>danno oggettivamente opportunità economiche, occupazionali, di investimento finanziario, di sostenibilità ambientale e di modernità. Non c’è quindi che da rivolgere il nostro sguardo al sole, aprirgli le porte e apprezzarne i benefici.</p>
<p align="center"><em><strong>Arianna Zanette</strong></em></p>
<p align="center"><strong>Responsabile marketing</strong></p>
<p align="center"><strong>Sun Gate S.r.l.</strong></p>
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		<title>ENERGIA SOLARE: GRATUITA, PULITA E RINNOVABILE</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 15:01:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Sistemi solari]]></category>
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		<category><![CDATA[TREVISO]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni kWh di energia solare convertito in energia termica fa risparmiare economicamente e guadagnare in salute, delle persone e dell’ambiente.
L’energia solare è disponibile gratuitamente e non produce emissioni di gas serra nell’ambiente, ma la sua quantità varia nelle diverse ore del giorno, da stagione a stagione, a seconda della nuvolosità, della riflettenza delle superfici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ogni kWh di energia solare convertito in energia termica fa risparmiare economicamente e guadagnare in salute, delle persone e dell’ambiente.</strong></p>
<div id="attachment_2319" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-2319" title="Pannelli solari" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/10.jpg" alt="Pannelli solari" width="204" height="111" /><p class="wp-caption-text">Pannelli solari</p></div>
<p>L’<strong>energia solare</strong> è disponibile gratuitamente e non produce <strong>emissioni di gas serra</strong> nell’ambiente, ma la sua quantità varia nelle diverse ore del giorno, da stagione a stagione, a seconda della nuvolosità, della riflettenza delle superfici e dell’angolo di incidenza. Per questi motivi si parla di <strong>radiazione diretta</strong> – quella che arriva direttamente dal sole quando è visibile nelle belle giornate – e di <strong>radiazione diffusa</strong> – intesa come quella riflessa dal cielo, dalle nuvole e dalle <strong>superfici riflettenti</strong>. E sempre per questi motivi è importante conoscere e tenere conto, nella fase di <strong>installazione di un pannello solare</strong>, che una superficie riceve il massimo degli apporti quando i raggi solari incidono perpendicolarmente su di essa.</p>
<p>Una corretta installazione non può quindi prescindere dalla conoscenza di questi aspetti che, uniti all’analisi delle condizioni climatiche e all’individuazione dello specifico bisogno che il <strong>sistema solare termico</strong> dovrà soddisfare, devono maturare nella scelta corretta della tipologia di pannello e di montaggio.</p>
<p>ENERGIA NATURALE E RISPETTO DELL’ESTETICA</p>
<p>Il <strong>pannello solare</strong> deve anche preservare l’estetica dell’edificio, senza compromessi e l’offerta odierna consente molta libertà espressiva, permettendo il montaggio su tetti piani, inclinati e su facciate, con installazione orizzontale, verticale e ad incasso, con integrazione a filo del tetto e abbinamento estetico anche laddove siano previste finestre nella copertura. Le finiture dei pannelli sono curate al pari degli altri elementi architettonici con la possibilità di scegliere tra diversi colori per la piastra captante e il profilo.</p>
<p>RISPARMIO IN TUTTI I SENSI</p>
<p>L’energia solare<strong> </strong>catturata dai <strong>pannelli solari</strong> termici può essere utilizzata<strong> </strong>per integrare il riscaldamento di un edificio e per la produzione di acqua calda sanitaria, coprendo la maggior parte del fabbisogno annuo senza ricorrere a sistemi di climatizzazione e a caldaie tradizionali. Per dare un peso a quanto stiamo dicendo, basti ragionare sul dato seguente: riscaldamento e acqua calda sanitaria assieme assorbono l’80% del fabbisogno energetico di un edificio.</p>
<p>L’esito dell’impiego dei pannelli solari termici non può che mettere tutti d’accordo: per ogni kWh di energia solare convertito in energia termica si risparmia economicamente e si guadagna in salute, delle persone e dell’ambiente.</p>
<p>Altro miglioramento della vita quotidiana, abbinato di recente allo sfruttamento dell’energia solare, è la possibilità, in presenza di elettrodomestici di ultima generazione, di gestire anche l’alimentazione con acqua preriscaldata, di evitare la fase di riscaldamento dell’acqua di lavaggio con apprezzabile accorciamento del ciclo stesso e una decisa riduzione dei consumi elettrici.</p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_2320" class="wp-caption alignleft" style="width: 214px"><img class="size-full wp-image-2320" title="Sfruttamento dell'energia solare" src="http://www.pervoicostruire.it/wp-content/uploads/3.jpg" alt="Sfruttamento dell'energia solare" width="204" height="308" /><p class="wp-caption-text">Sfruttamento dell&#39;energia solare</p></div>
<p>PANNELLI A COLLETTORI PIANI E SOTTOVUOTO.<strong><br />
</strong>I <strong>collettori piani</strong> si dividono in sistemi piani a circolazione naturale, che funzionano autonomamente senza ausilio di alcun componente, e collettori piani a circolazione forzata,<strong> </strong>muniti invece di pompa che “spinge” il liquido nel serbatoio d’accumulo, disposto separatamente in un locale tecnico, oppure in una cantina o nel sottotetto. Entrambe le tipologie sono adatte al montaggio orizzontale, verticale e incassato in copertura, a dimostrazione di una raggiunta adattabilità alle esigenze architettoniche e funzionali della committenza.</p>
<p>La maggiore diffusione dei collettori piani rispetto alle altre tipologie è dovuta alla versatilità d’uso, unita a:</p>
<ul>
<li>buon rendimento anche in giornate non particolarmente soleggiate;</li>
<li>limitato scambio termico con l’esterno;</li>
<li>costo contenuto;</li>
<li>semplicità di installazione (maggiore per i sistemi a circolazione naturale);</li>
<li>ottima conoscenza della tecnologia ormai applicata da anni.</li>
</ul>
<p>I <strong>collettori termici sottovuoto</strong> sono più efficienti (anche se il divario iniziale con la tipologia sopra descritta è stato notevolmente appianato), soprattutto nelle giornate invernali, e particolarmente adatti ad integrare il riscaldamento degli edifici. Hanno un rendimento maggiore, ma anche un costo superiore che ne suggerisce l’applicazione in zone dal clima rigido o nel caso in cui debbano servire sistemi che richiedono temperature dell’acqua più elevate (climatizzazione passiva, riscaldamento edifici, ecc.).</p>
<p>I <strong>collettori sottovuoto</strong> garantiscono una buona integrazione architettonica essendo di forma tubolare e di dimensioni poco impattanti visivamente e si caratterizzano per:<br />
- buona resa anche in condizioni climatiche difficili, a causa della scarsa presenza del sole o di temperature al di sotto dello zero;<br />
- assenza di scambio termico con l’esterno;<br />
- semplicità di installazione (ancor più per i sistemi a circolazione naturale);<br />
- migliore integrazione architettonica dovuta alla minore superficie necessaria a parità di prestazioni;<br />
- buona conoscenza della tecnologia.</p>
<p>Nella categoria dei <strong>pannelli sottovuoto</strong>, i <strong>collettori sottovuoto</strong> con <strong>concentratore parabolico statico</strong><strong> </strong>consentono di recuperare parte dell’energia solare sfuggente attraverso gli spazi tra i singoli tubi, adottando una superficie riflettente nella parte posteriore che reindirizza i raggi solari altrimenti persi, verso la superficie assorbente del pannello.</p>
<p>A chiudere la presentazione dei pannelli solari termici sottovuoto, gli <strong>heat-pipe</strong>, nei quali la superficie assorbente è saldata ad un tubo chiuso alle due estremità e contenente un fluido termovettore che, ricevendo calore dalla superficie irraggiata, evapora, salendo in alto e condensandosi nella parte superiore del tubo, che viene refrigerata da un flusso d’acqua, che permette al fluido di tornare per gravità verso la zona evaporativa, cedendo calore allo scambiatore. I singoli tubi, collegati “a secco”, ruotano attorno al proprio asse per essere orientati in modo ottimale verso il sole e massimizzare la resa.</p>
<p>Tra le applicazioni più particolari, i pannelli solari scoperti. Si tratta di pannelli privi di vetro per cui l’acqua passa direttamente all’interno dei tubi, lì viene riscaldata dai raggi solari ed<strong> </strong>è pronta all’uso. Questi pannelli, che necessitano di una temperatura ambiente di almeno 20°C, hanno un uso prettamente estivo per cui trovano impiego nel riscaldamento di piscine scoperte e nella produzione di acqua calda per le docce di stabilimento balneari, campeggi, alberghi stagionali e residenze estive. Hanno un prezzo contenuto e sono di semplice installazione.<br />
I pannelli solari ad aria, infine, si caratterizzano poiché hanno come fluido vettore l’aria, anziché l’acqua, che circola fra vetro e assorbitore oppure fra assorbitore e fondo del pannello.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>INCENTIVI ED OBBLIGHI DI LEGGE PER L’USO DI ENERGIE RINNOVABILI. </strong></p>
<p>Per tutte le nuove costruzioni e per gli edifici esistenti in caso di installazione di nuovi impianti termici o di ristrutturazione degli esistenti, è fatto <strong>obbligo di legge</strong> la necessità di <strong>coprire almeno il 50% </strong>(che si riduce al 20% per gli edifici situati in centri storici)<strong> del fabbisogno di acqua calda sanitaria con energie rinnovabili</strong>.</p>
<p>L’installazione di pannelli solari termici in edifici esistenti continua per tutto il 2009 ad usufruire delle <strong>detrazioni fiscali al 55%</strong> ripartite in 5 anni e previo invio telematico della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p><em>Immagini concesse da TERMOIDRAULICA IDROCALOR SAS</em></p>
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